L’Ente del turismo delle Fiandre vince la battaglia contro Facebook: Rubens non è pornografia

Un’ottima notizia per tutti gli appassionati d’arte del pianeta. Facebook ha dichiarato che rielaborerà il suo algoritmo per evitare la censura di opere d’arte che contengono nudi artistici. Grazie ad una protesta virale dell’Ente del turismo delle Fiandre…

Davide batte Golia. Dopo aver pubblicamente denunciato la rigida policy del social network in materia di arte e nudo artistico, VISITFLANDERS, l’Ente del turismo delle Fiandre, ha ottenuto da Facebook una revisione della politica sulla pubblicità. Una battaglia durata alcuni mesi, scaturita dalla protesta per la censura, sulla pagina dell’Ufficio del Turismo, di alcune opere d’arte, che sembra aver avuto il suo momento risolutivo in un incontro, avvenuto all’interno della Casa-Museo Rubenshuis ad Anversa, tra Facebook e VISITFLANDERS. Il colosso americano si è detto pronto a rielaborare l’attuale algoritmo per evitare che si ripetano situazioni del genere. Ma come si è arrivato a tutto questo?

IL RUBENS OSCURATO E LA PROTESTA VIRALE

Un caso scoppiato mesi fa, come vi abbia raccontato in questo articolo, quando Facebook ha oscurato alcune opere di Pieter Paul Rubens,(Siegen, 1577 – Anversa, 1640), tra cui il Trittico della Deposizione dalla Croce, postate sulla pagina dell’Ufficio del Turismo fiammingo, a causa della nudità di alcuni personaggi rappresentati. VISITFLANDERS ha denunciato la censura realizzando un video di protesta, in chiave ironica, diventato virale in pochissimo tempo. Nel breve video si vede la polizia fiamminga che invita i visitatori della Rubenshuis di Anversa, la casa-museo del pittore, ad abbandonare in tutta fretta le sale e a non guardare le opere considerate “incriminate”. L’ente del turismo sostiene che l’algoritmo del social network, oscurando le immagini di opere d’arte che contengono nudi, impedisce di fatto la diffusione della conoscenza dei maestri fiamminghi e causa un danno notevole in termini di promozione turistica.

Marina Abramović & Ulay, Imponderabilia, Marina and Ulay, 1975. Installation view at Palazzo Strozzi, Firenze 2018
Marina Abramović & Ulay, Imponderabilia, Marina and Ulay, 1975. Installation view at Palazzo Strozzi, Firenze 2018

LA CENSURA IN AGGUATO: IL CASO ABRAMOVIĆ.

Ma la censura è sempre in agguato: lo dimostrano le miriadi di selfie pubblicati in occasione della mostra dedicata da Palazzo Strozzi a Marina Abramović. Il più fotografato è stato senz’altro il reenactment della famosa performance Imponderabilia che nel 1977 vedeva Marina e Ulaystanding, l’uno di fronte all’altra, appoggiati – nudi e dirimpetto – agli stipiti della porta. Il visitatore per entrare doveva inevitabilmente passare in mezzo ad essi, in un insieme di interazione, sospiri, imbarazzi e malizie, senza però scalfire l’imperturbabilità delle due “cariatidi umane”. Dopo 41 anni l’azione mantiene la propria freschezza e l’alto grado di interattività; la mostra fiorentina è un buon documento dei tempi che cambiano: le reazioni e il rapporto con il nudo sono molto diversi ed hanno a che vedere col gioco. Peccato che anche in questo caso l’algoritmo di FB non ci sia stato e abbia oscurato e raffreddato anche gli animi e gli operatori del settore più entusiasti.

UN PASSAGGIO STORICO

Non è decisamente un buon momento per il social network più diffuso del pianeta tra crollo del titolo sul mercato azionario americano, episodi di razzismo, fake news, problemi nella gestione della privacy e continue falle su cosa sia censurabile e cosa no. Facebook ovviamente è corso ai ripari, anche perché il flusso in termini di introiti economici derivanti dalla pubblicità è davvero notevole. Durante l’incontro il social network ha dichiarato di voler rielaborare l’attuale algoritmo in modo che gli utenti siano autorizzati a visualizzare le inserzioni che contengono nudi artistici. Facebook ha, inoltre, dichiarato la propria volontà di voler semplificare, a breve, la procedura di contestazione di contenuti con nudi artistici se bloccati dal social network. Insomma, dopo l’ironica protesta di VISITFLANDERS di due mesi fa, siamo passati da “contenuto inappropriato” a “contenuto approvato”. Davvero una vittoria importante, considerato che le opere di Rubens, il più importante pittore fiammingo, noto in tutto il mondo per i suoi nudi, era continuamente censurate sui social. Grande felicità per il risultato raggiunto da parte del CEO di VISITFLANDERS, Peter De Wilde “Questo incontro segna una svolta per il mondo dell’arte mondiale”, sottolinea nella nota stampa emessa subito dopo l’incontro, “Facebook ha risposto rapidamente alla nostra protesta in chiave ironica. Abbiamo chiesto un incontro per trovare una soluzione e questo è il risultato. Oggi è un grande giorno per gli appassionati d’arte di tutto il mondo“.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.