Modern Couples: una grande mostra racconta le coppie dell’arte nel Novecento

Realizzata dal Centre Pompidou-Metz in collaborazione con il Barbican di Londra, la mostra “Modern Couples” indaga il tema del sodalizio personale e insieme creativo attraverso le vicende di tanti nomi storici. Da Pablo Picasso e Dora Maar a Virginia Woolf e Vita Sackville-West, passando per partnership meno note come quella tra Marcel Duchamp e Maria Martins.

Sophie Taeuber Arp and Hans Arp Stiftung Arp EV, Berlin
Sophie Taeuber Arp and Hans Arp Stiftung Arp EV, Berlin

Rapporti personali e ricerca artistica, vita privata e pubblica, creatività e passione. Una mostra appena aperta al Centre Pompidou di Metz racconta le coppie mitiche della storia dell’arte moderna, indagando, come spiega il sottotitolo, i rapporti tra “arte, intimità e avanguardia”. Modern Couples, che resterà aperta fino al 20 agosto per poi migrare a Londra nelle sale del Barbican Centre, dispiega la storia di ben 40 coppie celebri tramite una selezione di opere, fotografie e documenti, mentre in catalogo il numero sale a oltre 200. Pablo Picasso e Dora Maar, Virginia Woolf Vita Sackville-West, Robert e Sonia Delaunay, Georgia O’Keeffe e Alfred Stieglitz, Man Ray e Lee Miller, Charles e Ray Eames: sono solo alcuni dei nomi presenti in mostra, in un percorso che include arti visive, architettura, design, cinema e letteratura, concentrandosi sulla prima metà del Novecento e avvalendosi dei prestiti di tante istituzioni museali prestigiose, come il Centre Pompidou e il Musée national d’art moderne di Parigi, oltre che di numerosi collezionisti privati.

RACCONTARE LA MODERNITÀ

Photographer unknown A. Rodchenko and V. Stepanova descending from the airplane. (for the film The General Line by Sergei Eisenstein), 1926 Courtesy Rodchenko and Stepanova Archives, Moscow
Photographer unknown A. Rodchenko and V. Stepanova descending from the airplane. (for the film The General Line by Sergei Eisenstein), 1926 Courtesy Rodchenko and Stepanova Archives, Moscow

Curato da Emma Lavigne, Jane Alison, Elia Biezunski e Cloé Pitiot, questo progetto si pone come obiettivo l’indagine sui meccanismi della “partnership artistica”: la componente personale e quella professionale si intrecciano, si sovrappongono, si rafforzano o sono l’una d’intralcio all’altra? Naturalmente, i casi più interessanti sono quelli in cui il processo creativo sembra assorbire linfa dalla potenza del rapporto empatico e intimo di due anime in profonda connessione. Il tema della coppia, poi, diventa per la mostra un filo conduttore importante per raccontare un’intera epoca, il momento in cui nasce e si sviluppa l’idea stessa di modernità dal punto di vista artistico, tecnologico e sociale. “Mi sembra molto interessante il fatto che in questo momento storico, quando l’idea di genere e lo status delle donne cominciava a essere messo in discussione, la coppia diventi di colpo una specie di unità creativa che permise ad alcune donne di reinventare la propria identità”, commenta Emma Lavigne. La curatrice francese, già responsabile del progetto [email protected], che nel 2009 aveva riallestito la collezione del Centre Pompidou di Parigi costruendo un percorso tutto al femminile, spera che anche questa nuova mostra sia in grado di gettare nuova luce su alcune donne artiste precedentemente messe in ombra dal proprio partner.

LA POROSITÀ DELL’IMMAGINAZIONE

John Kasnetsis Dorothea Tanning and Max Ernst with his sculpture, Capricorn, 1947 © John Kasnetsis.jpg
John Kasnetsis Dorothea Tanning and Max Ernst with his sculpture, Capricorn, 1947 © John Kasnetsis.jpg

Particolarmente interessanti le vicende dei dadaisti Hannah Höch e Raoul Hausmann a Berlino, di Hugo Ball e Emmy Hennings, entrambi fondatori del Cabaret Voltaire a Zurigo, e di Sophie Taeuber-Arp e Hans Arp, autori di alcuni incredibili progetti a quattro mani. C’è poi la vicenda meno nota che lega la scultrice brasiliana surrealista Maria Martins e il genio del dada Marcel Duchamp: un rapporto segreto che influenzò moltissimo l’immaginario erotico dell’artista francese. O ancora, il ruolo sottovalutato di Benedetta Cappa, moglie di Filippo Tommaso Marinetti e fondatrice del Tattilismo. L’obiettivo”, continua Lavigne, “non è quello di riunire il Signore e la Signora, quanto quello di svelare il meccanismo di porosità dell’immaginazione che si attiva in alcuni di questi scambi artistici”.

– Valentina Tanni

Modern Couples, Centre Pompidou-Metz, Metz, 28 April-20 August 2018
Barbican, London, 10 October 2018-27 January 2019