La fotografia di Wolfgang Tillmans sbarca alla Fondation Beyeler di Basilea

Mentre la rassegna allestita alla Tate Modern di Londra è ancora in pieno svolgimento, la Fondazione svizzera accoglie un intenso excursus dedicato all’ultimo trentennio creativo dell’artista tedesco. Regalando nuove prospettive su una poetica dalle molteplici direzioni.

Wolfgang Tillmans, Nite Queen, 2013. Courtesy Galerie Buchholz, Berlin-Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York
Wolfgang Tillmans, Nite Queen, 2013. Courtesy Galerie Buchholz, Berlin-Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York

Salito alla ribalta delle cronache per il sostegno alla campagna anti Brexit e per aver firmato il videoclip dell’ultimo singolo di Powell, Wolfgang Tillmans (Remscheid, 1968) non smette di far parlare di sé. Ha inaugurato oggi, alla presenza di un centinaio di addetti ai lavori, l’imponente antologica ospite della Fondation Beyeler di Basilea: un focus rizomatico, che punta lo sguardo su duecento scatti realizzati fra il 1986 e il 2017. Lontana dalla cronologia, la mostra procede per associazioni e rimandi, invadendo la neutralità spaziale della Fondazione con una teoria di immagini volutamente scomposta, che riflette le scelte dello stesso Tillmans.

Wolgang Tillmans, Greifbar 23, 2015 - Courtesy Galerie Buchholz, Berlin-Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York
Wolgang Tillmans, Greifbar 23, 2015 – Courtesy Galerie Buchholz, Berlin-Cologne, Maureen Paley, London, David Zwirner, New York

AUTONOMIA E PERCEZIONE

Un vero e proprio racconto visivo si dipana tra gli ambienti della sede svizzera, illuminando i soggetti cari al fotografo tedesco – dal ritratto al paesaggio, dalla natura morta alle tante sfumature del dettaglio –, senza imbrigliarli in una cadenzata sintassi espositiva, ma offrendo loro un salutare margine di casualità e mistero. Concettualmente espliciti, gli scatti di Tillmans conservano un prezioso grado di autonomia, non svelando fino in fondo se stessi e mettendo in discussione le rassicuranti logiche percettive. Le medesime logiche sollecitate dalla nuova installazione video che conclude il lungo percorso di visita: un’alternanza di pieni e vuoti, di accelerazioni e pause. Un invito a prendere le distanze dalla certezza della definizione.

Arianna Testino

Basilea // dal 28 maggio al 1° ottobre 2017
Wolfgang Tillmans
a cura di Theodora Vischer

FONDATION BEYELER
Baselstrasse 77
www.fondationbeyeler.ch

Dati correlati
AutoreWolfang Tillmans
Spazio espositivoFONDATION BEYELER
IndirizzoBaselstrasse 101, CH-4125 - Riehen
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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).