Chiude a Parigi Bernheim-Jeune, storica galleria che ospitò le mostre di van Gogh e dei Futuristi

Fondata nel 1863 da Alexandre Bernheim, la galleria è stata tra le prime a promuovere gli artisti “avanguardisti”, dagli Impressionisti ai Futuristi

Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini a Parigi per l'inaugurazione della prima mostra del 1912 alla Galerie Bernheim Jeune
Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini a Parigi per l'inaugurazione della prima mostra del 1912 alla Galerie Bernheim Jeune

La notizia è stata data, con discrezione, attraverso un breve annuncio pubblicato sulla homepage del proprio sito web: dopo 150 anni di attività, la Galerie Bernheim-Jeune ha chiuso la propria attività a Parigi. La Bernheim-Jeune è passata alla storia per avere ospitato nel 1901 la prima retrospettiva di Vincent van Gogh, oltre alla prima mostra dei Futuristi a Parigi, nel 1912. Il motivo della chiusura? Stando a quanto riportato da Le Journal des Arts, il comitato consultivo della galleria avrebbe deciso di dedicarsi ad altri progetti, quindi le ragioni di questa scelta non sarebbero legate “allo stato del mercato”, come sottolineato da Guy-Patrice Dauberville, direttore della galleria fino all’aprile 2018, quando il comitato avrebbe deciso di cambiare gestione, per arrivare infine alla chiusura della Bernheim-Jeune.

Galerie Bernheim-Jeune, Parigi 1910. Fonte Wikimedia Commons
Galerie Bernheim-Jeune, Parigi 1910. Fonte Wikimedia Commons

LA GALLERIA PIONIERA DELLE AVANGUARDIE STORICHE

La prima sede della galleria fu inaugurata nel 1863 a Rue Laffitte da Alexandre Bernheim, per poi approdare, dopo una serie di trasferimenti, alla sede definitiva su Avenue Matignon. Fin dalla sua nascita, la galleria si è distinta per il carattere pionieristico e per la propensione a ricercare e lanciare gli artisti “avanguardisti”: lo stesso Bernheim fu amico di Delacroix, Corot e Courbet, e nel suo spazio promosse il lavoro dei realisti e, dal 1874, quello dei primi pittori Impressionisti. Nel 1901 Alexandre Bernheim, con i figli Josse e Gaston, organizzò la prima esposizione di dipinti di Vincent van Gogh a Parigi, con l’aiuto del critico d’arte Julien Leclercq. Dal 1906 la galleria ha iniziato a esporre le opere di Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Henri-Edmond Cross, Kees van Dongen, Henri Matisse, Le Douanier Rousseau, Raoul Dufy, Maurice de Vlaminck, Amedeo Modigliani, Maurice Utrillo e Georges Dufrénoy. Fino al 1925, il direttore della Bernheim-Jeune fu il critico d’arte Félix Fénéon, che ha tenuto, a un solo anno dalla sua scomparsa, una grande mostra di Paul Cézanne. La presenza di Fénéon è stata poi determinante nel far conoscere l’arte di Georges Seurat e Umberto Boccioni. È del 1912, invece, la prima mostra dei Futuristi a Parigi organizzata dalla Bernheim-Jeune: all’inaugurazione furono presenti Marinetti, Boccioni, Carrà, Severini e Russolo. I fratelli Josse e Gaston diventarono presto celebrità nel mondo dell’arte francese, tanto da spingere Pierre Bonnard a immortalarli in un dipinto oggi conservato al Musée d’Orsay.

Pierre Bonnard (1867-1947), The brothers Bernheim Jeune, oil on canvas, 166 x 155 cm, Musée d'Orsay, Paris. Fonte Wikimedia Commons
Pierre Bonnard (1867-1947), The brothers Bernheim Jeune, oil on canvas, 166 x 155 cm, Musée d’Orsay, Paris. Fonte Wikimedia Commons

DAL DOPOGUERRA A OGGI

La Seconda Guerra Mondiale e l’occupazione tedesca hanno portato alla chiusura della galleria e alla confisca dei beni della famiglia Bernheim. Per recuperare le opere, la galleria dovette lavorare per diversi decenni; è probabile che molti dipinti siano andati distrutti durante l’invasione nazista. Nel 2012, dopo la morte di Michel Dauberville, discendente dei Bernheim, suo cugino Guy-Patrice Dauberville, ha quindi iniziato a dirigere la galleria, fino a pochi mesi fa. Guy-Patrice Dauberville è esperto di pittura moderna, specializzato in Bonnard e Renoir: nonostante la chiusura della galleria, lo studioso, insieme alla figlia Floriane, continuerà le ricerche sui due artisti, per aggiornare i rispettivi cataloghi ragionati.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.