Enigma Raffaello. Un libro indaga sulla morte (e propone di studiare ancora la salma)

Un’intrigante nuova pubblicazione che tenta di chiarire i misteri legati alla biografia dell’artista per eccellenza, il campione vasariano della grazia

Raffaello
Raffaello
Riuscì a congiungere le virtù della pittura italiana, dal disegno fiorentino, al colorismo veneto, sino alla morbidezza e soavità emiliana in un’unica formula che gli valse il riconoscimento di pittore della grazia: Raffaello, il campione vasariano, l’artista degli artisti nelle Vite, continua a sollevare misteri ancora oggi.
Si è tenuta la presentazione di un nuovo volume Enigma Raffaello. Fortuna, rivalità, contrasti: il mistero della morte del Sanzio lo scorso 1 dicembre 2021 alla Sapienza di Roma. La pubblicazione a cura di Pio Baldi e Alice Militello è il risultato di un progetto congiunto nato da un accordo di collaborazione nel 2019 tra diverse istituzioni: Sapienza, i Musei Vaticani, la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon e l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Enigma Raffaello
Enigma Raffaello

RAFFAELLO UN ARTISTA DAL FASCINO SENZA TEMPO

A distanza di oltre cinquecento anni dalla sua scomparsa nel 1520, dopo l’impegnativa retrospettiva dedicatagli dalle Scuderie del Quirinale, l’artista urbinate che rivoluzionò la storia dell’arte, segnando il passaggio dal Rinascimento al Manierismo, continua ad affascinarci e a farci riflettere sul suo genio, sulla sua vita, sulle sue qualità artistiche e sulle caratteristiche prettamente umane. All’insegna della transdisciplinarietà, il panel di esperti ha presentato gli avanzamenti negli studi intorno ad un interrogativo principale: Raffaello da Urbino è stato vittima solo dei suoi stessi vizi amorosi, come racconta Giorgio Vasari nelle “Vite”, oppure dietro la sua fine si celano il rancore, l’animosità e l’invidia dei suoi rivali”?
Raffaello. Il giovane prodigio
Raffaello. Il giovane prodigio

IL MISTERO DELLA MORTE DI RAFFAELLO

Gli interventi che si sono succeduti hanno investigato il problema ancora assai aperto delle cause del suo decesso, in particolare nell’intervento di Eugenio Gaudio, presidente della Fondazione Roma Sapienza. Si è poi affrontata la questione della sua scomparsa con un approccio multidisciplinare, Tiziana D’Acchille, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Ancora: la storica dell’arte Sylvia Ferino-Pagden ha esposto un approfondimento riguardo gli avversari del pittore cortigiano e Flavia Cantatore, docente della Sapienza, si è focalizzata sulla tomba di Raffaello al Pantheon.

Negli spazi dell’Accademia dei Virtuosi, al Pantheon, tra l’altro è conservato un calco del teschio del pittore: l’Accademia, duecento anni fa, si era preoccupata di aprire la sepoltura nel Pantheon, pulirla (era stata vittima di molte esondazioni del Tevere), analizzarla. E gli studi che si propongono oggi sono anche medico-scientifici come quelli tratteggiati da Chantal Milani, antropologa e odontologa forense che si sofferma sulla ricostruzione del volto del Sanzio.

RIAPRIRE LA TOMBA DI RAFFAELLO?

Vittorio Fineschi, docente della Sapienza, ha tratteggiato una prospettiva di lettura storico-medica mentre Gino Fornaciari, docente dell’Università di Pisa ha accennato a strumenti di bioarcheologia e la paleopatologia. Ulderico Santamaria, direttore del Laboratorio di ricerche scientifiche dei Musei Vaticani, ha parlato di come si potrebbe – anche con tecniche microinvasive – studiare di nuovo la salma del grande artista. Perché alla fine la proposta che emerge dal volume, dagli studi e dagli studiosi è quella: la tomba di Raffaello va aperta di nuovo, a distanza di quasi due secoli dall’ultima indagine. Le attuali tecnologie potrebbero dirci molto di più sulle cause della sua morte e, quindi, sulla storia della sua vita, come Pio Baldi spiega in questa video intervista. 

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.