Fotografia di una banca. Da Nadar a Gursky, a Milano i ritratti nella Collezione d’Arte UniCredit: ecco le immagini

Lo spazio di piazza Gae Aulenti ospita 170 opere selezionate tra le collezioni d’Arte UniCredit in Austria, Germania e Italia, scelte fra oltre quattromila foto storiche e contemporanee

Fino al 29 gennaio, lo sconfinato UniCredit Pavilion, in piazza Gae Aulenti, ospita 170 opere selezionate per Look at Me! Da Nadar a Gursky: i ritratti nella Collezione d’Arte UniCredit. “L’individuazione del tema del ritratto come filo della mostra”, sottolinea il curatore, Walter Guadagnini, “risponde a una ragione che non è solo di carattere storico e artistico, ma vuole essere ancora una volta un’occasione per riflettere sul nostro rapporto con le immagini, con il loro significato e con il loro utilizzo, a partire dai grandi esempi con la produzione artistica, e nel caso specifico, del presente e del passato”. Il ritratto dunque, da un lato perché si tratta di un genere che segna un’evidente continuità, almeno all’inizio di questa storia, tra la fotografia e la pittura dal punto di vista delle scelte iconografiche, dei codici del linguaggio della rappresentazione del volto e del corpo, mentre dall’altro perché segna una frattura epocale con quella stessa tradizione, segna uno dei primi cruciali momenti di affermazione del carattere eminentemente democratico della fotografia. Alle pareti, da piano terra alla Green House, fotografie selezionate tra le collezioni d’Arte UniCredit in Austria, Germania e Italia, sono state scelte fra oltre quattromila foto storiche e contemporanee.

REINVENTARE IL VOLTO
Tra l’innocenza ritratta da Lewis Carroll, ma anche il Pittorialismo di Heinrich Kuhn e le atmosfere oniriche di Edward Steichen, nonché la bellezza della moglie di Paul Strand, i ritratti alle pareti, al piano terra (che contemplano anche autori come Cartier-Bresson, Weegee e Ghirri, tra bianco e nero e colori) accompagnano il visitatore lungo sei sezioni tematiche, esplorando il volto umano come individuale e collettivo. Come teatro nel quale ognuno, prima o poi, chiede di essere attore e non solo spettatore, di essere guardato oltre che di guardare. Look at me! si trasforma in un richiamo a guardare verso il grande occhio dell’obiettivo e contemporaneamente nella richiesta del soggetto di diventare protagonista dell’immagine. Ma è consigliato, a chiunque voglia attraversare la storia nella fotografia, salire al piano mezzanino per visitare la Passerella dell’Arte, L’artista come modello e Hall of fame. Gemme rare che tra Nadar, Carjat, Steichen, Fleischmann e Man Ray mostrano una galleria di ritratti di artisti del XX secolo, di politici, intellettuali e affrontano il tema della rappresentazione della celebrità e delle retoriche a essa collegate. All’ultimo piano, invece, nella Green House, Il ritratto del corpo e La messa in scena presentano ritratti in studio e in posa che raccontano una società, spesso la medesima dei ritratti rubati in strada, che mira a inventare o reinventare il volto, la persona o il mondo che la circonda. In questa sezione sono esposte le opere di Bellocq, Richter, Arbus e Probst. Noi ve le anticipiamo nella fotogallery…

Ginevra Bria

Dal 20 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017
Look at Me! Da Nadar a Gursky: i ritratti nella Collezione d’Arte UniCredit
UniCredit Pavilion
Piazza Gae Aulenti, 10 – Milano
www.unicreditpavilion.it

 

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.