Il programma 2020 del Museo Prado di Madrid. L’anno dopo il bicentenario

La collezione permanente al centro della nuova stagione espositiva del Museo del Prado. E l’arte italiana protagonista di nuovi imperdibili eventi

Museo del Prado - Bicentenario
Museo del Prado - Bicentenario

L’anno uno del Prado dopo il bicentenario non è certo privo di sorprese. La più importante pinacoteca di Spagna cambia registro narrativo e offre nuovi stimolanti itinerari per attrarre un pubblico sempre più ampio. La direzione del museo ha presentato per il 2020 un fitto calendario, senza rinunciare mai all’alto profilo culturale e al rigore scientifico delle sue proposte. Dopo le commemorazioni vogliamo dedicarci alla collezione permanente”, ha spiegato il direttore Miguel Falomir, “che del resto è ciò che rende grande e celebre il nostro museo. L’idea è quella di offrire al pubblico nuove forme di avvicinarsi al Prado e di ampliare gli orizzonti culturali con una visione dell’arte che non sia solo strettamente euro-centrica”.

NOVITÀ NEL PERCORSO DI VISITA

In attesa dell’inizio dei lavori per la ristrutturazione del Salón de Reinos (per il quale il governo spagnolo deve ancora stanziare i fondi straordinari nel preventivo di bilancio), la direzione del museo concentra gli sforzi per rendere più attuale ed attraente il percorso di visita. Tra le iniziative spicca l’installazione museografica Prado 200: in autunno si inaugurerà uno spazio nel sotterraneo (nell’ex sala corazzata che ospitava il Tesoro del Delfino) dedicato alla storia del museo, soprattutto dal punto di vista architettonico. Tra i cambiamenti in vista nello storico edificio del Villanueva ci sono la risistemazione della Galleria Jonica – dove saranno esposte 52 sculture classiche (romane, greche e persino egizie) che finora giacevano nei depositi – e il rinnovamento della Sala di Bosch, dove le straordinarie tavole del pittore fiammingo saranno collocate in maniera definitiva su moderni supporti che permettono di osservarne sia il recto che il verso. Anche le sale della collezione del XVIII secolo avranno un nuovo ordine “per diluire il criterio secondo scuole nazionali proprio del XIX secolo”, ha spiegato Falomir. “Non ha senso separare pittori spagnoli da italiani, tedeschi o francesi che lavorarono in Spagna nella medesima epoca”.

Museo del Prado - Intersezione edificio Villanueva e Chiostro de los Jeronimos
Museo del Prado – Intersezione edificio Villanueva e Chiostro de los Jeronimos

NUOVI RACCONTI D’ARTE E PITTURA

Anche sul piano delle mostre temporanee il Prado sceglie un nuovo registro narrativo, per approfondire temi poco frequenti come il femminismo nell’arte (già affrontato nelle mostre dedicate a Clara Peeters e a Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana) o l’arte ibero-americana. Invitate è il titolo dell’ambizioso progetto espositivo dedicato al ruolo della donna nel sistema spagnolo dell’arte, tra il XIX e XX secolo: 120 opere, la maggior parte provenienti dai fondi del museo, raccontano l’immagine femminile nell’universo artistico, anche in chiave politica e sociale. Tornaviaje, ovvero Viaggio di ritorno, è il titolo invece della grande mostra che in autunno esplorerà le relazioni artistiche più che intense, ma poco conosciute, fra Spagna e Nuovo Mondo. Tutta italiana e altrettanto poco nota è la ricostruzione della vicenda degli affreschi della Cappella Herrera di Annibale Carracci, provenienti dalla Chiesa di San Giacomo degli spagnoli a Roma, e ora sparsi tra il Prado e il Mnac di Barcellona. Emblematiche dell’impegno investigativo e dell’interesse trasversale del Prado sono la prima esposizione mai dedicata a Marinus van Reymerswale (enigmatico pittore fiammingo del XVI secolo) e la mostra delle illustrazioni di William Blake per la Divina Commedia. Per chi se la perdesse a Londra, fa tappa infine a Madrid anche la straordinaria mostra dedicata alle Passioni mitologiche, che riunisce per la prima volta le sei “poesie” dipinte da Tiziano per Filippo II e ispirate ad altrettanti episodi della mitologia classica, in collaborazione con la National Gallery di Londra e di Edimburgo. Ma la versione del Prado sarà arricchita di ulteriori meraviglie pittoriche.

EL GRECO, INVITATO D’ONORE

Tra le iniziative del bicentenario destinate a perdurare, la più stimolante è senz’altro la programmazione di opere invitate, in un dialogo serrato con i capolavori della collezione permanente. Mentre prosegue fino a dicembre l’esposizione dell’Ultima comunione di San Josè di Calasanz, forse la tela più monumentale di Goya, a partire dal 2020 nelle sale del museo alloggeranno anche varie opere del Greco: alcune provengono dall’Ospedale della Carità di Illescas (vicino a Toledo) mentre l’Assunzione della Vergine dall’Istituto d’arte di Chicago torna per la prima volta in Spagna. 

IL CONTRIBUTO DEL PRADO ALL’ANNO RAFFAELLO

“Il nostro umile contributo al cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio”, conclude Falomir, “consiste nel restauro della Trasfigurazione di Cristo”, un’eccellente copia dell’originale dei Musei Vaticani, su cartone di Raffaello, realizzata nell’atelier dell’artista urbinate dall’allievo Giovan Francesco Penni. Dopo la mostra del 2012, dedicata al giovane Raffaello, il Prado quest’anno darà un contributo importante agli eventi previsti alla Nacional Gallery e alle Scuderie del Quirinale. In trasferta a Roma e a Londra, infatti, andrà la Vergine della Rosa; la Visitazione (su disegno di Raffaello, ma esecuzione di Giulio Romano e Giovan Francesco Penni) viaggerà a Roma mentre la Madonna del pesce sarà esposta a Londra”.

– Federica Lonati

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.