Umanità della fotografia. Gli scatti di Robert Doisneau a Palazzo Roverella a Rovigo

Inaugurerà il prossimo settembre la retrospettiva dedicata a uno dei principali esponenti della fotografia francese. In mostra anche il celeberrimo “bacio”

Le baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950 © Robert Doisneau
Le baiser de l’Hôtel de Ville, Paris 1950 © Robert Doisneau

“Il fotografo deve essere come carta assorbente, deve lasciarsi penetrare dal momento poetico. La sua tecnica dovrebbe essere come una funzione animale, deve agire automaticamente”. Con queste parole Robert Doisneau (Gentilly, 1912 – Montrouge, 1994) descriveva la sua personale visione del fare fotografia: un atto poetico ed empatico, in cui le emozioni dei soggetti ritratti vengono metabolizzate e reinterpretate dal fotografo attraverso i suoi scatti. Ed è dedicata proprio a Doisneau, tra i padri fondatori della fotografia umanistica francese e tra i cantori per immagini della banlieue parigina, la mostra in programma dal 26 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 a Rovigo, negli spazi di Palazzo Roverella. Curata da Gabriel Bauret, l’esposizione indaga vita e opere di Doisneau, fotografo diventato celebre per aver immortalato la gente comune, nella loro quotidianità e umanità: “mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. È una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori”. In mostra anche la più celebre delle fotografie di Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville, ovvero “Il bacio”.

– Desirée Maida 

Rovigo // dal 26 settembre 2020 al 31 gennaio 2021
Robert Doisneau
Palazzo Roverella
Via Laurenti 8-10
www.palazzoroverella.com

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AutoreRobert Doisneau
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.