Industria e lavoro. La fotografia va in mostra a Bologna

Mast e sedi varie, Bologna ‒ fino al 19 novembre 2017. La terza edizione della Biennale Foto/Industria chiama in causa alcuni grandi nomi della fotografia internazionale. Da Thomas Ruff a Joan Fontcuberta, senza dimenticare Mimmo Jodice.

Da Lee Friedlander a Mimmo Jodice da Thomas Ruff a Joan Fontcuberta e altri ancora. La terza edizione della Biennale Foto/Industria, promossa dalla Fondazione Mast di Bologna, propone nomi di eccezione della fotografia internazionale. In Via Speranza, nella sede del Mast, appunto, è allestita la mostra di Thomas Ruff, protagonista della fotografia tedesca, allievo dei Becher, che ha offerto nel corso degli anni una lettura assai particolare del mondo dell’industria. Qui è presente con il lavoro Machine, in cui il colore e la composizione offrono una straniante dimensione del tempo in relazione alla macchina che sembra diventata un oggetto archeologico.
Le quaranta grandi stampe di paesaggi industriali di Joseph Kudelka sono riunite per la prima volta al Museo Civico Archeologico e puntano lo sguardo sulla trasformazione del paesaggio. Nell’introduzione del volume dedicato a questi lavori dal titolo Black Triangle, Vaclav Havel, protagonista della Rivoluzione di Velluto, drammaturgo ed ex presidente della Repubblica Ceca, condanna la prepotenza dell’uomo distruttore del pianeta.
È raro vedere nel nostro Paese le fotografie di Lee Friedlander, la cui ricerca indaga il senso e il ruolo dell’immagine. Alla Fondazione del Monte si trova una serie di opere a impronta sociale, dedicate al mondo del lavoro, dando vita a un’analisi che apre parecchi quesiti.
Arrivano dalla Russia, dal Museo multimediale di Mosca, le immagini di Alexandre Rodchenko, esposte a Casa Saraceni, sul mondo industriale: approcci dinamici, facilmente riconoscibili, con un chiaro intento propagandistico. Questo suo è per certi versi un tradimento allo spirito dell’avanguardia, di cui Rodcenko era stato protagonista. L’artista aveva, infatti, dovuto chinare il capo di fronte al regime e realizzare un reportage sulla costruzione del canale fra il Mar Bianco e Mar Baltico. Era il 1933.

Joan Fontcuberta, Ivan Istočnikov e Kloka durante la loro storica E.V.A. © Joan Fontcuberta

Joan Fontcuberta, Ivan Istočnikov e Kloka durante la loro storica E.V.A. © Joan Fontcuberta

JODICE, EPSTEIN, FONTCUBERTA E VALSECCHI

La grande rassegna bolognese propone, nel suggestivo spazio di Santa Maria della Vita, alcuni scatti del poco noto lavoro politico di Mimmo Jodice. Siamo negli anni dell’impegno, e il fotografo napoletano scatta per la stampa di sinistra immagini di denuncia molto dure, utili a comprendere una situazione complessa, oggi lontana ma non del tutto superata.
Sono il frutto di un viaggio attraverso ventisei stati americani le foto di Mitch Epstein, in mostra alla Pinacoteca Nazionale. Il fotografo americano ha indagato le conseguenze della produzione energetica, dopo avere realizzato un drammatico reportage a Cheshire, in Ohio, una città distrutta dall’inquinamento provocato dall’American Electric Power Company. Un lavoro coraggioso, per compiere il quale Epstein ha dovuto sfidare i sistemi di sicurezza. Un progetto che, come ha spiegato l’autore stesso, è partito dall’energia per diventare un’indagine sul potere.
Da segnalare inoltre i due raffinati lavori di Joan Fontcuberta sul mistero sovietico del Soyuz 2 e di Carlo Valsecchi, su Philip Morris, in cui emerge un’allure minimalista in apparente contrasto con la grandezza e la segretezza del tema.

Angela Madesani

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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