Ecco come sarà il nuovo Museo Sironi di Roma nell’edificio progettato da Marcello Piacentini (vicino a Castel Sant’Angelo)

Sarà la Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra di Roma, in piazza Adriana, ad accogliere il museo dedicato al percorso artistico di Mario Sironi, progetto voluto dal Ministro Giuli e realizzato in collaborazione con l’Archivio Mario Sironi. Gli spazi, i temi, le anticipazioni

Poco meno di un mese fa, il Ministero della Cultura annunciava un investimento superiore ai 2,6 milioni di euro con l’obiettivo di rafforzare la presenza dell’arte del Novecento nelle collezioni pubbliche. Oltre agli arredi di Casa Balla (l’abitazione romana di Giacomo Balla che lo Stato aveva già acquistato nel 2025), lo stanziamento si indirizzava sull’acquisizione di trenta opere di Mario Sironi dall’Archivio Mario Sironi di Roma. Dipinti, lavori su carta, studi, disegni e bozzetti destinati a formare il primo nucleo permanente di proprietà statale del futuro Museo Mario Sironi – Centro Studi Sironiani, accanto a ulteriori 90 opere concesse in comodato gratuito dallo stesso Archivio.

Alle origini del Museo Sironi

L’avvio dell’iter per la realizzazione di uno spazio museale permanente dedicato a Mario Sironi (Sassari, 1885 – Milano, 1961) si deve all’iniziativa del ministro Alessandro Giuli, su impulso dell’Archivio Mario Sironi (di Romana e Giorgio Enea Sironi). Quando a gennaio 2026 iniziò a circolare ufficialmente la notizia, dopo una lunga fase di gestazione, si parlò di un impegno diretto della Fondazione della Quadriennale di Roma come capofila del progetto. Oggi di quell’accordo non resta più traccia: il nascente Museo Sironi sarà infatti amministrato dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, entrando a far parte di una rete museale sempre più estesa e comprensiva di diversi luoghi caratterizzati da natura monografica, oltre che legati alla storia del Novecento, dalla Casa Museo Mario Praz alla prima abitazione di Pasolini a Rebibbia, a Villa Zeri a Mentana (recentemente acquisita dallo Stato).

La Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra di Piacentini diventa sede museale

E del resto, anche la contiguità tra il Museo Sironi e Castel Sant’Angelo potrà favorire l’integrazione del nuovo istituto culturale nel sistema diretto da Luca Mercuri (peraltro fresco di nomina a capo della Direzione Generale Musei). La sede designata per accogliere il percorso dedicato all’intera carriera dell’artista sardo è infatti la Casa Madre dei Mutilati e Invalidi di Guerra, in piazza Adriana (sul lungotevere, tra Castel Sant’Angelo e il Palazzo di Giustizia): all’interno dell’edificio, progettato da Marcello Piacentini in due fasi tra il 1928 e il 1936, lavorò anche Sironi, realizzando nel Sacrario due affreschi – censurati nell’immediato Dopoguerra e riscoperti solo nel 1988 – in una fase della sua carriera particolarmente concentrata sull’arte muraria come massima espressione di un linguaggio pubblico e collettivo. Così facendo “si valorizza un edificio storico, si costruisce una collezione pubblica, si apre un nuovo museo”, sottolinea Mercuri nell’enfatizzare il valore del progetto.

Il progetto per il Museo Sironi nell’edificio di Piacentini

Il Museo, dotato di un proprio comitato scientifico, occuperà una porzione dell’edificio – facilmente individuabile per le sembianze da fortezza rinascimentale, rivestita in travertino e tufo, che Piacentini volle conferirgli – articolandosi su due piani dal lato accessibile da Piazza Adriana, nella parte del complesso che Piacentini realizzò tra il 1935 e il 1936. Qui, sotto la supervisione della Soprintendenza di Roma, si sta lavorando per la ristrutturazione, il restauro e la musealizzazione degli spazi, per la prima volta aperti al pubblico nel contesto di una valorizzazione storica del contenitore, oltre che del contenuto che si vuole veicolare. A dirigere il progetto è Margherita Guccione, impegnata sul campo con gli architetti Luca Ribichini e Monica Testi: “Attraverso il portale si accederà, sulla sinistra, al Museo Sironi, pensato nei locali usati un tempo come farmacia per i mutilati, dotati di un carattere monumentale che il restauro sta svelando. L’idea che ci guida è il ripristino filologico di tutto ciò che è rimasto, dai pavimenti agli intonaci, alle lampade progettate da Piacentini”, spiega Guccione “L’unica aggiunta, reversibile, è la controparete che, correndo lungo tutti gli ambienti, diventerà superficie espositiva, accogliendo al tempo stesso gli impianti”.

Il percorso espositivo del Museo Sironi

Dunque, dopo un atrio di accoglienza, il percorso si concentrerà sulla carriera di Sironi nelle prime tre sale, con una progressione cronologica attraverso i lavori in arrivo dall’Archivio Sironi. Poi, una grande sala absidata svelerà i cartoni preparatori delle opere parietali realizzate negli Anni Trenta, raccogliendo anche i bozzetti di studio. A seguire, la galleria 5 sarà destinata a esposizioni temporanee per approfondire aspetti meno noti della vicenda artistica di Sironi: l’illustrazione, la satira, la scenografia, il rapporto con l’architettura. Al piano superiore si visiterà il Sacrario con gli affreschi riabilitati. Accanto, fronteggiato dalla Cappella che sarà parte del percorso, nascerà il Centro Studi Sironiani, con l’Archivio (in fase di digitalizzazione) e una biblioteca specializzata.

Il Museo sarà inoltre fulcro di un ideale percorso diffuso alla scoperta delle diverse sedi romane (e non) che conservano opere dell’artista, dall’università La Sapienza (con il gigantesco affresco recentemente restaurato) al Palazzo Piacentini, al Palazzo dei Giornali di Milano. Apparati multimediali e un’app in fase di sviluppo consentiranno di navigare nell’opera e nei luoghi di Sironi.

Gli obiettivi del Museo Sironi

L’ambizione del museo – che potrà contare sul logo ideato da Leonardo Sonnoli, e sulla realizzazione di un documentario per la regia di Mario Bartoli – è dunque quella di raccontare l’intera vicenda artistica di Sironi per ricostruire, attraverso il suo lavoro, il clima del Novecento italiano: “La nascita del Museo Mario Sironi è il punto qualificante del mio mandato, il progetto di cui vado più orgoglioso”, spiega Giuli alla platea riunita in Sala Spadolini per la presentazione del progetto, dilungandosi poi in un’arringa “riabilitatoria” della figura di Sironi, che rischia di tradursi in una goffa excusatio non petita (visto l’indubbio valore scientifico del progetto). “Ciò che presentiamo oggi nasce da un’idea di maturità e consapevolezza culturale, che riscopre e rimette a sistema un grande patrimonio restituito alla collettività, come già fatto con Antonello da Messina o con la Tomba Francois” sottolinea il Ministro “Sironi rappresenta un patrimonio enorme e la riscoperta di una figura del genere può concretizzarsi solo quando si è interiormente liberi da qualsiasi fantasma del passato. Quando si pensa che le arti sono per definizione libere e che chiunque se ne occupi fa bene quando le mette a disposizione della collettività. Abbiamo l’obiettivo di rappresentare un modello di riferimento per la visione di un museo che sia centro di propulsione culturale rivolto ai giovani. Fare cultura è libertà, apertura, ricerca e uno sguardo sul passato che ha senso solo se questo passato viene rielaborato e consegnato alla collettività”.
Sui tempi di consegna e apertura del Museo Sironi, col cantiere in corso, c’è ancora vaghezza. L’orizzonte di riferimento rimanda ai “prossimi mesi”.

Livia Montagnoli

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