Piero Manzoni in vendita. A dicembre a Copenaghen sarà battuto all’asta un rarissimo Achrome

Andrà all’asta il prossimo dicembre a Copenaghen un’opera che Piero Manzoni realizzò durante un suo soggiorno in Danimarca tra il 1960 e il 1961. Il quadro, appartenente alla serie Achrome, testimonia i rapporti che l’artista ebbe con l’ambiente creativo danese ed è quotato tra i 200 e i 270mila euro.

Piero Manzoni
Piero Manzoni

È senza dubbio uno degli artisti più anticonformisti e brillanti a cui l’Italia abbia dato i natali, le sue opere hanno ispirato i colleghi delle generazioni successive e il suo personaggio è passato alla storia anche per via della prematura scomparsa, avvenuta quando aveva solo 29 anni. Stiamo parlando di Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano, 1963), uno dei principali protagonisti del panorama artistico italiano tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, legato ad amici e colleghi del calibro di Lucio Fontana, Yves Klein, Vincenzo Agnetti ed Enrico Castellani. Con quest’ultimo, nel 1959 a Milano fondò la rivista Azimuth, per poi dare vita alla quasi omonima Galleria Azimut, centro nevralgico della creatività milanese per tutto il 1960. Manzoni fu uno dei più originali artisti dell’Avanguardia europea degli anni Cinquanta, riuscendo a convogliare nelle sue opere le influenze del New Dada americano e del Nouveau Réalisme francese, anticipando inoltre riflessioni che avrebbero portato alla nascita del Concettualismo. Tra le opere, sicuramente le più celebri a livello internazionale sono Merda d’artista (1961), e la serie Achrome (1957-1963), quadri imbiancanti con il caolino, fatti di stoffa, pietre e altri materiali comuni. E proprio un raro Achrome realizzato dall’artista nel 1961 sarà battuto all’asta a Copenaghen il prossimo 5 dicembre.

Piero Manzoni, "Achrome", 1961. Doppia firma e data sul retro "Piero Manzoni '61". Fibra naturale montata su una tavola di legno rivestita in tessuto. Dimensioni: 27 x 22 cm. Quotazione: (€ 200.000-270.000). Courtesy: Bruun Rasmussen Auctioneers.
Piero Manzoni, “Achrome”, 1961. Doppia firma e data sul retro “Piero Manzoni ’61”. Fibra naturale montata su una tavola di legno rivestita in tessuto. Dimensioni: 27 x 22 cm. Quotazione: (€ 200.000-270.000). Courtesy: Bruun Rasmussen Auctioneers.

PIERO MANZONI IN DANIMARCA E GLI APPUNTAMENTI DELL’ASTA

L’opera fu realizzata da Manzoni durante uno dei suoi viaggi in Danimarca, compiuti tra il 1960 e il 1961, anni in cui l’artista italiano godette di un grande successo presso il pubblico e la critica danesi anche grazie alle mostre che gli vennero dedicate dalla Galerie Kopcke di Copenaghen. In queste occasioni Manzoni espose i suoi Corpi d’aria, palloncini gonfiati con il suo stesso fiato, e le Uova scultura, uova bollite con l’impronta digitale dell’artista sull’albume sodo. Inoltre, presso la piccola città di Herning, nella fabbrica di camicie del mecenate Aage Damgaard, Manzoni realizzò la Linea lunga 7.200 metri e una serie di Achrome “pelosi”, da lui così definiti perché realizzati fissando sul supporto di legno fibre naturali e sintetiche. Ed è proprio uno di questi Achrome che a dicembre andrà all’asta alla Bruun Rasmussen di Copenaghen, dopo le esposizioni a Parigi presso la Galleria 12 Druot (dal 21 settembre), a Londra alla Shapero Modern (dal 5 all’8 novembre) e a Copenaghen alla Rasmussen (27 novembre).

Piero Manzoni, Merda d'artista n. 69
Piero Manzoni, Merda d’artista n. 69

LE MOSTRE, IL SOGGIORNO E IL MECENATE DANESE DI MANZONI

“Dietro il pezzo di Piero Manzoni che andrà all’asta c’è una storia molto ben documentata”, racconta Niels Raben, direttore del Dipartimento di arte moderna della Bruun Rasmussen. “La particolare collaborazione con Damgaard è stata di grande importanza per il suo lavoro, ha permesso all’artista di esprimersi in totale autonomia, plasmando spontaneamente il suo talento”. Dopo il successo ottenuto con la sua prima mostra alla Galerie Kopcke, Manzoni fu ingaggiato a Herning nella fabbrica di Damgaard, dove creò la Linea lunga 7.200 metri e in generale sperimentando l’uso di tutti i materiali che la fabbrica tessile poteva mettere a sua disposizione. Dopo una seconda mostra a Copenaghen, dove presentò Merda d’artista, Manzoni tornò di nuovo nella fabbrica di Damgaard dove realizzò una serie di Achrome, tra i quali anche quello che verrà battuto all’asta. L’opera è appartenuta a un assistente della galleria di Copenaghen; nel 1989 era stata mostrata a Freddy Battino, art director della Galleria Blu di Milano, che lo ha inserito nel catalogo generale delle opere dell’artista. Alla Rasmussen l’Achrome andrà all’asta con una quotazione che oscilla tra i 200 e i 270mila euro.

– Desirée Maida

https://bruun-rasmussen.dk/m/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.