Arte come pratica educativa: a Torino un collettivo creativo usa il suono per costruire relazioni
Il progetto propone un modello didattico basato su pratiche artistiche partecipative e su un’idea di apprendimento non formale e condiviso. La presentazione da Cripta747 con il collettivo The Boys and Kifer
Nasce come band “fittizia”, attraversa arte e musica e usa il suono come strumento per costruire relazioni: i The Boys and Kifer lavorano dal 2014 su pratiche di ascolto, improvvisazione e creazione condivisa, sperimentando forme di socialità non gerarchiche in contesti ogni volta diversi, tra musei, spazi indipendenti, bar e accademie. Ed è proprio per questa attitudine processuale e collettiva che l’artista Roberto Casti e l’antropologo Marco Rossi sono stati invitati dal Collettivo Crampo – composto da Alessandra Faccini, Giulia Ninotta, Marta Montoni, Rosita Ronzini e Camilla Zennaro – a prendere parte al programma educativo Spandex – Stretching the School, che mette in relazione arte contemporanea e scuola.
A Torino il progetto “Each Other Again” del collettivo The Boys and Kifer
Da questo incontro nasce Each Other Again, progetto sviluppato tra ottobre 2025 e gennaio 2026 con le classi 5B, 5E e 4E del Primo Liceo Artistico di Torino e che venerdì 9 gennaio alle ore 19 arriva a una prima restituzione pubblica negli spazi di Cripta747, in Via Giovanni Giolitti 32/c. L’evento, a ingresso gratuito, si intitola Each Other Again | Open School.
Il laboratorio del collettivo The Boys and Kifer
Durante il laboratorio, studenti e artisti hanno lavorato alla formazione di una band temporanea, basandosi su pratiche di fiducia, auto-organizzazione e ascolto reciproco. Non un corso di musica tradizionale, ma un percorso di sperimentazione sonora e relazionale, in cui ruoli e competenze sono continuamente rinegoziati. Each Other Again è infatti una piattaforma performativa che The Boys and Kifer utilizzano per mettere alla prova modelli di collaborazione orizzontale, dove l’improvvisazione diventa un metodo e il suono uno spazio di relazione. Il lavoro si è articolato in momenti di scambio di pratiche e in sessioni di improvvisazione collettiva, facendo dell’ascolto un elemento centrale del processo creativo. La band, più che un obiettivo finale, ha funzionato come dispositivo di ricerca, capace di suggerire nuove modalità di stare insieme e di produrre cultura, estendendosi oltre il contesto scolastico.

L’evento di restituzione da Cripta747
L’evento del 9 gennaio 2026 si inserisce nel più ampio programma di Spandex – Stretching the School, progetto ideato da Collettivo Crampo e Irene Coscarella, che coinvolge gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Torino. Spandex propone un modello didattico integrativo, basato su pratiche artistiche partecipative e su un’idea di apprendimento non formale e condiviso. A guidare il percorso è la domanda “Quali mondi ci aspettano?”, ispirata al pensiero dei new materialisms e in particolare alla filosofia di Donna Haraway.
Caterina Angelucci
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