Intesa Sanpaolo apre a Torino le Gallerie d’Italia. Tutte le novità sulla quarta sede

Palazzo Turinetti sarà consacrato in prevalenza alla fotografia e alla videoarte, avendo come cuore pulsante lo sterminato archivio dell’agenzia Publiphoto

Gallerie d'Italia, Palazzo Turinetti, Torino, interni © AMDL Circle
Gallerie d'Italia, Palazzo Turinetti, Torino, interni © AMDL Circle

Sarà il salotto buono di Torino, ovvero Piazza San Carlo, lo scenario che ospiterà il quarto polo delle Gallerie d’Italia, il mastodontico progetto culturale promosso dal gruppo bancario Intesa Sanpaolo – per intenderci, parliamo di una collezione composta da oltre 30mila opere, con 20 palazzi di pregio sparsi per la Penisola e 500mila visitatori nei tre musei durante il 2019. E così, dopo Vicenza (Palazzo Leone Montanari, inaugurato nel 1999 e rinnovato nel 2004), Napoli (Palazzo Zevallos Stigliano, aperto nel 2007, anch’esso rinnovato nel 2014 e a breve – la notizia l’ha data il Presidente Emerito Giovanni Bazoli – destinato a cedere il passo a una nuova sede) e Milano (Piazza Scala, inaugurato alla fine del 2011 e, fino al 15 marzo, luogo in cui vedere la straordinaria mostra Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna), Palazzo Turinetti sarà il nuovo museo del progetto Gallerie d’Italia.

LA SEDE DI PALAZZO TURINETTI

Tutto ciò al netto del grattacielo di Torino, progettato da Renzo Piano e aperto nel 2015, che al 35-36esimo piano ha ospitato alcune edizioni della rassegna L’Ospite illustre, in ultimo con la Madonna di Alzano di Giovanni Bellini, esposta in concomitanza con le prime settimane di apertura della mostra sul Mantegna in corso fino al 4 maggio a Palazzo Madama, promossa da Fondazione Torino Musei insieme proprio a Intesa Sanpaolo. Tornando a Palazzo Turinetti: il cantiere del progetto architettonico, affidato a Michele De Lucchi con AMDL Circle, sarà aperto nei prossimi mesi, con una durata prevista di un paio d’anni. Gli interventi riguarderanno tre livelli: il piano nobile, con le sale storiche, che saranno dedicate principalmente all’esposizione della collezione; il pianterreno, con l’apertura di una caffetteria sul cortile interno; e soprattutto la quota che va dal piano stradale al secondo piano interrato, cuore del progetto. Vi si accederà tramite uno scalone, dando accesso all’area di accoglienza e alle prime sale, per poi scendere a un secolo livello ipogeo, tutto dedicato ad area espositiva.

LA COLLEZIONE INTESA SAN PAOLO

E se ognuna delle sedi, oltre a ospitare mostre temporanee, ha una propria specificità, Palazzo Turinetti sarà consacrato in prevalenza alla fotografia e alla videoarte, avendo come cuore pulsante lo sterminato archivio dell’agenzia Publiphoto – un patrimonio di 7 milioni di scatti che copre l’arco temporale dagli Anni Trenta ai Novanta del XX secolo, salvato dalla dispersione proprio da Intesa Sanpaolo, che lo ha recentemente acquisito in blocco. Quanto alle rassegne temporanee, saranno anch’esse focalizzate sulla fotografia, coinvolgendo professionisti del settore (in sala, durante la conferenza stampa, si è ad esempio notata la presenza di Giovanni Gastel) e facendo sinergia con Camera – Centro Italiano per la Fotografia (col quale la banca ha già collaborato, in ultimo con la mostra Nel mirino, prima ricognizione proprio dell’Archivio Publiphoto) e con la neonata fiera The Phair, ideata e fondata da Roberto Casiraghi.

– Marco Enrico Giacomelli

https://www.gallerieditalia.com/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.