Giovanni Ruggeri e le ombre siciliane

Membro di una famiglia votata alla disciplina dello scatto, Giovanni Ruggeri è un fotografo appassionato, capace di spaziare dai matrimoni alla caccia alle ombre fra le strade della sua città d’origine. E proprio a Catania ha inaugurato uno spazio che coniuga la dimensione dello studio con quella della galleria d’arte.

Giovanni Ruggeri, Salina ore 12.00
Giovanni Ruggeri, Salina ore 12.00

UNA FAMIGLIA DIETRO L’OBIETTIVO
Il nonno Antonino apparteneva al corpo dei vigili urbani di Catania e, tra gli Anni Cinquanta e i primi Sessanta, era incaricato di fotografare le personalità in transito nel capoluogo etneo. E così negli archivi dei Ruggeri restano oggi ritratti di Maria Callas come di Giulio Andreotti, di Bettino Craxi come di Salvatore Giuliano, tutti a dire il vero poco conosciuti, quest’ultimo addirittura mai pubblicato. Il padre di Giovanni, Orazio Ruggeri, invece, avviava negli Anni Ottanta un laboratorio dove si intestardì a stampare sui materiali più diversi: carte speciali tirate a mano, tessuti, pelle, vetro, ceramica.

RUGGERI, LA LEICA, CATANIA
Proprio da queste sperimentazioni nasce la passione per la fotografia di Giovanni Ruggeri (Catania, 1971). “È stata la camera oscura ad attrarmi, la caverna magica dove la luce si rivela nell’oscurità assoluta”, racconta. Del supporto su cui impressiona i suoi scatti Giovanni fa sempre un punto di partenza, qualsiasi sia il soggetto gli si pari innanzi. Così nell’età di Instagram, con cellulari capaci di straordinarie prodezze, la Leica Monochrom resta il suo strumento preferito. “Un oggetto che oggi appare incongruo: ma una camera in grado di dare un’immagine nitida al centro e due sfuocature ai lati resta uno strumento insostituibile, almeno per me”.
Ruggeri è un fotografo molto conosciuto a Catania, una città complessa, insieme provinciale e al centro di mille interessi geopolitici. Qui è noto soprattutto per le sue fotografie commerciali: non c’è matrimonio dell’alta società per cui non venga interpellato. Si sa, nel meridione del nostro paese per i matrimoni non si bada a spese e Giovanni ha l’onestà intellettuale di non rinnegare le sue fonti di sostentamento primarie: matrimoni, appunto, e ritratti.

Giovanni Ruggeri, Scicli ore 16.00
Giovanni Ruggeri, Scicli ore 16.00

ALLA RICERCA DELL’OMBRA
Di recente, però, ha aperto uno spazio che è insieme studio, camera oscura e galleria d’arte. Quattro grandi vetrate affacciate su via Monfalcone, una delle più ambite di questa città. Qui ha cominciato a esibire le immagini a cui tiene di più. In questo momento una sezione della galleria è occupata da alcuni scatti in bianco e nero prodotti sull’isola e sulle isole che la attorniano. Poche immagini stampate con cura estrema introducono il percorso, ancora non terminato, creato a quattro mani con l’architetto Giusy Demma: alla ricerca dell’ombra generata sulle e dalle facciate dei palazzi siciliani. “Da bambino ho sempre avuto timore dell’ombra. Ricordo di aver avuto paura della mia stessa ombra. Non potevo guardarla. Sono stati l’acquisto della prima macchina fotografica e la scoperta che un’ombra non è un buco nero, ma al contrario contiene sempre forme e figure, a guarirmi”.

Giovanni Ruggeri, Salina ore 12.00
Giovanni Ruggeri, Salina ore 12.00

LE LUCI DEL MEZZOGIORNO
La prima serie di immagini esposte è stata scattata a Salina, estremo sud del Mar Tirreno, l’ora specificata è Mezzogiorno. A Salina le linee delle costruzioni sono quelle regolari dei damusi. Le ombre per conseguenza sono nette e riflettono le sagome delle costruzioni prospicienti. Niente a che vedere con le luci e le ombre continue determinate dalla rotondità dei decori barocchi che troviamo nella seconda serie di immagini, quelle riprese a Scicli. Questa è una cittadina che la mappa rivela il fatto di trovarsi qualche grado più a sud di Tunisi. Il barocco siciliano qui prende forma attraverso le curvature e le prospicienze che solo la luce “africana” di questa zona dell’isola sembra in grado di rivelare nella sua pienezza. La didascalia su carta cotone tirata a mano e appesa sotto queste immagini specifica: ore 16.00.
L’ombra, come la luce, in Sicilia è ancora davvero molto importante. Il tempo qui si può misurare, guardando il sorgere del sole dal mare. Ti colgono attimi di bellezza assoluta. E questo anche se abiti in una città grande e difficile come Catania.

Aldo Premoli

www.giovanniruggeri.com

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Noto e Cernobbio. E poi New York e Washington, dove lavorano i suoi figli. Tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come “L’Uomo Vogue”. Nel 2001 fonda Apstudio e fornisce consulenze ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Nel 2013 e 2014 dirige “Tar magazine”, rivista di arte, scienza ed etica. Blogger di “Huffington Post”. Direttore della piattaforma super local “SudStyle.it”; senior curator di San Sebastiano Contemporary a Palazzolo Acreide; a Catania ha fondato l’onlus Mediterraneo Sicilia Europa, che si occupa di integrazione scolastica di minori in difficoltà. Dal 2020 visiting professor presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.