Il Museo Cantonale di Lugano diventa Palazzo Reali. Con un nuovo allestimento

Dopo due anni di restauro riapre il Cantonale di Lugano, ribattezzato Palazzo Reali. L’esordio con un allestimento di grande qualità di opere della collezione

MASI Palazzo Reali Interno © MASI Lugano 2019 Foto Studio Pagi
MASI Palazzo Reali Interno © MASI Lugano 2019 Foto Studio Pagi

Nuovo aspetto e nuovo nome per il glorioso Museo Cantonale di Lugano, che ha recentemente riaperto al pubblico dopo due anni di restauro. Adesso, ribattezzato Palazzo Reali, diventa la seconda sede del Masi, aggiungendosi agli spazi espositivi del Lac. Il rifacimento ha lasciato ovviamente intatta la struttura esterna secentesca ed è stata rispettata anche la traccia del rinnovamento risalente agli anni Ottanta, quando il museo aprì. L’intervento attuale, opera dell’architetto Piero Conconi, ha razionalizzato gli spazi interni e soprattutto aperto le sale verso la strada, grazie a diverse finestre e “vetrine”. La sensazione di maggiore ampiezza e ariosità rispetto al passato è in effetti tangibile.

IL NUOVO ALLESTIMENTO DEL MUSEO CANTONALE DI LUGANO

Il primo allestimento è di grande qualità: sono esposti lavori della collezione ormai unitaria di Cantone e Città, dall’arte antica alla metà del Novecento. Al piano terra, il percorso si apre con un intervento site specific di Niele Toroni, lo Spartaco di Vincenzo Vela (finora collocato nel cortile del palazzo comunale), un dipinto del giovane Marco Scorti, unica sortita nel contemporaneo, e con una Deposizione in legno del Trecento-Quattrocento. Ai piani superiori si incontrano via via diverse sale tematiche. Dalla ritrattistica che presenta tra l’altro un volto femminile di Angelika Kauffmann al Simbolismo di Hodler e Previati, dal paesaggio di artisti quali Boccioni e Franzoni all’Espressionismo con dipinti di estrema, sorprendente modernità come quelli di Scherer e Neuhaus. Un focus è poi dedicato ad Hans Richter, uno alla fotografia sperimentale storica da Lux Feininger a Florence Henri, uno all’arte antica con tra l’altro un bellissimo Giampietrino. Sulle scale, è di nuovo visibile al meglio il murale di Felice Varini.  

– Stefano Castelli

Palazzo Reali
Lugano
via Canova 10
www.masilugano.ch

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).