“Il teatro e mia zia”: a Milano la mostra per far capire come funziona il mondo del teatro

I volti di tecnici, attori, registi, attrezzisti, drammaturghi e danzatori sono i protagonisti di questa mostra fotografica che spiega, con parole semplicissime, i retroscena del teatro, con il desiderio di avvicinare un pubblico sempre più numeroso ed eterogeneo.

Il teatro e mia zia, la mostra a Milano
Il teatro e mia zia, la mostra a Milano

A quanti di voi è capitato di ritrovarsi stretti attorno a un tavolo con la famiglia, durante il pranzo di Natale o Pasqua, e beccarsi la fatidica domanda “ma quindi, che lavoro fai tu?”, partita magari da quella zia che dopo il liceo ha perso la cognizione del vostro percorso professionale? Una situazione imbarazzante, seppur piuttosto comune soprattutto per chi lavora in ambiti creativi. Questo è il punto di partenza de Il teatro e mia zia, la mostra fotografica di Mario Zanaria allestita lungo tutto Corso Vittorio Emanuele II a Milano. “La domanda provocatoria che mi sono fatta è stata: quanto la macchina teatrale può considerarsi necessaria se mia zia ancora non ha capito il mio mestiere?”, spiega Greta Cappelletti, autrice dei testi che accompagnano le immagini esposte. Protagonisti della mostra, i volti di 24 tra tecnici, attori, registi, attrezzisti, drammaturghi, danzatori di teatri e associazioni milanesi, come Teatro Paolo Grassi, Teatro della Cooperativa, Teatro dell’Elfo, Piccolo Teatro, Teatro Franco Parenti, Parenti District – Art & Design. L’idea, è nata nel 2020 durante il lockdown imposto dalla pandemia, “proprio dall’urgenza di dare corpo e voce ai lavoratori dello spettacolo in un momento di crisi”, prosegue Cappelletti. Non a caso, quindi, la mostra è stata allestita in un luogo pubblico, lungo una delle strade più calpestate della metropoli, con l’intento di far avvicinare tutti – ma proprio tutti! – al mondo del teatro e al suo molteplice, indefinibile linguaggio.

IL TEATRO E MIA ZIA: LA MOSTRA A MILANO

Il display della mostra allestita lungo il Corso ai piedi dell’abside del Duomo? Molto molto semplice: una serie di ritratti (alcuni già pubblicati sulla rivista Perimetro), che identificano figure importanti nel teatro milanese su vari fronti, dall’elettricista al regista, ciascuno racconta se stesso con una breve frase. Una sorta di mappatura di tutti i mestieri del teatro (specie in un periodo come questo, complicato per i lavoratori dello spettacolo) che spiega come è articolato questo mondo e ne illustra i piccoli segreti e i dietro le quinte. Facendolo capire perfino a mia zia…

-Giulia Ronchi

Il Teatro e mia Zia
Dal 15 ottobre al 7 novembre 2021
Corso Vittorio Emanuele II, Milano

https://ilteatroemiazia.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.