Le immagini della bellissima mostra a Barcellona che racconta Gala, la musa di Dalì

Conoscere Gala per riscoprire Dalí. A Barcellona per la prima volta una mostra illumina il personaggio della musa inspiratrice del maestro del Surrealismo

Salvador Dalí. Retrat de Gala portant dues costelles en equilibri sobre la seva espatlla, c. 1934. Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres. © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, VEGAP, Barcelona, 2018.
Salvador Dalí. Retrat de Gala portant dues costelles en equilibri sobre la seva espatlla, c. 1934. Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres. © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, VEGAP, Barcelona, 2018.

In epoca di parità di ruoli sociali, ci sembra giusto che anche la critica si occupi della rivalutazione di figure femminili rimaste nell’ombra della storia dell’arte. La straordinaria fortuna di Salvador Dalí, con le sue stravaganti creazioni di matrice surrealista, è dovuta senz’altro anche alla presenza costante al suo fianco, per oltre cinquant’anni, di una donna determinata e intellettualmente potente. La mostra Gala Dalì. Una stanza propria a Púbol, inaugurata al Museo Nazionale d’arte di Catalogna a Barcellona e realizzata in collaborazione con la Fondazione Gala Dali di Figueres, è la prima grande esposizione internazionale che si occupa del ruolo attivo, da coautrice, di Gala nella vicenda artistica del suo compagno. Curata da Estrella de Diego – docente dell’Università Complutense di Madrid e autrice del volume Gala Querida (2003) – l’esposizione presenta infatti Gala non tanto come musa ispiratrice, ma come artista che lavora al fianco del suo compagno, oltre che figura chiave delle avanguardie del XX secolo.

Salvador Dalí. Gala Placídia. Galatea de les esferes, 1952. Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres. © Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, VEGAP, Barcelona, 2018.
Salvador Dalí. Gala Placídia. Galatea de les esferes, 1952. Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres.
© Salvador Dalí, Fundació Gala-Salvador Dalí, VEGAP, Barcelona, 2018.

UNA RAFFINATA DANDY IN PENOMBRA

Amata dal poeta Paul Éluard e dal pittore Max Ernst, odiata invece dallo scrittore André Breton e dal cineasta Luís Buñuel, Gala (al secolo Helena Dmitrievna Diakonova, nata in Russia nel 1894) visse al fianco di Dalí dal 1929, anno del loro folgorante incontro a Cadaqués, fino alla morte, nel 1982, sette anni prima della scomparsa del celebre catalano. Fu molto di più che una bella donna: era colta e ambiziosa, scriveva, leggeva, si dilettava a dipingere e disegnava i suoi stessi abiti, oltre ad essere famosa per la sua biblioteca: visse all’ombra di Dalí, ma con la chiara consapevolezza dell’immagine che voleva proiettare di sé. La mostra di Barcellona svela al grande pubblico una Gala che si traveste da musa, mentre costruisce il proprio singolare percorso, decidendo come rappresentarsi  attraverso l’arte di Dalí, per convertirsi in un personaggio chiave nella vita del pittore. Non a caso, negli ultimi anni le opere di Dalí portano la firma Gala Salvador Dalí, una sorta di terzo personaggio, di marchio di coppia che sancisce l’unione definitiva anche nell’ambito artistico.

L’UNIVERSO SURREALISTA INTORNO A GALA

Più di trecento pezzi, olii, disegni, fotografie, scritti (tra i quali i fogli manoscritti del suo progetto autobiografico), ma anche lettere, cartoline, abiti e piccoli oggetti kitsch tratti dal suo guardaroba personale, raccontano la storia intima di una figura femminile che visse in maniera letteraria, con un ruolo solo apparentemente secondario di consigliera. E’ l’intero universo surrealista che ruota in realtà intorno a Gala: la dipinsero Max Ernst e Salvador Dali, la fotografarono Man Ray e Cecil Beaton. Il successo di Gala, fu in realtà la meticolosa costruzione della propria immagine di artista come opera d’arte. Con prestiti provenienti soprattutto dalla Fondazione Gala-Dalí di Figueres, ma anche dal Museo Dalí di San Pietroburgo, da istituzioni pubbliche e private di tutto il mondo (tra le quali il Mart di Trento e Rovereto), la mostra di Barcellona è costruita come un percorso biografico a ritroso: parte proprio dal castello di Púbol, regalo d’amor cortese di Dalí nel 1971,  che più che un buen retiro, fu una sofistica creazione surrealista opera della stessa Gala, dove peraltro è sepolta. Tra gli oltre 60 olii di Dalí in mostra, ritorna a Barcellona dopo oltre cinquant’anni la piccola Madonna di Portlligat (versione del 1948).

– Federica Lonati

Barcellona // fino al 14 ottobre 2018
Gala-Dalí. Una stanza propria a Púbol
Museo d’arte nazionale di Catalogna, fino al 14 ottobre
www.mnac.es

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AutoreSalvador Dalì
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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.