Victorian Giants, a Londra una mostra sui fotografi d’Età Vittoriana curata da Kate Middleton

La duchessa di Cambridge, laureata in storia dell’arte presso l’Università di St. Andrews in Scozia, ha collaborato in veste di conoscitore della materia alla realizzazione della mostra sulla fotografia d’Età Vittoriana in programma alla National Portrait Gallery di Londra

HRH The Duchess of Cambridge at the National Portrait Gallery by Noah Goodrich, 2017
HRH The Duchess of Cambridge at the National Portrait Gallery by Noah Goodrich, 2017

Ragazza alla moda, icona di stile, madre, moglie, duchessa. Di chi stiamo parlando? Naturalmente di Kate Middleton, consorte del principe d’Inghilterra William e personaggio tra i più amati e chiacchierati della famiglia reale britannica. Se tabloid e telegiornali parlano della bella Kate soprattutto per commentare i suoi outfit sfoggiati durante cerimonie ufficiali o nei momenti di vita privata, stavolta la duchessa di Cambridge fa parlare di sé per le sue competenze storico-artistiche. Ebbene sì, forse non tutti sanno che Kate, quando non era ancora duchessa, ha conseguito una laurea in storia dell’arte presso l’Università di St. Andrews in Scozia – dove ha conosciuto William – con una tesi in Storia della fotografia d’Età Vittoriana. Data la sua competenza in materia, Sua Altezza Reale di recente ha dato il suo contributo critico alla realizzazione di Victorian Giants: The Birth of Art Photography, mostra che inaugurerà il prossimo 1 marzo presso la National Portrait Gallery di Londra. In vista dell’esposizione, Kate ha selezionato parte delle fotografie in mostra e scritto un testo per il catalogo.

Photographic Study (Clementina and Isabella Grace Maude) by Clementina Hawarden, 1863-4. Copyright National Portrait Gallery
Photographic Study (Clementina and Isabella Grace Maude) by Clementina Hawarden, 1863-4. Copyright National Portrait Gallery

LA MOSTRA

Un paio di mesi fa vi avevamo preannunciato di Victorian Giants: The Birth of Art Photography, mostra curata da Phillip Prodger che vedrà come protagonista Alice Liddell, la bambina che ispirò lo scrittore Lewis Carroll per la stesura dei suoi romanzi Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, oltre a essere stata uno dei suoi soggetti prediletti nella sua attività di fotografo. Tra gli autori in mostra spiccano anche i nomi di Julia Margaret Cameron, Oscar Rejlander e Lady Clementina Hawarden, considerati i pionieri dell’arte fotografica vissuti durante l’Età Vittoriana (1837-1901).  Negli anni in cui una condotta morale irreprensibile era considerata un imperativo categorico, in quella Inghilterra governata dalla regina Vittoria si sperimentava la nuova tecnica fotografica e si instaurava un nuovo rapporto, quello tra fotografo e soggetto ritratto. E molto spesso, in quegli anni, i soggetti ritratti dai fotografi protagonisti della mostra erano bambini e adolescenti, proprio come Alice Liddell. Attraverso il lavoro di questi quattro fotografi, la mostra ripercorre la cultura e la società dell’epoca vittoriana, un percorso inedito che svelerà interessanti chicche sulla storia della fotografia e del costume britannici: “quando la gente pensa alla fotografia vittoriana, a volte pensa ai ritratti rigidi di donne in abiti di crinolina e uomini in bombetta. Victotian Giants è tutt’altro”, spiega Phillip Prodger. “Le opere di Cameron, Carroll, Hawarden e Rejlander hanno cambiato per sempre il modo di pensare alla fotografia e al suo potere espressivo. Queste sono immagini che ispirano e deliziano. E questa è una mostra che mette a nudo l’energia creativa e l’ottimismo che sono arrivate con la nascita di nuovi modi di vedere”.

Purify my heart by Oscar Rejlander, 1863-9. Copyright National Portrait Gallery
Purify my heart by Oscar Rejlander, 1863-9. Copyright National Portrait Gallery

IL CONTRIBUTO DEL CRITICO KATE MIDDLETON

Stando a quanto recentemente dichiarato dalla National Portrait, la duchessa di Cambridge – che è anche una sostenitrice del museo, oltre a essere un’appassionata fotografa amatoriale – avrebbe selezionato parte delle immagini esposte e scritto la prefazione al catalogo della mostra. Nella prefazione al catalogo, Kate parla del suo interesse per la fotografia del XIX secolo, e spiega anche che le fotografie dei bambini, molto presenti all’interno della mostra, suscitano in lei particolare interesse. “Queste fotografie ci permettono di riflettere sull’importanza di preservare e apprezzare l’infanzia finché dura”, spiega Kate Middleton. “I bambini detenevano un posto speciale nell’immaginario vittoriano e venivano celebrati per il loro potenziale apparentemente sconfinato. Questa nozione suona ancora vera per noi oggi”. “La National Portrait Gallery ha una delle più belle collezioni di fotografie vittoriane nel mondo”, commenta Nicholas Cullinan, direttore della National Portrait Gallery. “Siamo lieti che il nostro Patron, Sua Altezza Reale la Duchessa di Cambridge, abbia sostenuto questa mostra in modo così diretto e personale, dato il suo interesse per l’argomento. Come sempre, è un privilegio collaborare con lei. Oltre ad alcuni dei tesori raramente esposti dalla galleria, come il negativo originale di uno dei ritratti di Alice Liddell realizzato da Lewis Carroll e le immagini di Alice e dei suoi fratelli che adesso saranno mostrati per la prima volta, questa esposizione sarà una rara opportunità per vedere le opere di questi quattro artisti altamente innovativi e influenti”.

– Desirée Maida

Victorian Giants: The Birth of Art Photography
Dall’1 marzo al 20 maggio 2018
Londra, National Portrait Gallery
http://www.npg.org.uk

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.