Morto a 74 anni a Parigi il fotoreporter Abbas Attar, pilastro dell’agenzia Magnum

Si è spento a Parigi Abbas tra i più noti fotoreporter francesi. Durante la sua lunga carriera aveva coperto molti conflitti, tra cui le guerre in Biafra, Bangladesh, Irlanda del Nord e Vietnam.

Abbas
Abbas

Si è spento a Parigi, Abbas Attar (Khash, Iran, 1944), universalmente conosciuto con il nome di Abbas. Naturalizzato francese, era uno dei pilastri dell’agenzia Magnum Photos, nella quale era entrato nel 1981. È stata proprio la sua agenzia a confermare attraverso un comunicato la sua morte, senza tuttavia lasciarne trapelare i dettagli.

DALL’IRAN ALLA FRANCIA

Nato in Iran, Abbas si trasferisce giovanissimo in Francia che diventa il suo paese d’adozione. Il legame con la sua patria, pur nella lontananza, resta costante. Ha, infatti, fotografato la rivoluzione islamica dal 1978 al 1980. “Sapevo che questa sarebbe stata l’unica volta nella mia vita che non sarei stato interessato solo a un evento, ma ne sarei anche stato coinvolto in maniera estremamente personale“, ha rivelato Abbas in una lunga intervista concessa alla BBC nel 2017. Un evento, quello della rivoluzione islamica, che ha lasciato un segno profondo nella vita di Abbas che è ritornato nel suo paese d’origine solo nel 1997 dopo un esilio volontario durato diciassette anni. Proprio al racconto del paese prima e dopo la rivoluzione islamica, è dedicato il libro Iran Diary 1971-2002, considerato ancora oggi una sorta di manifesto per il fotogiornalismo internazionale.

MAGNUM PHOTOS

Abbas inizia la sua carriera come membro dell’agenzia Sipa con cui collabora dal 1971 al 1973, per poi passare all’agenzia Gamma dal 1974 al 1980 e, infine, entrare definitivamente in Magnum Photos nel 1981. Sono gli anni della consacrazione internazionale. Durante la sua carriera ha seguito per l’agenzia molti conflitti, tra cui guerre in Biafra, Bangladesh, Irlanda del Nord e Vietnam. Ha documentato l’apartheid in Sud Africa e la guerra dei narcos in Messico. A latere del suo lavoro come fotoreporter, è stato autore di numerosi libri incentrati sui riti religiosi in India, Nepal, Sri Lanka, Indonesia, nel mondo arabo e in Messico. Attraverso le sue immagini ha testimoniato i riti ancestrali e le pratiche contemporanee di culti antichissimi come l’induismo, l’animismo e il buddismo nelle aree urbane e nelle regioni più remote. “Quello che mi interessa non è tanto la convinzione personale, ma ciò che le persone sono in grado di fare per amore per Dio“, ha sottolineato Abbas nella già citata intervista per la BBC. Le sue fotografie sono state esposte nei musei di tutto il mondo.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.