Prima edizione, a Padova, di “Photo Open Up ‒ Festival Internazionale di Fotografia”, la rassegna dedicata all’arte dello scatto. Fra mostre, workshop e incontri.

Novità tra le kermesse dedicate al genere, si è aperta a Padova il 21 settembre, e proseguirà fino al 27 ottobre, la prima edizione di Photo Open Up ‒ Festival Internazionale di Fotografia, sotto la direzione artistica di Carlo Sala, progettata dal Comune di Padova e Arcadia Arte, con il contributo della Fondazione Cariparo. Il tema della rassegna itinerante è “Dialoghi e Conflitti”, dicotomia esplicitata attraverso l’obiettivo dei grandi maestri e lo sguardo dei giovani autori italiani.

IDENTITÀ E DISSENSO

Le varie mostre sono allestite in alcuni dei luoghi più noti della città patavina, dove il tema principale è indagato nella sua complessità partendo dal livello globale fino ad arrivare nelle nostre città e alla nostra quotidianità, mettendoci di fronte ai processi di inclusione o di esclusione ovvero alla nostra capacità di essere comunità oppure ostinati individualisti.
Si potrebbe iniziare con la mostra Io, l’altro (e altrove), ospitata ai Musei Civici agli Eremitani, dove il tema è quello del “diverso” dall’Ottocento a oggi, grazie a un viaggio attraverso le fotografie di Henri Cartier-Bresson, Diane Arbus, Robert Mapplethorpe e David LaChapelle, solo per citarne alcuni, che racconta le vicende di quanti non si sono arresi al conformismo.
Da lì ci si può spostare alla Galleria Cavour con Un paese di dialoghi e conflitti, che narra, a proposito di resistenza al conformismo, il tema del dissenso, dalla manifestazione al singolo che si impegna a cambiare la società, descrivendo, per mezzo delle fotografie dell’agenzia Grazia Neri, le contestazioni studentesche e operaie del ’68 e gli anni di piombo.
Poco più in là, a Palazzo del Monte di Pietà, c’è Cattedrali Industriali, esposizione che mette in dialogo le opere di Gabriele Basilico, con la serie Ritratti di fabbriche (1978-80), e Paolo Mussat-Sartor, con un corpus di fotografie inedite del 1975 intitolato Industrial Sanctuaries. Attraverso queste due visioni dissonanti, il progetto espositivo racconta un’Italia industriale, che in quegli anni stava profondamente cambiando e a tratti scomparendo.

Kensuke Koike, Complicity, 2012, dotografia vintage ritagliata. Courtesy A plus A Gallery, Venezia
Kensuke Koike, Complicity, 2012, dotografia vintage ritagliata. Courtesy A plus A Gallery, Venezia

GLI ARTISTI DI OGGI

E il presente, così in bilico tra dialoghi e conflitti, com’è indagato dai giovani artisti italiani? Per scoprirlo bisogna raggiungere la Cattedrale Ex Macello, dove è presentata Argo, una retrospettiva sulla fotografia italiana emergente. Qui gli artisti, tutti nati dagli Anni Ottanta in poi, abbandonate le tecniche tradizionali della fotografia a favore di ricerche sperimentali e ibride, offrono allo spettatore uno sguardo maggiormente attento e critico sul presente, trattando tematiche di grande attualità come l’identità, l’impatto della tecnologia e dell’immagine nella vita quotidiana, la funzione politica della fotografia e la rilettura della memoria. Le loro pratiche si confrontano con le immagini e con il potere che queste hanno di influenzare le nostre vite. La continua produzione e diffusione di materiale visivo, attraverso una moltitudine di canali, rischia di omologare noi e il nostro immaginario, ed è grazie al lavoro di venti autori, tra cui Claudio Beorchia, Alessandro Calabrese, Paolo Ciregia, Matteo Cremonesi, Giorgio Di Noto, Discipula, Mimì Enna, Irene Fenara, Christian Fogarolli, Silvia Mariotti, Filippo Minelli, Alessandro Sambini, Alberto Sinigaglia, The Cool Couple e Marco Maria Zanin, che siamo invitati a soffermarci a osservare attentamente, prendendoci il tempo necessario, per comprendere e capire la realtà che ci circonda.
Il festival è questo e molto di più, infatti, oltre alle mostre, animeranno la città incontri, tavole rotonde, workshop ed eventi collaterali, che concorrono ad arricchire una manifestazione dedicata alla fotografia di cui Padova aveva bisogno.

Andrea Chiocca

https://photopenup.com

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Andrea Chiocca
Andrea Chiocca è nato a La Spezia nel 1986. Ligure di nascita ma padovano di adozione, amante del cinema e della letteratura, ha studiato presso l’Università degli Studi di Padova, dove ha conseguito la laurea magistrale in Storia dell’arte. Dopo aver condotto studi specialistici sulla pittura del Settecento, in particolare di area veneta, nel corso degli anni si è occupato, in ambito accademico, della stesura di testi critici, di schedature di opere d’arte e del riordinamento di archivi nel campo dell’arte antica e moderna. In seguito ha seguito corsi di formazione, maturando competenze nel fundraising per la creazione di start up creative. Inoltre, segue con vivo interesse le dinamiche concernenti il mondo del mercato dell’arte ed è attento alla scena artistica contemporanea, in particolare è appassionato all’archeologia industriale e alla rigenerazione di spazi in chiave culturale.