Illustrazione e racconto. Anna Marongiu a Nuoro

MAN, Nuoro – fino al 1° marzo 2020. Il MAN di Nuoro dedica una retrospettiva ad Anna Marongiu e riporta sull’isola le illustrazioni di una delle artiste sarde più interessanti del primo Novecento. La mostra affianca un riallestimento della collezione permanente.

Anna Marongiu, Illustrazioni per Il Circolo Pickwick di Charles Dickens, 1928, inchiostro e acquerello su carta. Collezione Charles Dickens Museum
Anna Marongiu, Illustrazioni per Il Circolo Pickwick di Charles Dickens, 1928, inchiostro e acquerello su carta. Collezione Charles Dickens Museum

Il direttore del museo barbaricino Luigi Fassi è il curatore della mostra Anna Marongiu, un evento espositivo che riporta sull’isola alcune delle opere di questa artista cagliaritana, nata nel 1907 e morta nel 1941 in un incidente aereo. Formatasi presso l’Accademia Britannica di Roma, Anna Marongiu venne riconosciuta subito dai suoi contemporanei come disegnatrice e illustratrice di qualità; tenne almeno una personale, alla Galleria Palladino di Cagliari nel 1937, ed ebbe modo di partecipare a rassegne nazionali e internazionali, di esporre ad Atene e in America centrale e alla XXXVII Mostra dell’incisione italiana moderna di Roma.
Nel corso della sua carriera la Marongiu ha sperimentato varie tecniche, dalla pittura a olio all’incisione ad acquaforte fino al bulino, e la ricerca di diversi soggetti, ma una costante è rimasta: la propensione al racconto.

LE ILLUSTRAZIONI DI ANNA MARONGIU

Sono tre i cicli di illustrazioni presentati al pubblico dal MAN: I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, realizzati nel 1926, Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, terminato nel 1930 e Il Circolo Pickwick, classico di Charles Dickens illustrato nel 1929, arrivato in Sardegna grazie alla collaborazione con il Charles Dickens Museum di Londra, a cui le opere erano state donate dalla famiglia Marongiu. Osservando le tavole dei tre cicli si ha modo di apprezzare la capacità dell’artista di adattare diversi stili a diversi tenori narrativi: dalle figurine picaresche dei Promessi Sposi alla caricatura umoristica del capolavoro dickensiano fino all’essenzialità austera della commedia shakespeariana. Il susseguirsi di immagini, unite a un breve film realizzato da Gemma Lynch, mette efficacemente a fuoco la duttilità dell’arte di Anna Marongiu. La mostra chiarisce anche come l’interesse dell’artista non sia circoscritto al racconto, ma si estenda alla ricerca dei caratteri, alla rappresentazione veritiera e bilanciata del bello e del brutto nelle vicende umane esemplificate dalle storie dei grandi classici.

Bernardino Palazzi, Ragazza in rosso, 1953. Comodato Comune di Nuoro. Photo Donato Tore
Bernardino Palazzi, Ragazza in rosso, 1953. Comodato Comune di Nuoro. Photo Donato Tore

LE OPERE DEL MAN

E di storie il MAN è pieno: dalle scene di vita popolare sarda ritratte in alcuni dipinti primonovecenteschi di Giuseppe Biasi alle geografie cucite di Maria Lai, la collezione permanente del museo segue il nuovo filone narrativo ideato dallo stesso Fassi e da Emanuela Manca, trovando il suo clou nel lavoro di Mauro Manca, negli Anni Cinquanta pioniere dei linguaggi dell’avanguardia sull’isola. È da una sua opera infatti, L’ombra del mare sulla collina, che il nuovo allestimento prende il nome, per evocare le vicende artistiche e gli immaginari di un intero secolo.

Camilla Mattola

Evento correlato
Nome eventoAnna Marongiu
Vernissage08/11/2019 ore 19
Duratadal 08/11/2019 al 01/03/2020
AutoreAnna Marongiu
CuratoreLuigi Fassi
Generipersonale, disegno e grafica
Spazio espositivoMAN - MUSEO D'ARTE DELLA PROVINCIA DI NUORO
IndirizzoVia Sebastiano Satta 27 - 08100 - Nuoro - Sardegna
EditoreMARSILIO
Evento correlato
Nome eventoL'ombra del mare sulla collina
Vernissage08/11/2019 ore 19
Duratadal 08/11/2019 al 12/01/2020
CuratoriLuigi Fassi, Emanuela Manca
Generearte moderna
Spazio espositivoMAN - MUSEO D'ARTE DELLA PROVINCIA DI NUORO
IndirizzoVia Sebastiano Satta 27 - 08100 - Nuoro - Sardegna
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Camilla Mattola
Camilla Mattola (Sassari, 1993) è laureata in Lingue e Culture dell'Asia e dell'Africa a Torino, indirizzo linguistico giapponese, e in Lettere, Filologia Moderna e Industria culturale a Sassari, con una tesi in museologia. Da sempre interessata alla teoria postcoloniale e ai processi di decolonizzazione, è appassionata di arte, antropologia culturale, e di tutto ciò che è dibattito e cultura. Mentre prosegue la sua formazione in ambito storico-artistico e museale, collabora con diverse testate specialistiche.