Un palazzo dei piaceri fotografici. Progetto di Erik Kessels e Thomas Mailander alla fiera Unseen

Perché limitarsi a guardare le immagini quando possiamo usarle, modificarle, stravolgerle e persino distruggerle? Due artisti organizzano ad Amsterdam una mostra che vuole cambiare il modo in cui fruiamo la fotografia. Con una buona dose di humor.

Photo Pleasure Palace, An exhibition by Erik Kessels & Thomas Mailaender
Photo Pleasure Palace, An exhibition by Erik Kessels & Thomas Mailaender

Il francese Thomas Mailaender (Marsiglia, 1979) e l’olandese Erik Kessels (Roermond, 1966) sono dei grandi appassionati di fotografia amatoriale. Entrambi collezionano compulsivamente grandi quantità di immagini e la loro ricerca si basa sull’appropriazione, il remix e il riuso di materiali esistenti. Come se non bastasse, e le loro opere lo dimostrano, condividono anche un profondo amore per l’assurdo e il surreale. È da queste profonde affinità concettuali che nasce il progetto Photo Pleasure Palace, una mostra “interattiva” che sarà allestita ad Amsterdam, nel contesto del festival Unseen, dal 22 al 24 settembre. “Sarà una via di mezzo tra una mostra di fotografia, un’installazione e un parco dei divertimenti”, hanno dichiarato i due artisti, che hanno annunciato un programma a dir poco bizzarro. Nell’ex spazio industriale di Westergasterrein i visitatori troveranno il Photo Fortune Teller, un cartomante che legge il futuro attraverso le fotografie; la Smash Gallery, una galleria di fotografie incorniciate che aspettano solo di essere distrutte; il Jump Trump, un trampolino per tuffarsi dall’alto su una grande immagine di Donald Trump; il Giant Peephole, una macchina fotografica con lente extralarge; la Toilet Obscura, una toilette che riporta le immagini all’esterno ma capovolte, come in una camera oscura; Love Nature Love, un set in cui scattare foto nudiste e lo Human Photo Album, un set che vede protagoniste due persone con il corpo ricoperto di tatuaggi fotografici.

LA DEMOCRATIZZAZIONE DELLA FOTOGRAFIA

Ho sempre avuto un’avversione per le immagini perfette”, ha commentato Kessels, “la cosiddetta fotografia vernacolare non è chiusa ermeticamente come quella professionale, in cui sono assenti l’umorismo, l’errore e l’ingenuità. Con il Photo Pleasure Palace il nostro obiettivo è quello di enfatizzare questo genere di emozioni.” Tutte le immagini in mostra saranno infatti scatti trovati: recuperati su Internet, nei mercatini delle pulci, negli album di famiglia e nei negozi di seconda mano. “Non hai bisogno di una macchina fotografica oggi per diventare un fotografo”, prosegue Mailaender, “la cosa fantastica di questo momento storico è che la fotografia è diventata un’attività totalmente democratica, tutti sono degli specialisti, si tratta solo di avere un’idea più brillante degli altri”.
Sono dunque due gli assunti principali alla base del progetto: commentare il nuovo status dell’immagine nell’epoca di Internet, un ambiente in cui le immagini proliferano e vengono continuamente prodotte, remixate e riutilizzate; e sfidare il format tradizionale della mostra fotografica, caratterizzato da file di scatti stampati e incorniciati, in cui il visitatore può soltanto limitarsi a osservare. “Personalmente”, commenta Kessels, “ho sempre sentito il bisogno di provare a cambiare il modo in cui le persone fanno esperienza della fotografia e delle immagini in generale. Una mostra che consiste soltanto in una sfilza di foto appese al muro sarà presto una cosa del passato; ci sono tanti altri modi di godere delle immagini”.

– Valentina Tanni

http://unseenamsterdam.com/photo-pleasure-palace

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).