Filosofia, gioia e materia. Le fotografie di Dimitra Dede a Napoli

Guarda al passato e alla tradizione filosofica ma anche alla materia del presente la ricerca visiva dell’artista greca Dimitra Dede, in mostra da Spot home gallery

Trovarsi al centro delle immagini di Dimitra Dede (Atene, 1974) è precipitare in un gorgo di energia che vive di tangibilità svelata da negativi plasmati come luce solidificata e materia prima. Nell’identità intima, ma aperta al mondo, del format home gallery di Spot, le sue presenze-visioni costruiscono un’architettura di flussi emotivi che vive di continue composizioni e scomposizioni, plasmando una stanza di forze che muta e vira nel perpetuo movimento delle suggestioni e dei loro frammenti.
L’allestimento è parte dell’opera, individuando dittici e polittici, una linea di sguardo ondulatoria, apparizioni fluttuanti come ectoplasmi dalle pareti, in una dimensione autogenerativamente dinamica. E anche la stampa e il montaggio delle fotografie ne aumentano esponenzialmente la dimensione comunicativa: il parziale fissaggio che crea sospensione e la diversa espressività materica delle carte replicano e moltiplicano la doppia natura delle opere di Dimitra Dede.

Dimitra Dede. Ápeiron. Exhibition view at Spot Home Gallery, Napoli 2021 © Dimitra Dede

Dimitra Dede. Ápeiron. Exhibition view at Spot Home Gallery, Napoli 2021 © Dimitra Dede

LE OPERE DI DIMITRA DEDE A NAPOLI

Da un lato, l’evanescenza della luce da cui derivano gli scatti, come delle loro atmosfere emotive. Dall’altro, la potente corporeità dell’intervento fisico sui negativi, congrua allo scopo finale dell’artista: attingere dalle fonti archetipiche del tutto ‒ l’apeiron dei filosofi fisici greci ‒ come energia indistinta, ma pregna di tutte le materie.
E così, anche i citazionismi insiti sono più aromi introiettati di profonda, indistinta e inconscia consapevolezza, che riflessioni coscienti: da Moreau e Böcklin a Turner e Friedrich, da Mapplethorpe e Courbet alla Venere di Milo, con le eliotipie di Niépce e le solarizzazioni di Man Ray. Mille anime dell’arte riassorbite nel vortice di un’unica sensibilità, di individuo e fotografa. Osmotica ai mille sguardi, esperienze ed epifanie di quell’indistinto tutto e niente, che si fa qualcosa ogni giorno, e ogni passo, della vita.

‒ Diana Gianquitto

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Diana Gianquitto

Diana Gianquitto

Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea.…

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