Intervista a Rossella Farinotti, nuova direttrice artistica del museo MACTE di Termoli in Molise

In carica dal 1° dicembre 2026, la curatrice e critica d’arte raccoglie il testimone di Caterina Riva, che ha guidato l’istituzione per due mandati. Al centro della prossima stagione, il patrimonio del Premio Termoli, il rapporto con il territorio e il progetto di ampliamento del museo. La prima mostra della nuova direzione è attesa per febbraio 2027


Rossella Farinotti è la nuova direttrice artistica del MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli. Curatrice, critica d’arte e giornalista, entrerà in carica il 1° dicembre 2026, raccogliendo il testimone di Caterina Riva, alla guida dell’istituzione molisana dal settembre 2020 per due mandati. La nomina, decisa per chiamata diretta dal Consiglio di amministrazione e dal presidente Paolo De Matteis Larivera, apre una nuova fase per il museo, chiamato a consolidare il proprio ruolo nel panorama dell’arte contemporanea italiana e a sviluppare le potenzialità del suo patrimonio. Il programma della nuova direzione sarà presentato dopo l’insediamento, mentre la prima mostra è prevista per febbraio 2027.

Rossella Farinotti è la nuova direttrice artistica del MACTE di Termoli

“Accolgo questa nomina con grande felicità, perché il MACTE è sempre stato per me un museo importante, non solo per la sua identità culturale, ma anche per la sua capacità di essere un luogo di incontro e di scambio per la comunità. Ho guardato con interesse al lavoro portato avanti da Caterina Riva, apprezzandone la raffinatezza e l’attenzione costante agli artisti. Sono quindi felice di raccogliere questa eredità e di dare continuità al percorso intrapreso. Mi sono specializzata in contesti in cui l’arte contemporanea si presentava come un linguaggio nuovo, da introdurre e valorizzare, come è accaduto con Cremona Contemporanea, o in progetti dove il paesaggio fosse protagonista, penso a How Far Should We Go a Fondazione Ica a Milano. Penso che anche Termoli offra una sfida stimolante in questa direzione. Il mio obiettivo è fare in modo che il MACTE sia sempre più un luogo accessibile e inclusivo, un crocevia di linguaggi, esperienze e persone, capace di parlare a tutti e di diventare un punto di riferimento per l’intera comunità”, racconta Farinotti ad Artribune.

La storia del MACTE di Termoli

Il museo affonda le proprie radici nel Premio Termoli, fondato nel 1955 e divenuto negli anni un appuntamento significativo per la ricerca artistica italiana. Attraverso le opere acquisite nel corso delle diverse edizioni, il Premio ha costruito una collezione che restituisce una testimonianza delle trasformazioni dei linguaggi artistici, facendo della città molisana un punto di riferimento per la loro documentazione e valorizzazione. Ospitato negli spazi dell’ex mercato, il MACTE ha raccolto questa eredità trasformandola in un progetto museale capace di affiancare alla conservazione e allo studio della collezione una programmazione espositiva rivolta al presente. La sua identità si sviluppa così lungo una doppia direttrice: da un lato, la memoria storica del Premio Termoli; dall’altro, la possibilità di mettere in dialogo quel patrimonio con le pratiche artistiche contemporanee, attraverso mostre, ricerca e occasioni di confronto con il pubblico. Una vocazione che assume un significato particolare in un territorio lontano dai principali centri del sistema dell’arte, dove il museo è chiamato a costruire relazioni, attivare comunità e rendere la cultura contemporanea accessibile oltre i circuiti consolidati. E viene proprio da qui la scelta di affidare la direzione artistica a Farinotti, individuata dal Consiglio di amministrazione per la sua esperienza nella progettazione culturale, nella relazione con artisti e istituzioni e nello sviluppo di iniziative legate ai territori. Il passaggio di consegne coincide inoltre con una fase di crescita strutturale del museo, interessato da un progetto di ampliamento che prevede nuovi spazi per la conservazione e l’esposizione delle opere, una biblioteca specializzata in arte contemporanea e interventi per migliorare l’accessibilità. Un percorso che potrebbe offrire nuove possibilità alle attività espositive, educative e di ricerca del MACTE, e nel quale la nuova direzione sarà chiamata a confrontarsi con la storia dell’istituzione e con le prospettive del suo sviluppo.

Chi è Rossella Farinotti

Curatrice, critica d’arte e giornalista, Rossella Farinotti ha costruito il proprio percorso professionale attraversando ambiti diversi della produzione e della comunicazione culturale. Il suo lavoro si concentra anche sul rapporto tra arte contemporanea, spazio pubblico e rigenerazione urbana, con progetti che assumono i luoghi e le comunità come interlocutori della pratica artistica. Dal 2023 è direttrice artistica di Cremona Contemporanea, mentre dal 2016 dirige l’Archivio Gio’ Pomodoro. All’attività progettuale affianca quella didattica, insegnando all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla NABA di Milano, dove si occupa di promozione culturale e comunicazione dell’arte. La sua esperienza comprende inoltre collaborazioni con istituzioni, fondazioni e realtà imprenditoriali.

Tra i progetti curati figurano PORTOFRANCO, allestito negli spazi di un’ex banca a Castelfranco Veneto, How Far Should We Go? alla Fondazione ICA Milano e MALDIMARE, progetto di arte diffusa cocurato con Maurizio Cattelan. A Milano ha inoltre lavorato alla realizzazione di La città che sale di Vedovamazzei, opera pubblica sviluppata con la Cittadella degli Archivi. Tra il 2008 e il 2010 ha collaborato con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano a iniziative legate all’arte e al cinema, tra cui il progetto relativo a L.O.V.E. di Maurizio Cattelan. Ha seguito anche progetti di arte e impresa per Sergio Rossi e Canali. Alla scrittura per testate come Il Giornale dell’Arte, Flash Art Italia, MYmovies ed Exibart si aggiunge la coautorialità del Farinotti. Dizionario di tutti i film. Dal 2014 al 2019 ha vissuto e lavorato tra Milano e Chicago, ampliando la propria esperienza professionale.

Il passaggio di consegne da Caterina Riva

La nomina di Farinotti arriva al termine dei due mandati di Caterina Riva, alla quale il museo riconosce un contributo determinante nel consolidamento della propria identità scientifica e progettuale. Il lavoro svolto dal settembre 2020 ha accompagnato una fase importante per l’istituzione, rafforzando l’idea del MACTE come luogo di ricerca e confronto, oltre che come sede espositiva. “Concludo il mio mandato al MACTE consapevole di avere dato forma a un’idea aperta di museo, reso possibile dalla collaborazione con artisti, curatrici, figure professionali, lavoratori dell’arte, che hanno affiancato questo. È stato un privilegio contribuire a rendere il Museo MACTE un luogo di ricerca, incontro e confronto. Ringrazio chi mi ha sostenuto nelle responsabilità di questi anni e auguro di cuore a Rossella Farinotti buon lavoro per il futuro di questa nostra importante istituzione culturale”, dichiara Riva.

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Redazione

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