A Catania arriva una nuova opera per museo diffuso del quartiere Librino

MAGMA, trentennale progetto catanese del mecenate Antonio Presti, accoglie cinquemila mattonelle realizzate da mamme e bambini del quartiere e la lucente scultura Pegaso

“È un cavallo alato, un brillante portatore di luce: questa luce ha il compito di realizzare i sogni dei bambini del quartiere”: così l’imprenditore e mecenate Antonio Presti, fondatore del parco di sculture Fiumara d’Arte e dei due Atelier sul Mare, presenta al quartiere Librino di Catania il grande Pegaso di Antonello Bonanno Conti. È un’opera che tutti nel quartiere, e soprattutto i bambini, conoscono già: non calata dall’alto, ma realizzata gomito a gomito con loro nel complesso scolastico Campanella-Sturzo, e affiancata da cinquemila mattonelle d’argilla incise a mano dai piccoli residenti e dalle loro mamme. Sulla superficie di queste tavolette, che ora entrano a pieno titolo nel museo diffuso MAGMA, ci sono i loro sogni: amicizia, salute, determinazione – gli stessi auguri che compie una poesia di Maria Attanasio, scritta lungo il cavalcavia, e che il cavallo, con il suo potere simbolico, alza verso il cielo.

L'opera Pegaso al quartiere Librino. Foto Giulia Giaume
Antonello Bonanno Conti e l’opera Pegaso al quartiere Librino. Foto Giulia Giaume

Antonio Presti e il Quartiere Librino a Catania

“Basta parlare di droga e monnezza: quando si parla di Librino bisogna avere rispetto, qui c’è un vero museo a cielo aperto”: è un rapporto vecchio di decenni quello intrecciato tra Presti e il popolosissimo quartiere catanese (70mila abitanti, di cui 10mila bambini), una relazione che gli ha permesso di realizzare con successo un percorso di arte urbana collaborativo, famoso per la grande Porta della Bellezza, la Porta delle Farfalle e installazioni artistiche come quelle di Neri e De Nisco. “Bisogna avere cura di Librino: questa cura lo trasforma, lo ha fatto in trent’anni. E genera una bellezza che è politica”. E infatti, lo scorso luglio, Presti ha portato il caso alla Commissione parlamentare sulle periferie alla Camera, nella speranza che un progetto più strutturato prosegua la sua missione.

Quarant’anni di Fiumara d’Arte

La missione di Presti si concretizza prima di tutto nell’ormai celebre museo a cielo aperto realizzato lungo gli argini del torrente Tusa, cui deve il proprio nome (una fiumara è un letto che resta asciutto quasi tutto l’anno). “La prima opera, dopo la morte di mio padre, è il segno monumentale di Consagra, poi è arrivata la finestra di Festa. C’è stata subito resistenza, della mafia e del sistema, insistevano che offendesse il paesaggio”. Presti ripercorre vent’anni di processi per abusivismo (la Norma Galasso vietava di edificare vicino al greto e alla battigia), conclusi nel lieto fine della legittimazione e dell’inclusione nel patrimonio regionale. “Ciascuna delle opere sorge vicino a un comune periferico e morente, per farli rinascere. Ed è successo: ma il turismo tanto voluto è diventato il nostro nuovo nemico… perché questo turismo da cinque euro espropria l’anima mundi”, racconta Presti.

Cosa resta di Fiumara d'Arte a Castel di Tusa. Foto Giulia Giaume
Cosa resta dell’Atelier sul Mare a Castel di Tusa. Foto Giulia Giaume

Il futuro dell’Atelier sul Mare: da Tusa a Villa Margi

La seconda, più famosa creatura di Presti è l’Atelier sul Mare, inaugurato nel ’91 a Castel di Tusa come residenza per artisti e poi aperto a tutti: qui ogni stanza è stata commissionata a un artista, regista, poeta. La sua chiusura da parte dei NAS nel 2023 e la conseguente decadenza non hanno scoraggiato Presti: “Non c’è melanconia, è tutto una trasformazione”. E infatti l’Atelier è rinato a Villa Margi, anche se il processo è ancora in fieri: “In questo primo edificio, diviso in appartamenti, abbiamo spostato tutti i quadri. Ci sarà un secondo edificio dove sposteremo le stanze d’artista. Non sarà facile, ma in qualche modo faremo”.

MAGMA e il roseto di Librino

MAGMA è quindi la terza creatura di Presti, e anche lei non accenna a fermarsi: presentato nell’ambito della Triennale della Contemporaneità promossa dalla Regione, Pegaso reinterpreta la figura del cavallo, “dandole una nuova veste: non più un animale per le corse, e poi da macellare, ma un simbolo di libertà”, spiega l’artista, preceduto nell’opera di rivalutazione dell’animale dalle ceramiche e foto dei Cavalli Eretici, sempre all’interno del museo diffuso.

Il prossimo progetto, già in cantiere, è il Roseto di Sant’Agata, frutto di un sogno profetico del fondatore. La santa gli avrebbe chiesto appunto di dedicarle dei fiori in un nuovo sforzo culturale e naturale: “Noi a Librino non cerchiamo settantamila voti, ma settantamila devoti”, commenta Presti. Inizialmente affidata a dei giardinieri, questa nuova impresa diffusa coinvolgerà delle associazioni di quartiere nella condivisione e cura dello spazio verde di Librino.

Giulia Giaume

Scopri di più

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

Scopri di più