Giacomo Balla, precursore della Pop Art. A Roma

Palazzo Merulana, Roma ‒ fino al 17 giugno 2019. L’ultimo periodo figurativo della produzione di Giacomo Balla va in mostra nella rinnovata sede capitolina.

Giacomo Balla, Parlano, 1934. Guidonia, Fondazione Biagiotti Cigna
Giacomo Balla, Parlano, 1934. Guidonia, Fondazione Biagiotti Cigna

Da un annetto a questa parte, una giovane perla brilla nel panorama culturale e artistico della Capitale facendosi largo tra gli stanchi edifici umbertini. Parliamo di Palazzo Merulana all’Esquilino, sorto, dopo paziente e generoso restauro, dalle macerie di un vetusto Ufficio di Igiene, per ospitare la Fondazione dei mecenati Elena e Claudio Cerasi con la loro preziosa collezione permanente d’arte moderna (in prevalenza opere degli Anni Venti-Quaranta del Novecento romano). Trae spunto proprio da un quadro della collezione ‒ Primo Carnera di Giacomo Balla (Torino, 1871 ‒ Roma, 1958) – la mostra dedicata all’ultimo periodo ‒ figurativo ‒ del maestro torinese.
Il quale, in un articolo apparso sulla rivista Vetrina Futurista, nel ’27, dichiarava: “Per sentirsi futurista bisogna essere permeato di sensibilità intuitiva e passare furtivamente tra gli attimi impercettibili dell’evoluzione per scoprire le nuove vie che portano all’arte futurista…”.
In quest’ottica, la svolta figurativa, più che un abbandono del Futurismo, potrebbe considerarsi un’adesione ancor più radicale ai suoi principi fondativi. Lo chiediamo a Fabio Benzi, curatore della mostra: “È esattamente quello che sostengo nel catalogo: non è un “ritorno” alla figurazione, ma la sperimentazione di una nuova via del Futurismo. Ciò non toglie che, in seguito, quella stessa strada fu utilizzata da Balla per uscire dal movimento. Ma senza dimenticare il rapporto strettissimo con la modernità”.

Giacomo Balla, Primo Carnera, 1933. Roma, Fondazione Cerasi
Giacomo Balla, Primo Carnera, 1933. Roma, Fondazione Cerasi

GIACOMO BALLA E IL FUTURISMO

La mostra propone un confronto simpatetico fra i ritratti dell’ultimo Balla, le fotografie – spesso di taglio smaccatamente glamour – di Anton Giulio Bragaglia, di Elio Luxardo, di Arturo Ghergo e le immagini di alcune celebri riviste patinate dell’epoca. Lo storico dell’arte madrileno Gonzalo Zolle, collaboratore della Fondazione, che ci guida nella visita, ribadisce più volte la volontà di Balla – che intendeva il Futurismo come necessità di rinnovamento continuo ‒ di distaccarsi – negli Anni Trenta ‒ dagli ormai stanchi e insoddisfacenti stilemi marinettiani e di orientare il proprio “occhio fotografico” verso un’avanguardia estetica di massa che poteva essere perfettamente incarnata dal personaggio più popolare del momento, il pugile campione mondiale Primo Carnera: il suo ritratto, posto emblematicamente a incipit della mostra, è ripreso da una foto di Luxardo pubblicata sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport. Notiamo, in questa come in altre opere presenti, l’espediente tecnico della rete metallica applicata al fondo del dipinto, che produce un effetto di retinatura quasi a mimare una tipica tecnica tipografica e che – osserva acutamente Zolle ‒ rappresenta una premonizione dei gesti pittorici di Roy Lichtenstein negli Anni Sessanta.

Luigi Capano

Evento correlato
Nome eventoGiacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico
Vernissage20/03/2019 ore 18 su invito
Duratadal 20/03/2019 al 16/06/2019
AutoreGiacomo Balla
CuratoreFabio Benzi
Generearte moderna
Spazio espositivoPALAZZO MERULANA - FONDAZIONE ELENA E CLAUDIO CERASI
Indirizzovia Merulana 121 - Roma - Lazio
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Luigi Capano
Di professione ingegnere elettronico, si dedica da diversi anni all’organizzazione di eventi culturali sia presso Gallerie private che in spazi istituzionali. Suoi articoli d’arte sono apparsi su periodici informatici e cartacei: Rivista dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Expreso Latino, Arte e Fede, Umanesimo del Lavoro, Rivista di Studi Fiumani, Art a part of culture, Fourzine Magazine, Papale-Papale, Almaghrebiya.