Dove va la fotografia? 6 giovani autori per i 3 anni di CAMERA a Torino con FUTURES 2018

Il territorio nelle sue sfaccettature è affrontato da sei fotografi emergenti, tutti under 40, in una mostra a Torino presso CAMERA Centro Italiano per la Fotografia

Teresa Giannico, Stanza Con Sedia Da Arbitro E Ruota Di Marmo (2018)
Teresa Giannico, Stanza Con Sedia Da Arbitro E Ruota Di Marmo (2018)

Da un giardino incantato alla periferia di una città, dallo scenario domestico a quello interiore delle emozioni, fino alla raccolta dei frammenti di memoria che ricompongono la storia di un luogo, la riflessione sul territorio è un tema caldo nella ricerca dei giovani fotografi italiani protagonisti della mostra FUTURES 2018 | Coa, Giannico, Mortarotti, Perna, Pingitore, Positano. Curata da Giangavino Pazzola, l’esposizione inaugura il 4 ottobre nella Project room di CAMERA Centro Italiano per la Fotografia di Torino, dove sarà visitabile fino al 4 novembre.

Armando Perna, Un Paesaggio Instabile. Calabria 1783 – 2018
Armando Perna, Un Paesaggio Instabile. Calabria 1783 – 2018

L’ORIGINE DELL’INIZIATIVA

La rassegna celebra il terzo anniversario di CAMERA, punto di riferimento per gli appassionati di fotografia nel mondo, che affianca a una programmazione dedicata ai grandi maestri passati e viventi, iniziative come FUTURES, una piattaforma promossa dall’Unione Europea che nei prossimi tre anni si pone l’obiettivo di supportare i talenti emergenti della fotografia internazionale. Alle prese con le modalità del mestiere, che spesso e volentieri include aspetti spinosi quali la difficoltà nel posizionamento commerciale del proprio lavoro, non sempre i giovani artisti arrivano al grande pubblico. Connettendo tra loro alcune delle più prestigiose istituzioni della fotografia in Europa, FUTURES lavora per instaurare un dialogo tra i curatori di ognuna di esse, chiamati a selezionare la propria rete di fotografi emergenti, per rafforzarne le competenze e fornire loro gli strumenti necessari per prendere confidenza con il mercato, le gallerie e i collezionisti. Oltre a CAMERA, aderiscono al progetto la fiera olandese UNSEEN Amsterdam (conclusasi il 23 settembre), dove i 6 giovani autori sono stati appena esposti, FOMU Fotomuseum, PhotoEspaña, British Journal of Photography, Robert Capa Contemporary Photography Center, Foundation of Visual Education (Lodz), Photo Romania Festival, Photo Ireland Festival, Festival d’Hyeres e Triennale der Photographie Hamburg.
“FUTURES è un programma che racchiude i talent program di dieci istituzioni europee, e mira ad accorciare la distanza tra autore e mercato. Attraverso il supporto alla produzione, e fornendo empowerment e networking professionale su scala nazionale e internazionale, il progetto è rivolto a valorizzare il lavoro di fotografi e/o artisti capaci di sperimentare e creare nuove visioni attraverso il mezzo fotografico. La mostra FUTURES 2018 è il primo esito di un percorso avviato con sei giovani autori che non indaga una tematica specifica ma, grazie a una riflessione sulle loro ricerche, si pone l’obiettivo di illustrare al pubblico le diverse soluzioni con le quali la fotografia viene utilizzata nella contemporaneità. Per selezionare gli autori non ci siamo mossi tramite eventi standardizzati e letture portfolio, ma tramite un lavoro di ricerca quotidiano coordinato dal direttore Walter Guadagnini e che – per l’edizione di quest’anno – ha coinvolto anche un gruppo di esperti quali Ilaria Bonacossa (Artissima), Diane Dufour (LeBal Paris) Francesca Lavazza (collezionista) e Beatrice Merz (Fondazione Merz), spiega il curatore Giangavino Pazzola.
Ogni istituzione di FUTURES sceglie i propri autori promuovendoli su scala locale e internazionale, per esempio attraverso UNSEEN, dove è stata organizzata una collettiva di tutti i talents selezionati nel mondo, insieme a una mostra dedicata a un autore per istituzione (nel caso di CAMERA, Umberto Coa).

Umberto Coa, Ne bastavano quaranticinque, 2018
Umberto Coa, Ne bastavano quaranticinque, 2018

I SEI PROGETTI IN MOSTRA

In Ne bastavano quarantacinque, il fotografo palermitano Umberto Coa (1988) parte dal ritrovamento di alcune immagini d’archivio nel Museo Etnoantropologico di Sutera (Caltanissetta) relative al 24 maggio del 1915, giornata in cui l’Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale. Assemblandole, il fotografo riscostruisce, in un’operazione di ricerca sulla percezione delle immagini, un racconto sospeso tra finzione e realtà.
Teresa Giannico (Bari, 1985) disegna scenografie domestiche giocate su forme e oggetti apparentemente antitetici provenienti dal web o interni di case. L’artista materializza le forme in diorami di carta che vengono successivamente fotografati, prima di essere distrutti definitivamente. In mostra gli scatti dall’ultimo “set”, Stanza Con Sedia Da Arbitro E Ruota Di Marmo (2018).
Originario di Savigliano (Cuneo), Vittorio Mortarotti (1982) presenta una serie di scatti che immortalano persone in trance durante i riti di possessione in Africa: fotografie documentaristiche che aprono una finestra sul concetto di come si ricostruisce l’identità di una comunità culturale, mediante i fatti oggettivi, ma anche attraverso le rielaborazioni della memoria.
La misteriosa immagine di una strada avvolta dalla nebbia che attraversa le colline rocciose della Calabria è l’essenza del racconto di Armando Perna (Reggio Calabria, 1981), intitolato Un paesaggio instabile. Calabria 1783/2018. Cosa ci attende dopo la curva della strada? In un mix di presagio, instabilità e sensazione di sovranità della natura, il progetto mappa i territori sismici calabresi attraverso autorevoli documenti, come il volume Istoria de fenomeni del Tremoto avvenuto nelle Calabrie  del 1783.
Il torinese Lorenzo Pingitore (1985) riflette sulla fotografia come mezzo per costruire una realtà “altra”, che nasce dall’intervento del fotografo sul paesaggio. Nel ciclo di fotografie Parmenide (2018), una sfera bianca dal diametro di 4,5 metri si insinua in diversi contesti tra cui un misterioso labirinto in un giardino.
In mostra anche le immagini tratte dal libro Lungo Mare Canepa (2018) della fotografa genovese Anna Positano (1981): il lungomare in questione si rivela essere un caotico stradone in cui la vista sul mare è contrastata dagli edifici industriali che lo punteggiano.
La selezione dei progetti è il frutto del lavoro di un comitato di esperti raccolto da CAMERA e composto da Ilaria Bonacossa (Direttore Artissima – Torino), Diane Dufour (direttore Le Bal – Paris), Francesca Lavazza (collezionista), Beatrice Merz (Fondazione Merz – Torino) e Walter Guadagnini (direttore CAMERA – Torino).

– Umberta Genta

FUTURES 2018 | Coa, Giannico, Mortarotti, Perna, Pingitore, Positano
Vernissage il 4 ottobre
Dal 5 ottobre al 4 novembre
CAMERA Centro Italiano per la Fotografia
www.camera.to

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Umberta Genta
Nata a Torino, a 19 anni si trasferisce a Londra dove si laurea in Fine and Decorative Arts. La sua formazione prosegue con un postgraduate in fotografia al Central Saint Martins. Inizia quindi un percorso di apprendistato nella sede londinese di Christie's, nel dipartimento Costume and Textiles. I suoi interessi professionali sono per la fotografia, per il design d'interni e per l’arte contemporanea. Nel 2011 viene assunta nella rivista Flash Art International, di cui, a partire dal 2012, diventa Managing Editor. Da fine 2014 è redattrice esterna ad AD per cui cura regolarmente rubriche sul collezionismo, in particolare legato al design. Oggi vive e lavora a Milano.