Tutti gli animali della storia dell’arte in mostra a Palazzo Martinengo a Brescia

Raffigurati in ambienti domestici, scene religiose, racconti mitologici o fantastici: gli animali sono al centro di questa raccolta di capolavori del passato, esposta a Brescia.

Francesco Ubertini detto Bachiacca, Leda e il cigno, olio su tavola, 57 x 78 cm. Bergamo, Accademia Carrara
Francesco Ubertini detto Bachiacca, Leda e il cigno, olio su tavola, 57 x 78 cm. Bergamo, Accademia Carrara

A Palazzo Martinengo di Brescia sono aperte le porte di quello zoo iconografico che è la mostra Gli Animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti, un viaggio attraverso le tele più interessanti della pittura tra il XVI e il XVIII secolo in Italia. Con un’attenzione particolare agli animali di ogni specie, raffigurati nelle situazioni più disparate: cani e gatti domestici, esotici elefanti e leoni, fino ad arrivare alle creature mitiche, come draghi e unicorni. La mostra, patrocinata dal WWF, conferisce la giusta attenzione al mondo animale e invita il pubblico ad assumere una “lettura ecologica” delle opere esposte, ricordando l’importanza della biodiversità. “Crediamo davvero che la natura che ha ispirato questi grandi autori possa ora – attraverso la potenza dell’espressione artistica – ispirare i visitatori grandi e piccoli della mostra, facendo crescere quell’amore per gli animali che ci serve, ora più che mai” ricorda Paola Brambilla, delegata WWF per la Lombardia. “Sta a noi fare la differenza ora, perché un orso bianco, un delfino, un elefante possano anche domani stupirci, e non essere solo immagini, sulla tela, di un tempo che fu”.

GLI ANIMALI NELL’ARTE

La mostra raccoglie 80 capolavori di tre secoli di pittura, in cui l’animale viene talvolta raffigurato individualmente, portando con sé una caratterizzazione psicologica, oppure raffigurato in compagnia del padrone in segno di riconoscenza, soprattutto negli ambienti nobili e aristocratici; un esempio eloquente è proprio l’immagine scelta come locandina della mostra, Ritratto di vecchio con carlino di Giacomo Ceruti, in cui si vede l’uomo stringere la zampa del suo cane, a dimostrare la reale amicizia tra i due. A questo ritratto fa eco Vecchio con gatto, dello stesso pittore, che mostra un popolano tenere dolcemente tra le sue mani un gatto bianco, delineato da tratti di stupefacente intensità psicologica. Nelle dieci sezioni in cui si divide la mostra, troviamo dipinti di firme illustri della storia della pittura, come Guercino, Bachiacca, Grechetto, Campi, Cavalier d’Arpino, Giordano e il già citato Ceruti. In occasione della mostra, saranno per la prima volta presentati in un’istituzione pubblica quattro lavori del Pitochetto, o altre tele inedite recuperate da collezioni private, come la curiosa Venere, amore e cagnolino vestito da bambina del veneziano Pietro Liberi e Ritratto di gentiluomo con Labrador di Lorenzo Lippi. Un cabinet de curiosité su tela in cui il gusto sarà proprio quello di perdersi nei dettagli inconsueti, nelle raffigurazioni buffe, nelle pennellate di tutti questi grandi autori del passato ispirati dalla natura, messi insieme dall’attenta ricerca del suo curatore, Davide Dotti. Il quale ricorda: “un rapporto, quello tra uomo e animali, che i più celebri artisti di tutti i tempi hanno eternato in dipinti di incantevole bellezza, e che questa mostra ha l’obiettivo di riscoprire e portare all’attenzione della società contemporanea”.

BERTOZZI E CASONI

In questa raffinata parade di dipinti moderni spuntano, inaspettate e trasversali a tutta la mostra, le opere di Bertozzi & Casoni, la coppia formata da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961), rinomati maestri della ceramica. Il tema è sempre l’animalier, e l’irriverenza sprigionata dalle loro sculture non può passare inosservata. Ad esempio, in Cuccia Brillo con setter inglese, dove le warholiane Brillo Box diventano la dimora di un cane, o in Macaco dell’arte, che raffigura una scimmia appesa alla parete con in mano una riproduzione de La Ragazza col turbante di Vermeer. Infine, Nulla è come appare, un macabro gioco di superfici e riflessi in cui vengono mostrati tre pappagalli colorati posati su teschi argentei, specchiandosi su superfici di acciaio lucidato, una riflessione sulle bugie di un’arte che inganna e sulla visione delle cose, mai univoca o aderente al reale.

-Giulia Ronchi

Gli Animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti
A cura di Davide Dotti
Dal 19 gennaio al 9 giugno 2019
Palazzo Martinengo Cesaresco
Via dei Musei, 30 25121 – Brescia
www.amicimartinengo.it
[email protected]
+39 327 3339846

Dati correlati
AutoriGiacomo Ceruti detto Pitocchetto, Guercino, Grechetto, Bertozzi&Casoni
CuratoreDavide Dotti
Spazio espositivoPALAZZO MARTINENGO
IndirizzoVia Dei Musei 30 - Brescia - Lombardia
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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.