XI edizione per la biennale Rencontres de Bamako. 40 fotografi raccontano l’Africa in Mali

40 fotografi selezionati su un totale di 300, per l’XI edizione dei Rencontres de Bamako – African Biennale of Photography, dal 2 dicembre all’8 gennaio 2018.

A. Traoré - Rencontres de Bamako
A. Traoré - Rencontres de Bamako

Annunciati il 28 luglio i partecipanti alla rassegna, organizzata dal Ministero della Cultura del Mali in collaborazione con l’Institut français, e dedicata alla fotografia africana. La commissione selezionatrice, presieduta dal Direttore Artistico, Marie-Ann Yemsi, ha scelto, fra gli altri, la tunisina Héla Ammar, l’ivoriana Joana Choumali, i ghanesi Eric Gyamfi e Kelvin Haizel, il malgascio Christian Sanna e la keniana Sarah Waiswa. I Rencontres costituiscono il principale evento dedicato alla fotografia contemporanea africana, una piattaforma fondamentale per la conoscenza di questi giovani fotografi nel mondo, così come una vetrina per l’intero Paese. Mostre, incontri e workshop distribuiti in giro per la città, fra il Musée du District e l’Institut français. Con il centro ideale al Musée National du Mali, che ospiterà la grande mostra generale pan-africana.

Felwine Sarr, Rencontres de Bamako
Felwine Sarr, Rencontres de Bamako

UN PAESE TRAVAGLIATO

Colonia francese dal 1864, lo fu per quasi un secolo, fino al 1960, anno dell’indipendenza. Un inizio subito difficile, con la svolta autoritaria di Modibo Keita, presidente della Repubblica eletto democraticamente, che rimase al potere fino al 1968, quando un colpo di Stato militare mise Moussa Traoré a capo della Nazione. Non si distinse però dal predecessore, governando in maniera dispotica e impedendo lo sviluppo del Paese. Rovesciato nel ’91 da un altro putsch militare; prese così avvio la democratizzazione, continuata circa quindici anni, fino alla guerra civile del 2007 scoppiata nel Nord contro l’etnia minoritaria dei Tuareg. La crisi politica che ne seguì portò all’ennesimo golpe militare, nel 2012, e il governo richiese l’intervento militare francese contro i ribelli, ai quali si erano affiancati gruppi di fondamentalisti islamici, sotto i cui colpi, nella regione settentrionale dell’Azauad, sono state distrutte numerose testimonianze della tradizione sufi, giudicate blasfeme. Fra queste, le tombe di alcuni “santi” musulmani, fra cui l’antico mausoleo dedicato ad Alpha Moya. Passata l’emergenza, anche grazie all’aiuto militare della Francia, nell’agosto 2013 l’esercito ha permesso lo svolgimento di libere elezioni che hanno visto trionfare Ibrahim Boubacar Keita, che sembra aver ripresa la strada della modernizzazione del Paese.

UNA SCENA COMUNQUE VIVA

Nonostante le difficili vicende interne, la scena artistica maliana non è mai venuta meno, e questi ultimi anni di ritrovata stabilità hanno permesso anche all’Occidente di conoscerne i particolari. Ad esempio, nell’ottobre scorso a Milano si è tenuta la retrospettiva dedicata al fotografo, da poco scomparso, Malick Sidibé, con sessanta scatti che raccontano la “dolce vita” di Bamako negli anni Cinquanta, precedenti all’indipendenza, prima che la lunga serie di guerre civili devastasse il Paese. Fino all’11 settembre una importante mostra sul tema africano è visitabile al PAC – Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, nell’ambito della rassegna Africa. Raccontare un mondo. Mentre documenta14, alla Gennadius Library di Atene ha ospitato il progetto Learning from Timbuktu, dove gli artisti Boubacar Sadek e Mamary Diallo hanno recuperato l’antica tradizione calligrafa maliana.

Niccolò Lucarelli

African Biennale of Photography
Dal 02 dicembre 2017 al 31 gennaio 2018
National Museum of Mali
Avenue de la Liberté
BP 256 Bamako – Mali
www.rencontres-bamako.com

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.