Una vita da scienziata: Gerald Bruneau immortala i volti delle professioniste italiane

Come combattere lo stereotipo e la discriminazione di genere nel lavoro? Una vita da scienziata è la mostra fotografica promossa da Fondazione Bracco che celebra le storie delle più meritevoli professioniste italiane.

Dottoressa Caputo, foto Gerald Bruneau ©Fondazione Bracco
Dottoressa Caputo, foto Gerald Bruneau ©Fondazione Bracco

La data di inaugurazione è fissata per il 15 gennaio: al CDI – Centro Diagnostico Italiano di Milano saranno esposti gli scatti del fotografo Gerald Bruneau che ritraggono i volti delle eccellenze italiane femminili nei campi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica. Un’iniziativa che mira ad avvicinare il pubblico a figure poco conosciute -o affossate a causa di errati luoghi comuni- e a celebrarne la bellezza dei percorsi e dei successi professionali. Una missione possibile e urgentissima, per la quale sono stati lanciati numerosi progetti, tra cui una banca dati online.

LA MOSTRA

Biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere, astrofisiche, matematiche, chirurghe, paleontologhe e informatiche: le massime esperte del versante scientifico italiano vengono celebrate in una mostra che immortala i loro volti e racconta le loro storie professionali. Gli scatti fotografici saranno opera dell’artista francese Gerald Bruneau (Monte Carlo, 1947): “Osservare ogni ritratto è come attraversare una soglia, che dà accesso ad ambienti protetti, privati, a spazi di ricerca e pensiero”, si legge nel comunicato promulgato dalla fondazione, “Sono i luoghi di lavoro delle esperte: laboratori, università, ambulatori, in cui ogni giorno donne e uomini si impegnano per spostare i confini della conoscenza”. Una vita da scienziata, ideata e realizzata da Fondazione Bracco, inaugurerà il 15 gennaio presso il CDI – Centro Diagnostico Italiano di Milano: un passo significativo che persegue la volontà di muoversi verso la costruzione di una piena uguaglianza di genere nella società.

100 DONNE CONTRO GLI STEREOTIPI

Il progetto 100 donne contro gli stereotipi nasce nel 2016 da un’idea dell’Osservatorio di Pavia e dell’Associazione Gi.U.Li.A., in collaborazione con Fondazione Bracco e con il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. L’obiettivo è quello di combattere la discriminazione di genere, soprattutto nel campo professionale e in tutti quei settori in cui lo stereotipo vuole un ambiente esclusivamente maschile. Secondo il Global Media Monitoring Project, nell’82% dei casi sono gli uomini a spiegare e interpretare il mondo, a figurare insomma come unici “frontman”. Per contrastare questo fenomeno, è stata attivata quindi una banca dati online -in continua evoluzione- all’indirizzo www.100esperte.it in cui nomi e CV di esperte di STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) possono trovare la visibilità che normalmente non riscontrerebbero.

– Giulia Ronchi

Gérald Bruneau. Una vita da scienziata
16 gennaio – 30 giugno 2019
CDI-Centro Diagnostico Italiano
Milano, via Saint Bon, 20
Orario: lun-ven 7-19 e sabato 7-18 I Ingresso libero
www.fondazionebracco.com

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AutoreGerald Bruneau
Spazio espositivoCENTRO DIAGNOSTICO ITALIANO
Indirizzovia Saint Bon, 20 - Milano - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

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