L’alleanza tra il FAI e il Terzo Settore in nome dell’accessibilità dice molto sui progressi dei luoghi della cultura

Con l’obiettivo di rimuovere le barriere fisiche, cognitive e culturali nei luoghi della cultura italiani, il MiC ha stanziato negli ultimi anni 300 milioni di euro. Il cambio di paradigma inizia a essere tangibile, ma c’è ancora molto da fare. Il FAI interviene con il progetto “A porte aperte”

Il volgere al termine del 2026 impone un momento di riflessione su quanto fatto negli ultimi anni per sostenere e implementare l’accessibilità museale. Dal 2021 a oggi (con scadenza proprio nel 2026), in attuazione dell’agenda europea per i diritti delle persone con disabilità, il Ministero della Cultura ha stanziato 300 milioni di euro del PNRR per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e culturali in oltre mille istituti e luoghi della cultura sul territorio nazionale. Sostenendo i progetti virtuosi sviluppati da musei, archivi e biblioteche per ovviare a limiti strutturali – spesso dovuti al contesto storico di molti luoghi della cultura – e culturali.

L’accessibilità dei luoghi della cultura in Italia: un bilancio

In numeri, il bilancio di questa operazione somma 1.128 interventi portati a termine in 797 luoghi della cultura, di cui 496 statali, 257 pubblici non statali e 44 privati; per la linea relativa all’efficientamento energetico, complementare per garantire un sistema incentrato sulla sostenibilità a tutto tondo dei luoghi della cultura, è stato possibile realizzare 131 interventi in 126 spazi di pertinenza statale. Ma in questo processo non bisogna dimenticare l’importanza della formazione degli operatori del settore, leva essenziale per un cambio di paradigma capillare e duraturo nel tempo.

L’alleanza tra il FAI e il Terzo Settore in nome dell’accessibilità dice molto sui progressi dei luoghi della cultura
A PORTE APERTE, A più voci, Monastero di Torba, Gornate Olona (VA), Foto © Amici del FAI 2026

A porte aperte: FAI e Terzo Settore alleati per l’accessibilità della cultura

Un terreno ormai (finalmente) fertile, dunque, ma da coltivare con costanza. Così anche il FAI, in alleanza con Dynamo Camp ETS, Fondazione Mus-e Italia e Fondazione IBVA, ora punta a fare la sua parte. A porte aperte è la risposta: un nuovo progetto che promuove l’accesso al patrimonio culturale e la partecipazione attiva delle persone attraverso attività educative, formative e artistiche rivolte a studenti, volontari, professionisti e famiglie, con particolare attenzione alle persone con disabilità, con background migratorio o in condizioni di fragilità socioeconomica. L’alleanza con diverse associazioni del Terzo Settore permette di integrare competenze del mondo sociale, culturale ed educativo; il FAI, dal suo canto, porta in dote i beni culturali di cui si prende cura, proponendo percorsi di cittadinanza attiva (dagli apprendisti ciceroni ai laboratori artistici) ed esperienze di accessibilità (come il progetto A più voci, che racconta la storia dei Beni FAI in otto diverse lingue del mondo, disponibile in versione completa da febbraio 2027, o i laboratori di terapia ricreativa promossi con Dynamo Camp sul modello dell’Art Factory nata nell’alveo dell’Appennino Pistoiese, dove il progetto di Enzo Manes ha il suo quartier generale).

Le attività educative, formative e artistiche del programma A porte aperte

A porte aperte è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: formalizzato la scorsa primavera, diventa ora operativo e proporrà le sue attività educative, formative e artistiche fino a ottobre 2027. Così il patrimonio storico-artistico diventa luogo di incontro, partecipazione e pari opportunità e la diversità come una risorsa per la coesione delle comunità, attraverso percorsi di cittadinanza attiva. E l’accesso alla vita culturale motore di autonomia, dialogo e crescita condivisa, generando benessere collettivo.

L’alleanza tra il FAI e il Terzo Settore in nome dell’accessibilità dice molto sui progressi dei luoghi della cultura
A PORTE APERTE, FAI, Visite Scuola Bosco di San Francesco, Assisi. Foto Massimo Franchi, 2019, (C) FAI – Fondo Ambiente Italiano

Laboratori, tecnologia e formazione: gli strumenti di “A porte aperte”

Già nel mese di settembre sono iniziati i percorsi artistici e laboratoriali rivolti a 25 classi di scuole primarie, condotti da artisti professionisti e realizzati da Mus-e Italia. A ottobre partirà il Corso Culturale di italiano per stranieri di livello B2/C1, offerto dal servizio Italiano per tutti di Fondazione IBVA, con sessioni dedicate sia alla lingua italiana sia all’approfondimento culturale, con visite guidate a beni storico-artistici di Milano. Da novembre, invece, il FAI in collaborazione con CSV Milano inaugurerà un ciclo di sei incontri di formazione online di volontari e operatori culturali, che riprenderanno la prossima primavera con Dynamo Camp, vertendo sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione nei luoghi della cultura. Il FAI è impegnato inoltre a realizzare videoguide in LIS che saranno disponibili online, su un sito dedicato, entro l’autunno. Saranno inoltre introdotte visite guidate in LIS in numerosi Beni FAI a cadenza regolare e su prenotazione, progettate e realizzate con l’Ente Nazionale Sordi. Mentre in collaborazione con UICI – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti saranno progettati e implementati percorsi di visita tattili e multisensoriali. Per tutta la durata del progetto, l’Associazione Amici del FAI programma percorsi culturali inclusivi dedicati a pubblici fragili, con un focus specifico su Milano e il coinvolgimento di mediatori artistici di origine straniera, formati da esperti in didattica inclusiva.

L’elenco aggiornato delle iniziative e le modalità di adesione si consultano online sul sito dedicato al progetto.

Livia Montagnoli

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