La spiaggia come forma simbolica. Martin Parr a Bologna

Spazio Damiani, Bologna ‒ fino all’8 febbraio 2019. Dal micro al macro, dallo zoom in allo zoom out. Parr ruota la ghiera dell’obiettivo per ampliare il punto di vista sulle sue amate spiagge. Quelle inglesi, ovviamente, ma anche quelle argentine e italiane.

È lo stesso humor inglese che permea gli scatti e i modi di Martin Parr (Epsom, 1952) quello con cui si è voluto citare nel titolo di questo articolo il celebre saggio di Erwin Panofsky. Le spiagge, per il noto fotografo britannico, sono da sempre il principale territorio di esplorazione in cui vengono “catturate” quelle immagini iconiche che oggi si potrebbero definire “alla Parr”. L’obiettivo che prima scova e poi indugia su dettagli remoti e particolari inconfondibili che costruiscono un campionario di oggetti (si legga: giochi, vestiti, monili, etc.) di cui siamo circondati. Non a caso è lui stesso a ricordare la passione dei suoi genitori per la pratica del birdwatching.
In Beach Therapy, però, l’ultimo progetto editoriale al centro della mostra in corso a Bologna, lo sguardo si allontana, la prospettiva (non quella di Panofsky) si fa più ampia, il campo si allarga seguendo, ancora una volta, il mezzo fotografico, nel caso specifico attraverso l’uso del teleobiettivo. Risultato? Le piccole figure umane sembrano costrette nell’inquadratura come in una voliera o composte in uno spazio come in gabbia.

Claudio Musso

Evento correlato
Nome eventoMartin Parr - Beach Therapy
Vernissage18/10/2018 ore 18,30
Duratadal 18/10/2018 al 18/11/2018
AutoreMartin Parr
Generifotografia, personale
Spazio espositivoDAMIANI
IndirizzoVia dello Scalo 3/2 ABC - 40131 - Bologna - Emilia-Romagna
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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).