Fotografare senza paura. Lisetta Carmi in mostra a Torino

Nello splendido Palazzo Turinetti, rivisitato da Michele De Lucchi e Amdl Circle per le Gallerie d’Italia a Torino, sono in mostra oltre 150 scatti di Lisetta Carmi, fotografa e pianista di talento, che non ha mai avuto paura di cambiare direzione

Scomparsa a luglio di quest’anno, Lisetta Carmi (Genova, 1924 – Cisternino, 2022) ci ha lasciato un patrimonio di immagini documentarie dal forte impatto visivo – basti pensare alla sequenza di immagini sul parto che compongono un servizio sugli ospedali cittadini commissionatole dal Comune di Genova nel 1968.
La mostra alle Gallerie d’Italia di Torino, curata da Giovanni Battista Martini e corredata di un corto creato per l’occasione da Alice Rohrwacher, si compone di otto sezioni, che partono dalla figura della donna, con una galleria di ritratti scattati fra Israele, Europa, India, Afghanistan, Venezuela, Marocco e Messico, e proseguono con le immagini del Cimitero Monumentale di Genova. In questa serie la Carmi. offre una lettura socio-antropologica della ricca borghesia genovese di fine Ottocento, che tendeva a rendere eterna, attraverso i monumenti funebri, la propria vita. A spiccare è anche la sequenza nella quale fa la sua apparizione Ezra Pound, in un incontro di pochi minuti che varrà alla Carmi il Premio Niépce per l’Italia.
Nella sezione dedicata al lavoro troviamo invece un ampio e intenso corpo di fotografie dedicate alle dure condizioni lavorative dei “camalli”, gli operai dediti allo scarico dei fosfati dalle stive delle navi, e quelle scattate dalla Carmi all’interno dello stabilimento Italsider, il complesso siderurgico di Bagnoli. Nel percorso espositivo, inoltre, è la stessa fotografa a descrivere alcuni suoi lavori attraverso brevi video.

Sicilia, 1977 © Lisetta Carmi, Martini & Ronchetti

Sicilia, 1977 © Lisetta Carmi, Martini & Ronchetti

LA FOTOGRAFIA SECONDO LISETTA CARMI

La fotografia per Lisetta Carmi è immagine documentaria, strumento di indagine per capire e far capire il mondo. E infatti, nel dicembre del 1965, Carmi firma un corposo reportage all’interno della metropolitana di Parigi, a cui è dedicata la sezione Metropolitan 1965. Con Métropolitain, l’anno seguente, si aggiudica il secondo Premio per la cultura nella Fotografia a Fermo.
La fotografa che ha girato il mondo da concertista e ha poi dedicato al linguaggio dell’obiettivo venti anni della sua vita, mettendo gli esseri umani al centro della propria ricerca, si svela anche nel lungo racconto per immagini sulla comunità di travestiti del centro storico di Genova, che intraprende nella notte di San Silvestro del 1965. Dopo quella sera, infatti, per i sei anni successivi, condividerà con loro tutti i momenti della quotidianità. Lei stessa dirà che il suo rapporto con i travestiti l’aiutò ad accettarsi per quello che era: una persona che vive senza ruolo.

LA MOSTRA SU LISETTA CARMI A TORINO

A sottolineare il rapporto mai interrotto di Lisetta Carmi con la musica, grazie alle moderne tecnologie di diffusione sonora direzionale, nella sezione Quaderno Musicale di Annalibera è possibile ascoltare i brani di Luigi Dallapiccola osservando i fotogrammi che Carmi ha realizzato ispirandosi alla musica del maestro fiorentino.
Questa mostra dà il via al progetto La grande fotografia italiana affidato a Roberto Koch e inaugura gli spazi della Manica Lunga delle Gallerie di Intesa Sanpaolo a Torino.

Dia Pellegrino

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