Mostra a Roma su Conrad Marca-Relli, l’italo-americano che conquistò New York

La mostra allestita nei magniloquenti spazi romani della galleria Mattia De Luca, a Palazzo Albertoni Spinola, ripercorre la storia artistica di Conrad Marca-Relli

Non aveva un buon carattere, Conrad Marca-Relli, protagonista dell’arte americana del dopoguerra, amico di Jackson Pollock, Franz Kline, Afro, Alberto Burri e Giuseppe Capogrossi, fondatore dell’Eight Street Club e promotore di Ninth Street Show, una delle mostre più importanti dell’arte newyorchese degli Anni Cinquanta, ma soprattutto maestro a cavallo tra Europa e America.
L’occasione di riportare i riflettori sulla figura di Marca-Relli (Boston, 1913 ‒ Parma, 2000) è la puntuale e ineccepibile antologica aperta alla galleria Mattia De Luca, negli ampi e aulici spazi di Palazzo Albertoni Spinola, affacciati su Piazza Campitelli a Roma. Organizzata in collaborazione con l’archivio Marca-Relli, depositato presso la galleria Niccoli a Parma, la mostra riunisce 25 opere rappresentative delle tappe fondamentali dell’artista, in un arco di tempo che va dal 1951 al 1967. Anni davvero ruggenti per Corrado Marcarelli, nato a Boston nel 1913 da genitori originari di Benevento; bilingue, cosmopolita, avventuriero, visionario e litigioso, trascorre l’adolescenza tra l’Italia e New York, dove la famiglia si trasferisce nel 1927.

Marca-Relli posa davanti a un suo lavoro, anni '80 © Archivio Marca Relli, Parma
Marca-Relli posa davanti a un suo lavoro, anni ’80 © Archivio Marca Relli, Parma

LA STORIA DI CORRADO MARCARELLI

Da giovane Corrado lavora nello studio dello scultore Onorio Ruotolo, prima di frequentare i corsi d’arte alla Cooper Union e partecipare al Federal Art Project durante gli anni della Depressione. Negli Anni Quaranta guarda sia alla pittura del Rinascimento che alla metafisica di Giorgio de Chirico e al Surrealismo francese, e dipinge quadri figurativi di scene urbane vicine alle periferie di Mario Sironi, che definisce “nostalgici ricordi dell’Europa e della sua infanzia”. Nel 1948 è a Roma, dove affitta uno studio a Via Margutta, conosce Alberto Burri e Afro Basaldella e progressivamente si stacca dal figurativo per intraprendere una ricerca più astratta, ed espone alla galleria Il Cortile. L’anno successivo ritorna a New York, dove tenta una sintesi tra l’Espressionismo astratto e le atmosfere metafisiche italiane: l’alba degli Anni Cinquanta vede Marcarelli americanizzare il suo nome in Conrad Marca-Relli, prendere uno studio nel Greenwich Village e lanciare il gruppo dell’Eigth Street Club, forse ispirato all’atmosfera conviviale di Via Margutta, con gli artisti di “downtown”, come Franz Kline e John Farren, in contrapposizione ai colleghi che risiedevano “uptown”, come Jackson Pollock, Robert Motherwell e altri. Da questo fertile clima intellettuale di incontri e discussioni, ai quali prendevano parte critici come Harold Rosenberg e Clement Greenberg, nasce il progetto del Ninth Street Show, la prima mostra pubblica dell’Espressionismo astratto, ospitata all’interno di un locale affittato per l’occasione da Franz Kline e Marca-Relli, che nello stesso anno allestisce una personale alla New Gallery.

Conrad Marca-Relli, XM 3 54, 1954
Conrad Marca-Relli, XM 3 54, 1954

LA CARRIERA DI MARCA-RELLI

Siamo nel 1951, un anno particolarmente felice per l’artista, che ritorna a Roma, affitta uno studio a Via del Babuino e ritrova Alberto Burri, impegnato nella produzione dei primi Sacchi. Ed è proprio con due collage datati 1951, Untitled e Untitled (Figure), che prende avvio questa mostra Conrad Marca-Relli ‒ Il Maestro Irascibile: due opere fondamentali per capire quanto l’artista tentasse di unire da una parte la tecnica del collage, desunta sia dal Picasso cubista che dal merzbau di Kurt Schwitters, e dall’altra la figurazione metafisica di Giorgio de Chirico. Una tensione che ritorna nelle tele dipinte l’anno seguente, quando l’artista abbandona New York per il Messico, dove prende uno studio a San Miguel de Allende, dove torna al figurativo e dipinge opere come Cityscape (1952), ispirata alle case bianche del paese messicano ma con un occhio alle periferie di Mario Sironi. L’opera manifesto di questo dualismo in Marca-Relli è “Ora” Seated figure (1953), che l’artista portava sempre con sé, anche durante le vacanze italiane a Salsomaggiore: una sorta di viatico per i grandi collage successivi, apprezzati sia dalla critica che dal mercato, come Untitled (1954), Untitled (1955) e L-LA-55 The Strategist (1955), che precedono l’intenso L-8-56 Death of Jackson Pollock (1956), legato al drammatico episodio del riconoscimento del cadavere dell’amico artista dopo l’incidente automobilistico dell’8 agosto 1956. Per Marca-Relli è un periodo magico: il Metropolitan acquista l’opera The Battle e il Guggenheim The Warrior, mentre nel 1957 la galleria La Tartaruga a Roma gli dedica una mostra personale.

Conrad Marca-Relli. Il Maestro Irascibile. Exhibition view at Mattia De Luca, Roma 2021
Conrad Marca Relli. Il Maestro Irascibile. Exhibition view at Mattia De Luca, Roma 2021

MARCA-RELLI. LA MOSTRA A ROMA

La mostra in corso a Roma prosegue con altri capolavori, dove i riferimenti alla figura umana, se pur larvati, vengono sostituiti da strutture architettoniche rigorose, come in N-M-6-59 (1960) o The Wall n.2 (1959), mentre la conclusione è affidata ad alcune opere minimali degli Anni Sessanta, dove la tela viene sostituita dall’alluminio, come L-8-62 Cunard (1962), tra le quali spicca la scultura Untitled (1967), vicina alla ricerca degli esponenti del Minimal, primo tra tutti Donald Judd. Una rassegna di qualità museale, che permette di approfondire la ricerca di un artista eclettico, in grado di unire mondi e linguaggi in maniera puntuale e consapevole.

‒ Ludovico Pratesi

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Nome eventoConrad Marca-Relli - Il Maestro Irascibile
Vernissage09/10/2021
Duratadal 09/10/2021 al 04/12/2021
AutoreConrad Marca-Relli
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoPALAZZO ALBERTONI SPINOLA
IndirizzoPiazza di Campitelli 2 - Roma - Lazio
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Ludovico Pratesi
Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore Artistico di Spazio Taverna Dal 2009 al 2011 è stato curatore scientifico di palazzo Fabroni di Pistoia. Dal 2006 al 2010 è stato Presidente dell’AICA. Dal 2012 al 2015 è stato Vice Presidente dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Dal 1995 al 2010 è stato Consigliere di Amministrazione per la Quadriennale d’Arte di Roma. Critico del quotidiano La Repubblica.