Ardengo Soffici, la pittura, l’avanguardia. A Firenze

Gallerie degli Uffizi, Firenze – fino all’8 gennaio 2017. La Galleria delle Statue e delle Pitture ospita un’intensa e preziosa mostra dedicata alla personalità di Ardengo Soffici. Che era pittore, scrittore, polemista e critico d’arte.

Ardengo Soffici, Autoritratto, 1949 - Firenze, Gallerie degli Uffizi
Ardengo Soffici, Autoritratto, 1949 - Firenze, Gallerie degli Uffizi

Una figura senz’altro eclettica, completa e particolarmente complessa quella di Ardengo Soffici (Rignano sull’Arno, 1879 – Forte dei Marmi, 1964), un innovatore nelle opere e nelle azioni, un rottamatore ante litteram, capace di voltare le spalle a tutta la tradizione ottocentesca, accademismo incluso, per aprirsi alle nuove sperimentazioni internazionali delle prime decadi del Novecento.
La mostra nasce dalla donazione da parte degli eredi di un autoritratto a olio su tela cartonata datato 1949, dove lo sguardo dell’artista settantenne è focalizzato a fissare il suo doppio restituito nell’immagine riflessa dallo specchio, che lascia trasparire una condizione psicologica in ripresa da un conflitto non combattuto ma pesantemente vissuto.

Giovanni Segantini, L’angelo della vita, 1894-95 - Budapest, Szépművészeti Múzeum
Giovanni Segantini, L’angelo della vita, 1894-95 – Budapest, Szépművészeti Múzeum

LA SCOPERTA DELLA PITTURA
Il percorso espositivo prende origine dalla rievocazione della Festa dell’Arte e dei Fiori (1896-97) – evento fiorentino che presentava un consuntivo di cinquant’anni di arte italiana ed europea – determinante per il giovane Soffici, che allora scoprì l’opera di Segantini, per poi approdare, appena ventenne, a Parigi, gravitando attorno alle riviste satiriche come Le Tutu e Le Frou-Frou e guardando a Puvis de Chavannes e Maurice Denis.
Le opere qui si alternano alla scrittura e nascono saggi importanti – quello su Cézanne del 1908 ne è un esempio – fino a toccare momenti fondamentali per Soffici, come l’organizzazione nel 1910 della Prima esposizione italiana dell’impressionismo francese in via Ricasoli a Firenze, con un’antologia di diciassette opere firmate da Medardo Rosso.
Sono degli stessi anni i continui viaggi parigini, i saggi su Picasso e Braque ma anche le stroncature rivolte ad artisti o intellettuali fino alle Biennali veneziane del 1909-10 definite da Soffici “Il cimitero dell’arte e dello spirito italiano”.

Medardo Rosso, Ecce puer, 1908 - Venezia, Galleria d'arte moderna di Ca' Pesaro
Medardo Rosso, Ecce puer, 1908 – Venezia, Galleria d’arte moderna di Ca’ Pesaro

UNA PERSONALITÀ CAMALEONTICA
La mostra perciò diviene un continuo gioco di tensioni tra testi, vignette e pitture ma anche l’occasione di vedere per la prima volta la ricostruzione della Stanza dei manichini realizzata nel 1914 per la casa di Bulciano dell’amico Papini, restituendo allo spettatore l’identikit di un Soffici camaleontico, capace di muoversi tra i Nabis e il doganiere Rousseau fino a Cézanne e alle esperienze futuriste in un percorso sempre nuovo e mai scontato il cui apice coincide con Scoperte e Massacri, la raccolta di scritti scelti sull’arte dal 1909 al 1919, uno spartiacque epocale tra le avanguardie europee e l’agognato “ritorno all’ordine”.

Gino Pisapia

Firenze // fino all’8 gennaio 2017
Ardengo Soffici – Scoperte e massacri
a cura di Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni
Catalogo Giunti
GALLERIE DEGLI UFFIZI
Piazzale Degli Uffizi 1
055 2388651

www.uffizi.beniculturali.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56307/ardengo-soffici-scoperte-e-massacri/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.