Premio Ermanno Casoli 2023. Claire Fontaine vince con un’opera sulle donne manager

Il duo vince la XXI edizione del premio intitolato al fondatore della storica azienda Elica di Fabriano, che vede un artista contemporaneo impegnato nella realizzazione di un’opera site specific pensata per gli spazi delle sue fabbriche di cappe. Con la partecipazione dei dipendenti

È il duo Claire Fontaine, fondato a Parigi nel 2004 da Fulvia Carnevale e James Thornhill e da sempre legato alle questioni di autorialità e femminismo, a vincere la XXI edizione del Premio Ermanno Casoli, riconoscimento dedicato all’arte contemporanea, promosso dalla omonima Fondazione, istituzione nata nel 2007 intitolata a Ermanno Casoli, imprenditore fondatore di Elica, azienda leader nella produzione di cappe a uso domestico. Il Premio ogni anno vede un artista del panorama contemporaneo impegnato nella realizzazione di un’opera site specific permanente per gli spazi di un’azienda del gruppo, con la partecipazione attiva delle persone che vi lavorano.

L’OPERA DI CLAIRE FONTAINE PER IL PREMIO ERMANNO CASOLI

Per questa nuova edizione del premio, Claire Fontaine è stata invitata a realizzare un’opera per l’headquarter di Elica a Fabriano che, come sempre, sarà il frutto di una residenza da parte degli artisti e di un processo di relazioni e interazioni con i dipendenti dell’azienda, in questo caso un gruppo di 30 donne che rivestono ruoli manageriali all’interno di Elica e che saranno coinvolte in un workshop propedeutico all’installazione il prossimo 4 maggio, anticipato il 3 maggio da un talk aperto al pubblico dal titolo Lavoro visibile e invisibile. Claire Fontaine una pratica del fare. “Claire Fontaine ha da sempre unito la riflessione teorica alla pratica artistica e il suo lavoro rappresenta un unicum nel mondo dell’arte contemporanea. Il suo impegno nella rilettura e nella trasmissione dei testi chiave di Carla Lonzi, Lea Melandri e Silvia Federici si accompagna a una pratica che mette in discussione la questione dell’autorialità rielaborando iconografie tratte dall’immaginario collettivo”, spiega Marcello Smarrelli, Direttore Artistico della Fondazione Ermanno Casoli. “Il duo, che si definisce ‘un’artista ready-made’, rifiuta il culto del genio individuale, ponendo l’accento sull’importanza fondamentale della cooperazione. L’indagine sull’attualità viene condotta tramite l’utilizzo di vari media, in particolare il neon, la scultura, la fotografia che, occupando lo spazio pubblico, acquistano la potenza comunicativa di un manifesto”.

ARTE E IMPRESA SECONDO L’AZIENDA ELICA

In questo caso, l’intento dei due artisti è quello di mettere in evidenza le difficoltà e la pressione sociale delle donne che ricoprono ruoli di responsabilità, nel compito di conciliare gli aspetti lavorativi con quelli personali. “Per Elica l’arte è un veicolo per innescare processi di innovazione e per lavorare su tematiche sociali”, interviene Deborah Caré, Chief Human Resources di Elica Cooking. “Quest’anno in particolare ci focalizzeremo sul tema della Diversity and Inclusion utilizzando un approccio non convenzionale, tipico di Elica, prendendo le distanze da luoghi comuni e stereotipi che a volte anche questo tema fa emergere. Sono certa che il confronto tra le nostre manager e Claire Fontaine restiturà considerazioni insolite e originali”. Un pensiero condiviso da Francesco Casoli, Presidente di Elica, che così conclude: “credo fortemente nella capacità dell’arte di fornire uno sguardo alternativo e originale. Con Claire Fontaine, vincitrice del Premio Ermanno Casoli 2023, riusciremo a guardare alcuni temi di grande attualità sotto punti di vista non convenzionali. Tramite la collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, intitolata a mio padre, cerchiamo sempre di trasmettere lo sguardo innovativo dell’arte nella quotidianità e nell’approccio delle nostre persone per creare ogni giorno qualcosa di unico”.

Claudia Giraud

www.fondazionecasoli.org

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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