Tre super musei si alleano per conquistare nuovi pubblici. MoMA, Centre Pompidou ed M+ firmano un patto

Complessivamente attirano ogni anno 10 milioni di visitatori, ma insieme puntano a potenziare la loro attività di ricerca e divulgazione, con progetti espositivi congiunti, prestiti a lungo termine, scambio di competenze. Nasce così un’inedita superpotenza museale che tiene insieme America, Europa e Asia


È un’inedita alleanza culturale internazionale tra colossi museali quella che si concretizza per volontà del MoMA di New York, del Centre Pompidou di Parigi e dell’M+ di Hong Kong.

L’alleanza culturale tra MoMA, Centre Pompidou ed M+

Complessivamente, le tre visitatissime istituzioni museali vedono girare nelle loro sale, ogni anno, 10 milioni di visitatori. E più impressionante è il dato degli utenti che con loro interagiscono online, che si aggira intorno ai 125 milioni di persone. Dunque la sinergia siglata dall’accordo sottoscritto all’M+ di Hong Kong nella giornata del 30 ottobre da Christophe Cherix (David Rockefeller Director del Museum of Modern Art), Laurent Le Bon (Presidente del Centre Pompidou) e Suhanya Raffel (direttore di M+) si orienta nella direzione di un ulteriore potenziamento degli strumenti di divulgazione e dei servizi al pubblico che ciascuno dei tre musei è in grado di garantire singolarmente.

Mostre congiunte, prestiti a lungo termine e progetti di ricerca condivisi

A partire dallo sviluppo di programmi di ricerca e progetti espositivi congiunti che favoriranno la circolazione delle rispettive collezioni a favore di diversi pubblici (ricordiamo che la storica sede parigina del Centre Pompidou è attualmente chiusa per ristrutturazione, e fino al 2030 ha agio – oltre che necessità – a far girare le proprie opere), grazie a una sinergia in ambito curatoriale e di conservazione. Pur mantenendo ciascuna la propria indipendenza e identità, quindi, le istituzioni opereranno in sinergia, potenziando le capacità di cui dispongono individualmente.

I tre musei hanno alle spalle percorsi e storie diverse – il MoMA nasceva nel 1929, il Pompidou nel 1977, mentre solo dal 2021 è in attività l’M+ – ma tutti sono stati in grado di diventare punto di riferimento per la valorizzazione e la divulgazione dell’arte contemporanea, con collezioni che spaziano dal Novecento ai linguaggi del presente. Condividono, inoltre, un approccio multidisciplinare alla materia che favorirà la sinergia: l’ambizione dichiarata è quella di contribuire a rinnovare le modalità di comprensione, interpretazione e fruizione dell’arte moderna e contemporanea in un mondo sempre più interconnesso, valorizzando l’elemento interculturale e le competenze collettive, per promuovere tanti sguardi alternativi.

“Insieme saremo molto di più della somma delle parti”

“Questa alleanza culturale ci rende ambasciatori ciascuno dell’altro, aprendo un dialogo straordinario che si riflette su tre continenti”, può quindi affermare soddisfatto Cherix: “Insieme saremo molto di più della somma delle nostre parti”. Perché “nessuna istituzione, da sola, può racchiudere l’intera portata della creatività globale” spiega Le Bon, ma l’auspicio è che unendo le forze si possa giungere a traguardi nuovi. “Tra le altre iniziative, avremo la possibilità di lavorare su prestiti a lungo termine, offrendo progetti espositivi più approfonditi su artisti e movimenti chiave dell’arte contemporanea”, prosegue la presidente del Centre Pompidou. L’M+ interverrà in questo confronto “portando le prospettive di Hong Kong e dell’area asiatica”, sottolinea Raffel “Vogliamo creare nuove opportunità per gli artisti e per il pubblico, delineare un futuro più collaborativo e sostenibile per i musei e ripensare il modo in cui vengono presentate al mondo le narrazioni culturali”.

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Redazione

Redazione

Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

Scopri di più