Alle Scuderie del Quirinale di Roma arriva Superbarocco, la megamostra sul barocco genovese

Approda nell’Urbe la mostra dedicata a Genova La Superba, durante il suo secolo d’oro, il Seicento: Superbarocco. Arte a Genova da Rubens a Magnasco. Ecco le foto

Valerio Castello Diana e Atteone con Pan e Siringa, 1650 -1655 circa olio su tela 165,1 x 251,5 cm West Palm Beach, Florida, Norton Museum of Art, dono di R. H. Norton Inv.49.3
Valerio Castello Diana e Atteone con Pan e Siringa, 1650 -1655 circa olio su tela 165,1 x 251,5 cm West Palm Beach, Florida, Norton Museum of Art, dono di R. H. Norton Inv.49.3

“Un città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”, queste le parole di Francesco Petrarca dedicate a Genova. La mostra Superbarocco. Arte a Genova da Rubens a Magnasco raccoglie centoventi opere d’arte che coprono 150 anni. È stata inaugurata il 25 marzo alle Scuderie del Quirinale e apre al pubblico il 26 rimanendo visitabile fino al prossimo 3 luglio 2022. La mostra Superbarocco è dedicata al secolo d’oro genovese, il Seicento, parte dall’arrivo di Rubens in città per finire con Alessandro Magnasco. Un viaggio che ci porta dai ritratti di Rubens e di Van Dyck, alla scoperta delle suppellettili che affollano le tele di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, delle lussureggianti composizioni barocche di Domenico Piola e di Gregorio De Ferrari per concludersi, infine, con i capricciosi paesaggi di Magnasco. Oltre ai dipinti e alla scultura si presenta una notevole varietà di creazioni artistiche e di opere d’arte applicata. La stessa eterogeneità si riscontra nei materiali preziosi: il marmo di Carrara, l’argento e l’ametista.

Antoon van Dyck Agostino Pallavicino in veste di ambasciatore al pontefice, 1621 o 1623 olio su tela 216,2 x 141 cm Los Angeles, The J. Paul Getty Museum © Getty’s Open Content Program
Antoon van Dyck
Agostino Pallavicino in veste di ambasciatore al pontefice, 1621 o 1623
olio su tela
216,2 x 141 cm
Los Angeles, The J. Paul Getty Museum
© Getty’s Open Content Program

LA MOSTRA SUL SUPERBAROCCO DI GENOVA

Annullata tre volte, l’esposizione vanta un partner come la National Gallery di Washington che, nonostante abbia dovuto rinunciare alla tappa negli USA e cancellare così la mostra nella propria sede, ha mantenuto tutti gli impegni organizzativi per le tappe italiane.Dal 27 marzo al 10 luglio, aprirà inoltre presso il Palazzo Ducale di Genova la mostra intitolata La Forma della Meraviglia. Capolavori a Genova tra il 1600 e 1750. Entrambe le esposizioni sono curate da Piero Boccardo, Jonathan Bober e Franco Boggero. Jonathan Bober, curatore del dipartimento disegni e stampe della National Gallery di Washington afferma: “Mi soffermerò sui criteri che abbiamo seguito per impostare la mostra. Innanzitutto, si è cercato di rappresentare ogni medium artistico (materiali e tecniche), insistendo sulla qualità delle opere e rappresentando in maniera bilanciata tutti i maestri. In secondo luogo, abbiamo organizzato il percorso non in ordine cronologico o monografico bensì per temi stilistici. Sono 10 le tematiche che si snodano sala per sala, partendo dai “Grandi forestieri”. Abbiamo voluto proporre questa mostra a Washington che vanta una pinacoteca eccellente ma con nomi canonici. Bisognava far comprendere la complessità e la ricchezza della scuola genovese, contraddistinta da molte correnti”. A sostenere l’operazione anche il grande costruttore italiano di infrastrutture Webuild, che proprio a Genova sta costruendo il Terzo Valico e ha ultimato la sostituzione del demolito Ponte Morandi con il nuovo viadotto firmato da Renzo Piano sul torrente Polcevera.

-Giorgia Basili

https://www.scuderiequirinale.it
https://palazzoducale.genova.it/mostra/superbarocco/

 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.