Amicizia e materia nella mostra di Nebojsa Despotovic a Bologna

Usa il supporto come materia viva l’artista serbo Nebojša Despotović, in mostra alla galleria CAR DRDE di Bologna. A spiccare sono i legami che lo uniscono ai suoi soggetti, in un mix di autobiografia e pittura

La galleria CAR DRDE ospita la mostra di Nebojša Despotović (Belgrado, 1982), intitolata Another race of vibrations: le opere in mostra fanno parte de La famosa serie dei Fioi che l’artista di origine serba inizia nel 2022.
Come ci racconta Carlo di Raco, docente di Despotović all’Accademia di Belle Arti di Venezia, la serie viene sviluppata dall’autore nel 2022, nel Laboratorio dell’Atelier F. A Bologna sono esposte sette opere della serie in cui si può notare l’indagine che Despotović compie su amici e altri artisti cercando, mediante la propria interazione con il soggetto, di restituirlo nella sua pienezza.
Il titolo della mostra, come le opere dell’artista, deriva da un dialogo con un amico e dalle esperienze del suo vissuto: la frase è tratta infatti da un brano di Battiato che l’autore ama.
Il metodo con cui Despotović si relaziona al supporto utilizzato non è secondario rispetto al soggetto ritratto: esso non è trattato come una superficie su cui lavorare ma da lavorare, rendendolo un elemento attivo, che l’artista utilizza per definire gli elementi della sua opera.

Nebojša Despotović, Mia, 2022

Nebojša Despotović, Mia, 2022

LA MOSTRA DI NEBOJŠA DESPOTOVIĆ A BOLOGNA

La tavola che esprime chiaramente il suo metodo è Nic a Borca. L’opera ritrae un amico mentre fuma seduto su una sedia e colpisce per via della tecnica che l’autore impiega per definire la scena, che è resa sia attraverso l’uso dell’acrilico, sia incidendo direttamente la tavola di legno, come si può notare nel particolare della seduta.
Invece, nell’opera Manu e Keta, una tavola del 2022, l’artista lavora i due soggetti in maniera molto diversa: in primo piano troviamo una figura abbozzata a carboncino direttamente sul legno, mentre il soggetto in secondo piano viene delineato spostando il colore fresco, quasi come se questo fosse stato grattato via dalla superficie.
Despotović sembra così giocare con i contrasti del positivo e del negativo: la figura è resa sia in modo pittorico ma anche in modo scultoreo, modellando la superficie stessa dell’opera e mettendo in campo alcuni rimandi al mondo plastico.
Le opere Nic e Anna a Borca e Ritratto di Cri sono invece realizzate dall’artista usando in maniera più tradizionale la pittura. Nel caso di Nic e Anna a Borca, collocato nella seconda sala della galleria, la tela viene dipinta con colori a olio e acrilico di tonalità scure mentre il viso della donna e l’uomo seduto accanto a lei sono lasciati quasi abbozzati dall’autore, tanto che a tratti si può intravedere la tela.

Chiara Battaglino

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