Il progetto per ampliare gli spazi del Santa Maria della Scala a Siena. Una mostra per raccontarlo

LAN Architecture, Studio Odile Decq e Hannes Peer Architecture sono gli studi coinvolti nella rigenerazione dei circa 18mila mq del complesso senese attualmente non in uso: da fine maggio una mostra dettaglierà i loro progetti. Intanto il Presidente Leone delinea le traiettorie del biennio 2026/2027

Cristiano Leone, (ancora) Presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala a Siena, rivendica con forza i risultati conseguiti a partire dal suo insediamento, a gennaio 2024. Nella prima conferenza stampa dopo l’annuncio delle nomine dei nuovi 14 direttori di altrettanti musei nazionali di seconda fascia – Leone era in lizza per Pantheon e Castel Sant’Angelo, nella Capitale, e per i Musei e parchi archeologici di Capri e non ha ottenuto incarichi – il manager culturale elenca le cifre raccolte anche attraverso fundraising e contribuiti privati, scandisce i numeri delle iniziative realizzate sotto la direzione di Chiara Valdambrini, elenca i partenariati attivati, anticipa le traiettorie culturali per il biennio in arrivo. Si va dal riconfermato Xenos. Festival di performance, la cui terza edizione sarà focalizzata sul concetto di relazione, alla mostra Santa Caterina da Siena, estasi e ardore, che da fine novembre coinvolgerà gli spazi del Santa Maria e anche il tessuto urbano locale, con una serie di percorsi dedicati.

Santa Maria della Scala a Siena: da ospedale a istituzione culturale di respiro internazionale

Leone insiste poi sulla crescita dell’istituzione oltre i confini regionali e nazionali, facendo riferimento alla dimensione assunta da alcuni progetti appositamente concepiti per la storica sede a due passi dal Duomo. È il caso dell’eterea installazione site specific Path to the Sky, concepita dall’artista americano Jacob Hashimoto per il Santa Maria e ora approdata MoMA di San Francisco. Così come della prossima mostra Wagner, Parsifal e l’Italia. Siena all’origine dell’immaginario visivo di un’opera leggendaria, già destinata a una successiva tappa europea al Richard Wagner Museum di Bayreuth. “Sono un tecnico”, precisa ad Artribune Leone, “e sono qui anche per delineare una visione per il lungo periodo. L’operazione più importante del mio mandato resta il masterplan strategico, che si perfezionerà e completerà nei prossimi anni”, aggiunge con riferimento all’iter che, attraverso il coordinamento di Luca Molinari Studio, condurrà alla riattivazione dei circa 18mila mq (su quasi 38mila complessivi) non in uso nel complesso senese.

Il progetto per ampliare gli spazi del Santa Maria della Scala a Siena. Una mostra per raccontarlo
Siena, Santa Maria della Scala. Space n°01 ©LAN

A maggio 2026 una mostra per presentare il Masterplan

Un processo di rigenerazione che – per ragioni facilmente intuibili – presuppone tempi lunghi, risorse ingenti e, non da ultimo, uno sforzo collettivo in termini di visione. “Capisco che nell’immediato possa apparire come qualcosa di intangibile, ma non lo è. Spinti anche dall’obiettivo di dare evidenza a ciò che si sta facendo, da fine maggio ospiteremo una mostra che ripercorrerà tutta la storia architettonica recente del Santa Maria”. Parliamo di un sito monumentale unico, stratificato ed eccezionalmente articolato, che ha dato i natali e ha accolto le ultime ore di vita di generazioni di senesi. È l’esito di addizioni e modifiche che si sono susseguite nel corso dei secoli; attorno al suo recupero e riuso, dalla seconda metà del Novecento in poi, si sono confrontati maestri del calibro di Giancarlo De Carlo e Guido Canali. Con lo sguardo puntato verso l’avvenire e con l’obiettivo di una sua piena restituzione alla comunità locale, a raccogliere – simbolicamente – il loro testimone è oggi l’inedito terzetto formato da LAN Architecture, Studio Odile Decq e Hannes Peer Architecture.

Santa Maria della Scala: i nuovi spazi disegnati da tre studi di architettura

Sono questi i tre studi di architettura invitati a occuparsi di altrettanti aspetti funzionali del futuro Santa Maria della Scala. Il progetto avviato, come spiega lo stesso Molinari, prova a essere coraggioso e ambizioso quanto il concorso internazionale “straordinariamente unico” dal quale, quattro decenni fa, ha preso forma il cosiddetto “Piano Canali” (che non andrà perso). In concreto, sulla base dei singoli background professionali a ciascun team sono stati affidati precisi spazi, individuati insieme ai tecnici interni del Santa Maria, e comunicati chiari indirizzi funzionali, a loro volta definiti insieme alle risorse dell’istituzione senese. Di conseguenza, il contributo progettuale di Hannes Peer Architecture si concentra sull’architettura degli spazi interni, destinati nel prossimo futuro ad accogliere anche una biblioteca, presentata come un possibile futuro punto di riferimento per lo studio delle discipline storico-artistiche. L’auditorium costituisce il fulcro del progetto a cui sta lavorando lo Studio Odile Decq, forte dell’esperienza già maturata nel medesimo ambito. Si tratta di uno spazio strategico e molto atteso in città, che andrà a sanare una carenza del centro storico senese, consentendo al Santa Maria di divenire una sede congressuale e per eventi a servizio di quanti ne faranno richiesta. Sul fronte museale e sugli allestimenti (anche per la collezione archeologica) si focalizza infine il pensiero progettuale di LAN Architecture, studio di base a Parigi che in Italia si sta occupando dell’ampliamento del MAXXI, a Roma. In attesa di conoscere nel dettaglio le soluzioni che gli studi stanno sviluppando, Molinari lascia intanto intuire che la futura “casa di tutti i senesi” proverà a stringere un legame più solido con l’adiacente complesso monumentale del Duomo: “Siamo nell’area più importante di Siena. È utile che ci sia anche uno spazio di accoglienza adatto al pubblico che la visita ogni giorno”, anticipa.

Il progetto per ampliare gli spazi del Santa Maria della Scala a Siena. Una mostra per raccontarlo
Siena, Santa Maria della Scala. Auditorium ©Odile Decq Architecture

Verso la nuova governance del Santa Maria della Scala

Si tratta di cantieri che seguiranno tempi diversi, garantendo che il Santa Maria resti aperto e visitabile. Saranno finanziati in modo distinto”, prosegue Leone, sottolineando come per effetto delle novità previste a livello di statuto, messe in atto per conseguire il consolidamento giuridico ed economico dell’istituzione, si siano di fatto poste le basi per accedere, d’ora in poi, a nuovi strumenti di sostegno economico sia pubblico che privato. Un’altra eredità del suo mandato. Infine, un ulteriore passo in avanti potrebbe arrivare dall’ingresso del Ministero della Cultura, che dall’inizio dell’“era Leone” ha assegnato alla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala circa un milione di euro (per il completamento dei lavori di restauro della strada interna e la realizzazione e il completamento dell’allestimento del piano monumentale). “Sarebbe il riconoscimento definitivo del fatto che il Santa Maria è un patrimonio di grande rilievo per i senesi e per tutto il Paese” conclude Leone.

Valentina Silvestrini

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Valentina Silvestrini

Valentina Silvestrini

Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. È cocuratrice della newsletter "Artribune Render", dedicata alla rigenerazione urbana a base culturale. Ha studiato architettura all’Università La…

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