La mostra sui disegni di Michelangelo al Getty Museum di Los Angeles

Un corpus di 28 opere su carta varca per la prima volta i confini europei. I disegni rivelano la parte progettuale che diede vita ai capolavori più conosciuti di Michelangelo, dalla Cappella Medicea al Giudizio Universale.

Michelangelo Buonarroti, The Holy Family with the Infant Saint John the Baptist. Credits: The J. Paul Getty Museum, Los Angeles
Michelangelo Buonarroti, The Holy Family with the Infant Saint John the Baptist. Credits: The J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Michelangelo sbarca in America, con la mostra Michelangelo: Mind of the Master che pone l’attenzione sull’importanza cruciale che il disegno ebbe all’interno del processo creativo di questa figura chiave del Rinascimento italiano, sia come pittore che scultore e architetto. La collezione, composta da 28 disegni, è il frutto della collaborazione tra il Cleveland Museum of Art e il Getty Museum assieme al Teylers Museum, l’antico museo di Haarlem, in Olanda (la sua apertura al pubblico risale alla seconda metà del Settecento), che ha prestato le opere. Un corpus prezioso, che fu messo assieme per la prima volta dalla colta Regina Cristina di Svezia (1626-1689), e che ora, per la prima volta, varca i confini europei.

Michelangelo Buonarroti Italian, 1475 - 1564 Seated Male Nude. Teylers Museum, Haarlem, purchased in 1790 Images © Teylers Museum, Haarlem
Michelangelo Buonarroti Italian, 1475 – 1564 Seated Male Nude. Teylers Museum, Haarlem, purchased in 1790 Images © Teylers Museum, Haarlem

Il disegno fu un aspetto chiave della creatività michelangiolesca, e probabilmente nessun artista l’ha mai utilizzato in modo così intenso”, spiega Julian Brooks, curatore della mostra. “Dagli schizzi preparatori e dai dettagliati studi sulla figura umana, le opere si rivelano come un’incomparabile testimonianza della fertile immaginazione e del duro lavoro di un titano del Rinascimento”. Il disegno si manifesta fin dalla fase giovanile dell’artista come strumento di comprensione e studio dei maestri suoi predecessori, e in seguito come fotografia e annotazione della realtà: fondamentale fu l’osservazione dei cadaveri per comprendere a pieno l’anatomia umana. Nei disegni sono custoditi, in nuce, gli elementi che hanno portato Michelangelo alla realizzazione dei suoi celeberrimi capolavori: dal soffitto affrescato della Cappella Sistina con il Giudizio Universale, alla Cappella Medicea fino alla cupola della basilica di San Pietro a Roma. Rimarcabile anche l’evoluzione della tecnica nel tempo: dalla penna e inchiostro utilizzati agli inizi, al gesso; dall’impiego dei rossi e dei neri alla prevalenza di questi ultimi nel pieno della sua maturità artistica.

– Giulia Ronchi

MICHELANGELO: MIND OF THE MASTER
Fino al 7 giugno 2020
Getty Center
1200 Getty Center Dr, Los Angeles
https://www.getty.edu/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.