Mobilitazione per i bambini di Lodi. La battaglia sociale diventata una mostra fotografica

Il “caso mense” che a Lodi escludeva i bambini stranieri è diventato un fatto di risonanza nazionale e ha sollevato i cittadini lodigiani in un’azione per l’uguaglianza sociale. Una mostra fotografica ne ha poi raccontato i “100 giorni di mobilitazione”.

Quando l’ingiustizia bussa alla porta. 100 giorni di mobilitazione per i bambini di Lodi
Quando l’ingiustizia bussa alla porta. 100 giorni di mobilitazione per i bambini di Lodi

Cento giorni di mobilitazione per i bambini di Lodi raccolti in una mostra fotografica. Quando l’ingiustizia bussa alla porta. 100 giorni di mobilitazione per i bambini di Lodi è il nome dell’evento organizzato dalle associazioni che si sono battute per fare in modo che la Giunta comunale di Lodi cancellasse le modifiche al regolamento che rendevano più difficile ai cittadini extracomunitari accedere ai servizi agevolati, come la mensa scolastica appunto. L’inaugurazione è avvenuta il 13 dicembre a un anno esatto dalla sentenza del Tribunale civile di Milano che ha condannato il Comune di Lodi per la sua condotta discriminatoria verso i bambini stranieri che chiedevano l’iscrizione al servizio di mensa scolastica. La mostra, svoltasi presso lo spazio espositivo in corso Roma 139 a Lodi, ha raccolto 25 scatti di quattro fotografi: Luca Alfieri, Michele Porcelluzzi, Simona Iurlaro e Federico Gaudenzi.

100 GIORNI DI MOBILITAZIONE PER I BAMBINI DI LODI

L’obiettivo della mostra fotografica è di mantenere viva la memoria”, spiegano gli organizzatori, “non si deve dimenticare che la nostra città è stata colpita da una grave discriminazione, così come non si deve dimenticare che una larga parte di questa città ha saputo reagire e ha fatto sentire la sua voce per affermare il diritto all’uguaglianza. La decisione del tribunale è stato il momento finale di una mobilitazione che ha coinvolto famiglie straniere, associazioni e moltissimi cittadini di Lodi che si sono organizzati nel coordinamento. Abbiamo così voluto ripercorrere il nostro cammino, innanzitutto per farlo conoscere il più possibile, poi per cercare di fissarlo nella memoria della città e infine per ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto il lavoro”. Alla realizzazione dell’evento ha collaborato anche il fotoreporter aostano Ugo Lucio Borga, che ha trascorso gli ultimi 15 anni a fotografare le guerre del mondo. Oltre alla mostra, infatti, è stato realizzato anche un catalogo che è possibile acquistare con una semplice donazione. “Fondamentale è stato il supporto di tutti i volontari che hanno voluto contribuire alla realizzazione di questo progetto”, spiegano dal Coordinamento. “Sono stati mesi faticosi ma anche di grande entusiasmo e alla fine abbiamo raggiunto il risultato sperato. Per questo non volevamo che si perdesse il patrimonio di esperienze accumulate e soprattutto di relazioni intessute e così è nata una mostra fotografica che segna alcuni momenti di questa esperienza e un catalogo che racconta insieme agli scatti le tappe salienti del percorso intrapreso”.

– Carlo D’Elia

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Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.