Non chiamatela arte “antica”. Apre a Milano la nuova sede di Caiati Old Masters

Specializzata in arte antica e moderna, la galleria si trasferisce dopo 26 anni e inaugura la sua nuova sede nel cuore della città. Promuove iniziative per incrementare il suo legame con universitari e studiosi e lancia un curioso teaser della mostra d’apertura.

Jan van Calcar
Jan van Calcar

La galleria Caiati Old Masters, attiva dal 1993 in Via del Gesù a Milano, cambia sede dopo quasi trent’anni. E sceglie via Santa Marta, nel pieno centro storico della città, inaugurando con una mostra piuttosto particolare: in esposizione ci sarà una sola opera (ma di gran caratura). Ce ne ha parlato Mattia Caiati, che assieme al gallerista Roberto Caiati, suo padre, dirige oggi l’attività.

CAIATI OLD MASTERS: UNA SOLA OPERA IN MOSTRA

Oggetto della mostra sarà un disegno anatomico a matita rossa su carta, 317 x 193 mm, databile intorno al 1540 e realizzato da Jan Van Calcar, allievo di Tiziano. Si tratta di un bozzetto preparatorio ad un noto trattato medico del Rinascimento, il De Humani Corporis Fabrica di Andrea Vesalio, pubblicato a Basilea nel 1543 dall’editore da Johannes Oporinus. Dello scheletro raffigurato ne esistono solo tre esemplari al mondo, tanto da poter considerare l’opera un unicum artistico. “Quello che noi pensiamo è che nel momento in cui si hanno cose importanti bisogna dar loro il giusto valore”, spiega Mattia Caiati, raggiunto da Artribune. “Fare una mostra che abbia come focus una sola opera catalizza pienamente l’attenzione. L’oggetto è un disegno preparatorio, che a livello teorico vorrebbe significare di minor importanza rispetto a una pittura finita; parliamo però di uno dei tre disegni esistenti realizzati per il primo trattato di medicina moderna della storia. Abbiamo quindi deciso di non esporre altro”.

CAIATI OLD MASTERS: IL LEGAME TRA MERCATO E ACCADEMIA

Mentre anche nella nuova sede Caiati Old Masters continuerà ad occuparsi di arte antica e scultura (in particolare dal Cinquecento all’Ottocento), il gallerista ci racconta delle nuove iniziative rivolte agli accademici: “Vogliamo creare un rapporto con studenti e studiosi che sia diverso: faremo un’apertura speciale (lunedì e martedì prima dell’inaugurazione) solo per loro. Il dialogo tra mercato e accademici, già molto virtuoso all’estero, non lo è in Italia, ma lo deve diventare. Dobbiamo lavorare insieme: l’accademico serve per approfondire le opere di cui si è in possesso e alcune di queste potrebbero essere rivalutate e finire nei musei italiani, che è uno degli scopi del sistema artistico”. L’obiettivo è rivitalizzare l’arte antica e il modo di fruirla, facendo riscoprire anche al pubblico generico i suoi lati appassionanti e senza tempo. “Dicendolo senza peli sulla lingua, trovo fastidioso che attorno al moderno e a quello contemporaneo aleggi tutta quest’area di ‘cool’, mentre l’antico viene visto come qualcosa di noioso, severo, austero e lontano dagli spettatori. Vogliamo lavorare per una tendenza inversa: per dimostrarlo, abbiamo realizzato un teaser della mostra che è estremamente contemporaneo”. E noi vi invitiamo a guardarlo, in alto.

– Giulia Ronchi

 ANDREÆ VESALII – PHILOSOPHER
dal 14 al 29 novembre 2019
Caiati Old Masters
Via Santa Marta, 25
20123 Milano

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.