La tecnologia digitale incontra il dagherrotipo grazie all’obiettivo Daguerreotype Achromat Art Lens, una lente che riproduce fedelmente la prima prodotta al mondo nel 1839. Frutto di una riuscita campagna di crowdfunding, questo prodotto si rivolge a fotografi e registi in cerca di nuovi effetti e nuovi strumenti in grado di produrre immagini capaci di distinguersi dalla massa. Superando la standardizzazione che spesso gli strumenti digitali favoriscono, sia in fase di scatto che di post-produzione. L’obiettivo Achromat, prodotto dalla Lomography, celebra e rinforza una tendenza molto evidente nel settore dell’immagine fotografica: quella che predilige le immagini sognanti, dall’aria antica, realizzate alternando una messa a fuoco lucidissima ad altre più morbide e utilizzando effetti acquarellati e bokeh (resa dello sfocato).
Per esplorare le potenzialità di questo obiettivo, la casa produttrice ha inviato alcuni esemplari a una selezione di fotografi e registi sparsi per il mondo; il materiale tornato indietro, vario per soggetti e stili, dimostra l’estrema flessibilità di utilizzo della nuova lente.

– Valentina Tanni

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.