300 anni dalla nascita di Giovan Battista Piranesi: la mostra alla Biblioteca Braidense di Milano

Considerato il più grande incisore della storia dell’arte italiana, Piranesi viene raccontato con un percorso che comprende 97 opere tra cataloghi, disegni, incisioni, libri, quadri provenienti da numerose istituzioni culturali di Milano.

Giovan Battista Piranesi Lettere Giustificazione
Giovan Battista Piranesi Lettere Giustificazione

Il 2020 segna 300 anni dalla nascita di Giovan Battista Piranesi (Venezia 4 ottobre 1720 – Roma, 9 novembre 1778), considerato il più grande incisore della storia dell’arte italiana. Una ricorrenza che la Biblioteca Braidense di Milano ha deciso di celebrare con Piranesi a Milano, una rassegna che racconta il legame tra questa importante figura della storia dell’arte con il capoluogo lombardo (nonostante non vi sia fisicamente mai recato). Ospitata fino al 14 novembre 2020 nella Sala Maria Teresa della biblioteca di Brera, la mostra si avvale di materiale proveniente dalla Biblioteca dell’Accademia di Brera, dalla Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, dal Civico Gabinetto dei disegni, dall’Archivio di Stato di Milano, dal Museo teatrale alla Scala, dalle collezioni del Teatro alla Scala e della ditta di attrezzeria Rancati, dalla Biblioteca della Scuola Militare Teulié, oltre che da varie collezioni private.

Biblioteca Braidense Sala Maria Teresa © James OMara
Biblioteca Braidense Sala Maria Teresa © James OMara

L’IMPORTANZA DI GIOVAN BATTISTA PIRANESI

Giovan Battista Piranesi, oltre alla sua cruciale attività come incisore, fu anche architetto, scavatore, restauratore di pezzi antichi e titolare di un’importante bottega d’arte a Roma. Fu proprio nella Capitale, dove si recò per studiare prospettiva e scenografia, che raggiunge la popolarità, in particolare grazie alle Vedute di Roma: si tratta di spettacolari incisioni della città nella sua veste antica e moderna, in cui emerge la sua fascinazione per i ruderi classici e i monumenti antichi (l’estetica delle rovine si imprimerà sul gusto degli artisti per tutto il corso del Settecento). Altra opera fondamentale della sua produzione sono Le Carceri, pubblicate in due edizioni del 1745 e 1761: straordinarie e visionarie interpretazioni dell’antico, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei, in particolare un momento in cui andavano affermandosi fenomeni come il Grand Tour e il gusto della riscoperta classica attraverso gli scavi archeologici. In questo periodo, Piranesi condusse anche ricerche sul piano teorico: è passata alla storia la sua rivalità intellettuale con Winckelmann, rigorista e filoellenico al quale l’incisore ribadì più volte la superiorità dell’architettura romana su quella greca, per capacità tecnica e ricchezza inventiva. Piranesi, vissuto nel solco del Neoclassicismo italiano, non è ascrivibile a nessuna corrente in particolare, per il suo stile originale e eclettico.

Ritratto di Piranesi
Ritratto di Piranesi

LA MOSTRA DI GIOVAN BATTISTA PIRANESI

Piranesi a Milano incrocia la storia dell’incisore con quella del collezionismo meneghino: la mostra, curata da Pierluigi Panza e Aldo Coletto, comprende 97 opere tra cataloghi, disegni, incisioni, libri, quadri, oltre a 66 fotografie di documentazione e due video. L’esposizione testimonia l’attenzione che Milano riservò alle sue incisioni e ne documenta i processi di acquisizione nella stagione neoclassica di Brera (come la serie delle Carceri e dei Vasi, conservate alla Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli ma precedentemente di proprietà dei Trivulzio). Viene ricordato anche Giuseppe Bossi, segretario perpetuo di Brera, che volle far entrare nella raccolta della Braidense durante il periodo napoleonico alcuni cataloghi, poi messi a disposizione degli studenti dell’Accademia.

Giovan Battista Piranesi Vaso Marmo Gran Mole
Giovan Battista Piranesi Vaso Marmo Gran Mole

LE OPERE DELLA MOSTRA DI GIOVAN BATTISTA PIRANESI

In mostra per la prima volta alcuni volumi di una collezione completa delle opere di Piranesi del tutto sconosciuta, proveniente dalla Biblioteca della Scuola Militare Teulié, che presenta una incisione della Colonna Trajana lunga circa due metri. Dal Museo teatrale alla Scala provengono invece alcuni bozzetti che dimostrano l’influenza piranesiana sugli scenografi milanesi, oltre a due vestiti settecenteschi usati per il Don Giovanni, che ricalcano l’abbigliamento dei personaggi piranesiani ritratti nelle Vedute di Roma. Completano il percorso un disegno inedito, attribuibile al pittore Giorgio Teulié, che raffigura l’incisore, e alcune opere della serie Icons. Unplegged dell’artista contemporaneo Luca Pignatelli.

– Giulia Ronchi

PIRANESI A MILANO
Omaggio nel terzo centenario dalla nascita
Fino al 14 novembre 2020
Biblioteca Braidense (Sala Maria Teresa)
www.pinacotecabrera.org
www.braidense.it
www.bibliotecabraidense.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.