È morto a 81 anni Terry O’Neill, il grande fotografo di Frank Sinatra, Beatles e Rolling Stones

Un’era del panorama culturale britannico attraverso i suoi scatti: qui i momenti più salienti della vicenda umana e professionale di O’Neill e alcune immagini dei suoi lavori.

I Beatles ritratti da Terry O'Neill
I Beatles ritratti da Terry O'Neill

È con grande dolore che Iconic Images annuncia la scomparsa di Terry O’Neill” si legge sulla pagina Facebook del fotografo britannico, morto il 16 novembre 2019 all’età di 81 anni. Una grave perdita per il mondo della fotografia dello spettacolo: i suoi scatti hanno documentato l’anima pop dell’Inghilterra a partire dalla “Swinging London” degli anni ’60 fino ai giorni nostri. Terry O’Neill ha raccontato un’epoca britannica per sei decenni: da Winston Churchill a Muhammad Ali, passando per la Regina Elisabetta, Nelson Mandela, i Beatles, i Rolling Stones, Elton John, Frank Sinatra, David Bowie, Mik Jagger, Bono Vox, Amy Winehouse e tutte le più grandi star del cinema e della musica.

 

TERRY O’NEILL, FOTOGRAFO “PER CASO”

Nato il 30 luglio 1938 a Heston, nella zona di West London, Terence “Terry” Patrick O’Neill all’inizio si approccia alla fotografia quasi per equivoco. Deciso ad andare a New York in cerca di fortuna – per inseguire il suo sogno giovanile di diventare un musicista jazz – comincia a lavorare per la compagnia area britannica: non trovando lavoro come steward, viene assunto nel dipartimento di fotografia, con il compito di schedare le persone che entravano e uscivano dal terminal. È qui che incontra Peter Campion, il primo a scorgere in lui un vero talento e a insegnargli i segreti del mestiere. Di lì a poco, Terry O’Neill comprende quale sia la sua vera strada e viene assunto dal Daily Sketch, dove inizia a fotografare tutte le star della musica che di lì a poco avrebbero scritto una pagina cruciale della cultura inglese degli anni ’60. Indimenticabile è il suo scatto che ritrae i Beatles, in quegli anni all’inizio del loro successo planetario. “Mi è stato chiesto di scendere negli Abbey Road Studios e di fare alcuni ritratti di questa nuova band”, riporta il fotografo sul sito di Iconic Images, “ho portato fuori i quattro ragazzi per esporli a una luce migliore. Quel ritratto è comparso sui giornali il giorno successivo e le copie sono andate esaurite. Quella band divenne la più grande del mondo: i Beatles“.

TERRY O’NEILL E TUTTE LE STELLE DI LONDRA

Dopo i Beatles, anche i Rolling Stones si fanno fotografare da O’Neill, contattato dal loro giovane manager Andrew Loog Oldham; gli scatti contribuiscono fortemente al lancio della notorietà della rockband. Il fotografo londinese è ormai sulla strada per un’incredibile carriera. Tutte le star del cinema e della musica vengono ritratte da lui: lavora con Sean Connery sul set del primo 007 della storia del cinema, ma anche con Michael Caine, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor, Terence Stamp, Jean Shrimpton e Tom Jones, oltre a Brigitte Bardot, Roger Moore, Paul Newman, Clint Eastwood e Robert Redford, per citarne alcuni. Ma ci sono anche personaggi storici del calibro di Winston Churchill, immortalato mentre lascia l’ospedale nel 1962. Si ricorda anche la collaborazione con Frank Sinatra, iniziata nel ’68 e sfociata poi in un’amicizia durata per tutta la vita; conosciutissima è la fotografia Sinatra on the Boardwalk, oggi esposta in numerosi musei e collezioni private nel mondo. Parte della sua inarrivabile bravura è stata quella di “scovare” per i giornali i musicisti che sarebbero poi diventati star internazionali: così successe con Elton John, agganciato dal fotografo nel 1971 dopo aver sentito un suo pezzo in radio. Reportage, come quello del concerto di due giorni al Dodger Stadium del ‘75, sono diventati un importante riferimento anche per Rocketman, film-biografia del cantante. Una lunga carriera – giunta fino a personaggi più recenti come Muhammad Ali e Amy Winehouse – sempre condotta con modestia, ma anche con una vivacità e una voglia di stare in mezzo alle persone, cogliendone il lato umano, senza la quale non avrebbe potuto mai realizzare scatti così caratteristici.

TERRY O’NEILL, IL SUCCESSO E I RICONOSCIMENTI

Le sue opere sono state esposte anche in Italia, con la mostra alla Fondazione Roma Museo, Terry O’Neill – Pop Icons del 2014 e, recentemente TERRY O’ NEILL. Icons al Palazzo Albergati di Bologna (quest’ultima è stata aperta fino a settembre 2019). Prestigiosi i riconoscimenti a lui assegnati negli ultimi anni, come la Royal Photographic Society Centenary Medal nel 2011 e il ruolo di Commander of the British Empire per i servizi fotografici realizzati in occasione del compleanno della Regina. In quest’ultima occasione ha dichiarato: “è un grande onore, un vero riconoscimento anche per l’arte della fotografia. Questo premio ovviamente non è solo per me, ma per tutti coloro che mi ha aiutato lungo la strada. Grazie, dal profondo del mio cuore“.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.