Il Vermeer che (forse) era meglio prima: non piace l’enorme Cupido dell’opera appena restaurata

La galleria di Dresda, che ha presentato l’opera “Ragazza che legge una lettera”, restaurata in pompa magna, è stata sommersa in poco tempo da critiche e prese in giro sui social network

L'opera di Vermeer (dettaglio)

Sono state diffuse le prime immagini del restauro della Ragazza che legge una lettera davanti a una finestra aperta di Johannes Vermeer (1657-59 circa) della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, ma non per tutti è una buona notizia. Le immagini del restauro hanno rivelato il dipinto al suo interno, sul grande muro dietro il soggetto principe, come annunciato all’inizio dei lavori nel 2019: si tratta di un enorme Cupido. Il cambiamento della composizione – di quello che è uno dei più famosi di Vermeer esistenti – è talmente grande che il museo tedesco lo ha soprannominato un “nuovo” Vermeer, anche con spinta pubblicitaria. Gli esperti sapevano che il Cupido si celava nel dipinto – nella collezione del museo per più di 250 anni – grazie a una radiografia fatta nel lontano 1979, confermata dalla riflettografia a infrarossi nel 2009. Si era ipotizzato che l’artista stesso avesse alterato la composizione coprendo il quadro di Cupido dopo un ripensamento, ma nel maggio 2017 i conservatori hanno scoperto che la pittura sul muro sullo sfondo del dipinto era in realtà stata aggiunta a posteriori. Gli strati di vernice, datati al XIX secolo, avevano infatti “proprietà di solubilità” diverse da quelle del resto del dipinto ed erano stati posti sopra uno strato di polvere che ricopriva il dipinto al tempo della modifica.

VERMEER A DRESDA: IL NUOVO SIGNIFICATO DEL RESTAURO

Lo strato di sovraverniciatura è stato meticolosamente rimosso nel corso degli ultimi due anni (è del 2019 l’annuncio ufficiale della scoperta) utilizzando un bisturi al microscopio. Il dipinto è stato esposto per la prima volta come protagonista di una grande mostra intitolata Johannes Vermeer: On Reflection alla Gemäldegalerie di Dresda, dove resterà fino al 2 gennaio 2022. La mostra include dieci dipinti di Vermeer, su 35 circa al mondo, diventando una delle più significative sull’Antico Maestro olandese negli ultimi anni. “Con il recupero di Cupido sullo sfondo, si può riconoscere l’effettiva intenzione del pittore di Delft“, ha detto Stephan Koja, direttore della Gemäldegalerie Alte Meister. “Al di là del contesto apparentemente amoroso, si tratta di un’affermazione fondamentale sulla natura del vero amore. Ora lo capiamo come un’immagine chiave della sua opera“.  Il dettaglio all’interno del dipinto rivela molto sull’intento originale dell’artista – il conservatore Uta Neidhardt ha affermato che è stata “l’esperienza più sensazionale della sua carriera” – ma questo non significa che tutti siano entusiasti della revisione.

Johannes Vermeer, Brieflesendes Mädchen am offenen Fenster, 1657-59 Prima del Restauro © Gemäldegalerie Alte Meister, Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Foto: Wolfgang Kreische
Johannes Vermeer, Brieflesendes Mädchen am offenen Fenster, 1657-59
Etappen der Restaurierung
© Gemäldegalerie Alte Meister, Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Foto: Wolfgang Kreische

LE CRITICHE SOCIAL AL RESTAURO DEL VERMEER

Sono entusiasta di vedere che, insieme alle altre piccole morti del nostro mondo, il XXI secolo continua a ritmo sostenuto con variazioni sul tema dei “restauri artistici che peggiorano il dipinto“, ha commentato un utente su Twitter. “Rovina completamente la composizione del dipinto, chi l’ha coperto ha avuto l’idea giusta”, ha aggiunto un altro. Dopo tanti anni con la vecchia composizione, l’enorme cherubino è difficile da digerire. Una pioggia di meme e messaggi online ha coperto l’annuncio dell’apertura della mostra, il 10 settembre, criticando in vario modo la scelta di riportare a galla il Cupido. Le opinioni sono varie, ma si possono laconicamente riassumere in un terzo tweet: “Wow, è molto peggio di prima”.

 

– Giulia Giaume

Johannes Vermeer: On Reflection
fino al 2 gennaio 2022
Gemäldegalerie Alte Meister
Theaterplatz 1, Dresda
https://gemaeldegalerie.skd.museum/

 

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.