Il cibo nelle fotografie di Steve McCurry. La mostra a Ventimiglia

Ventimiglia riqualifica la parte alta della città con un progetto di trasformazione urbana e punta sulla cultura: al Forte dell’Annunziata ci sono le fotografie di Steve McCurry

Assurta sporadicamente all’attenzione delle cronache per vicende legate alla sua posizione di confine, Ventimiglia racchiude, come in uno scrigno, una sorpresa preziosa. Stiamo parlando della città alta, un gioiello medievale nascosto alla vista di chi transita frettolosamente da una riviera all’altra. Il progetto di riqualificazione e trasformazione di Marina di Ventimiglia, che dalla città vecchia si protende lungo la costa del monte fino al mare, dove si allarga il nuovo porto dalla avveniristica forma circolare, dovrebbe aprire ora la strada a una completa valorizzazione urbana. Se ne prende cura Marina Development Corporation (MDC), con la previsione di nuove strutture residenziali in armonia col paesaggio e una vasta opera di risanamento architettonico. Oltre al progetto relativo alle abitazioni e ai servizi, è di grande interesse culturale il piano di ristrutturazione dei capannoni usati in passato come deposito ferroviario presso la foce del torrente Nervia, destinati a divenire la sede di un campus studentesco.

Libano, 1982 © Steve McCurry
Libano, 1982 © Steve McCurry

LA MOSTRA DI STEVE MCCURRY A VENTIMIGLIA

Un primo assaggio di questo nuovo corso culturale lo possiamo ravvisare nella mostra fotografica organizzata da MDC con il patrocinio del Comune, Cibo di Steve McCurry (Philadelphia, 1950) ‒ primo appuntamento della rassegna Oltre il cibo ‒, allestita all’interno del Forte dell’Annunziata, una struttura della prima metà dell’Ottocento a picco sul mare. L’esposizione, curata da Biba Giacchetti su progetto di Sudest57 e allestimento scenografico di Peter Bottazzi, raccoglie settanta scatti di una delle voci più prestigiose e venerate della fotografia contemporanea, quattro volte vincitore del World Press Photo. Dunque il cibo come leitmotiv, inteso come espressione diretta di culture e territori diversi, in declinazioni che documentano la vita quotidiana di popolazioni lontane, ma sempre con quell’occhio empatico che è la principale caratteristica che anima le immagini di McCurry. Illustrando scene di pesca, di agricoltura, di commerci, di trasporti, in ciascuna foto riesce sempre a cogliere, secondo le sue intenzioni, “qualcosa di insolito e di unico”, sia che si tratti di un mercato galleggiante nel Kashmir che della raccolta delle arance in Libano, sia che raffiguri nudi pescatori appollaiati su pertiche in Sri Lanka che imbacuccate contadine al lavoro nei campi dello Yemen, in foto rigorosamente a colori.

Marina di Ventimiglia. Photo Armando Rotoletti
Marina di Ventimiglia. Photo Armando Rotoletti

I COLORI DI VENTIMIGLIA

Colori che non mancano certo nella vita pulsante di Ventimiglia, città di traffici e di scambi, che ha il suo centro motore nel famoso Mercato dei Fiori, inaugurato esattamente un secolo fa, dove sembra esplodere il variopinto spettacolo dei frutti, delle verdure e delle altre derrate alimentari: lo stesso palpitare della vita nella sua immediatezza che ritroviamo, sotto altre latitudini e tra altre civiltà, nelle immagini del grande fotoreporter americano.

Alberto Mugnaini

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Alberto Mugnaini
Alberto Mugnaini, storico dell’arte e artista, si è laureato e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università di Pisa. Dal 1994 al 1999 ha vissuto a New York, dove è stato tra i fondatori del laboratorio di design “New York Works”. Nel 2006 ha dato vita al progetto “AlbertoAperto”, che prevede progetti di mostre e di interventi culturali all’interno del suo studio di Milano. È stato collaboratore di “La Nazione”, “Abitare”, “Flash Art”. Le sue pubblicazioni, oltre che l’arte contemporanea, hanno avuto per oggetto il Manierismo e i rapporti tra arte e scienza. I suoi lavori di design e scultura sono stati esposti nei principali musei milanesi quali il Bagatti Valsecchi, il Poldi Pezzoli e il Design Museum della Triennale.