Si cela un polmone nella Nascita di Venere di Botticelli? I simboli cifrati da un medico italiano

Recenti studi pubblicati da un chirurgo plastico italiano dimostrerebbero la presenza, tra le immagini e le figure del dipinto, di un polmone umano, allegoria neoplatonica del divino e riferimento a un fatto accaduto a Botticelli durante la sua vita

La Venere di Botticelli
La Venere di Botticelli

Iconografie occulte, messaggi criptati, anatomia e pittura: sono gli elementi che negli ultimi tempi sempre più spesso contraddistinguono le notizie sulle scoperte fatte sui capolavori della storia dell’arte del passato, con ricerche condotte da scienziati e medici che integrano e allargano gli orizzonti degli studi effettuati dagli “addetti ai lavori” del settore come storici, critici ed estetologi. Se pochi giorni fa vi abbiamo raccontato della presunta autocaricatura che Michelangelo Buonarroti avrebbe realizzato all’interno di un ritratto dedicato alla nobildonna Vittoria Colonna – teoria, questa, formulata dal professore Deivis de Campos dell’Università federale di Scienze della salute di Porto Alegre in Brasile –, adesso è la volta di una nuova ricerca condotta su un altro capolavoro del Rinascimento da parte di un chirurgo plastico italiano: secondo Davide Lazzeri – è questo il nome dello studioso –, tra le immagini e le figure che compongono la Nascita di Venere di Sandro Botticelli si celerebbe il disegno dettagliato di un polmone.

LA SCOPERTA

Davide Lazzeri, chirurgo plastico della Clinica Villa Salaria di Roma da tempo impegnato nello studio della medicina nell’arte, ha recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Acta Biomedica i risultati delle ricerche condotte sulla Nascita di Venere, capolavoro che Sandro Botticelli realizzò tra il 1482 e il 1485 per la villa medicea di Castello e oggi custodito – insieme alla Primavera, suo probabile pendant iconologico e stilistico – alle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Stando agli studi effettuati da Lazzeri, il mantello tenuto tra le mani della dea Flora, protesa nell’atto di coprire la Venere prossima allo sbarco sull’isola di Cipro, celerebbe un polmone umano: la sagoma, i dettagli anatomici e persino i colori sembrerebbero “citare” fedelmente la configurazione e la forma dell’organo. Il polmone sarebbe un richiamo al Neoplatonismo, corrente filosofica che in quegli anni circolava alla corte dei Medici, e nel contesto del dipinto rappresenterebbe la celebrazione allegorica del ciclo della vita generato dal respiro divino. “Si tratta di un’interpretazione personale e speculativa”, ha dichiarato all’Ansa Davide Lazzeri, “ma è perfettamente in linea con quanto già indicato da uno studio precedente su un altro capolavoro di Botticelli, ‘La primavera’, dove i ricercatori Blech e Doliner avevano individuato la sagoma di due polmoni disegnata dalla vegetazione dietro la figura centrale di Venere”.

MEDICINA E SIMBOLOGIA

Nella Nascita di Venere, Botticelli avrebbe disegnato solo il polmone destro: il colore rosa scuro del mantello richiama quello del parenchima polmonare, mentre l’anomalo drappeggio, generato dal vento appena sopra il braccio sinistro di Flora, ricorda l’infossatura (chiamata “ilo polmonare”) da cui passano bronchi, vasi sanguigni e nervi. “È possibile che ci sia un’ulteriore simbologia legata al polmone”, aggiunge Lazzeri. “L’organo potrebbe infatti ricordare anche la morte per tubercolosi della giovane musa di Botticelli, la nobildonna fiorentina Simonetta Cattaneo Vespucci, che aveva ispirato il volto della stessa Venere”.

Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.