Il Premio Ermanno Casoli compie 20 anni e celebra con un’opera di Eugenio Tibaldi

L’opera vincitrice si presenta come uno specchio d’acqua circolare, attraversato da tre passerelle collegate a sentieri ricoperti di ghiaia che puntano verso la natura, la storia e l’industria

Con quest’opera voglio dare un’immagine leggera e poetica, in un momento incerto e burrascoso”.  Un’intenzione espressa da Eugenio Tibaldi (Alba, 1977) vincitore della 20a edizione del Premio Ermanno Casoli, curato da Marcello Smarrelli, in merito all’installazione Marshy (2022), collocata nell’azienda EMC FIME recentemente acquisita dal gruppo Elica a Castelfidardo (AN). Per celebrare degnamente il ventennale di un premio che, secondo il presidente di Elica Francesco Casoli, “ha rappresentato la trasformazione culturale e del fare impresa mettendo in contatto arte e innovazione”, l’artista ha realizzato un lavoro permanente particolarmente complesso, scaturito da un periodo di residenza nelle Marche, dove ha notato la presenza degli “sguazzi”, stagni che si formano nelle campagne marchigiane dopo le piogge, popolati da volatili di diverse specie. 

L’OPERA DI EUGENIO TIBALDI PER IL PREMIO CASOLI

Marshy (“paludoso”) si presenta come uno specchio d’acqua circolare, attraversato da tre passerelle collegate a sentieri ricoperti di ghiaia che puntano verso la natura, la storia e l’industria. Dall’acqua emergono alcuni ciuffi di vegetazione palustre, dove sono appollaiate più di 200 specie di uccelli diversi, dai fenicotteri alle aquile, dagli aironi alle ghiandaie. “Marshy è la metafora di un luogo di trasformazioni e mutamenti, il riflesso di un habitat primordiale in cui si genera la vita, ma è anche l’immagine di una comunità espansa e variegata che convive all’interno di un nuovo ecosistema” spiega Marcello Smarrelli. Un ecosistema dove piante e animali sono stati realizzati con gli scarti metallici della produzione aziendale di Elica, mentre i 3200 dipendenti nelle diverse sedi dell’azienda in Italia e all’estero sono stati coinvolti da Tibaldi nella scelta delle specie di uccelli. 

L’OPERA MARSHY SECONDO EUGENIO TIBALDI

“Tengo molto alla dimensione partecipativa di questo lavoro, e sono molto felice perché alcuni operai si sono offerti di aiutarmi a saldare parti dell’opera” aggiunge l’artista, che ha voluto coinvolgere il musicista Andrea Naspi per realizzare la colonna sonora dell’opera, costituita da un’interpretazione dei canti degli uccelli attraverso la fisarmonica, in omaggio alla tradizione di Castelfidardo, centro mondiale di questo strumento musicale. Per concludere: non solo Marshy è perfettamente in linea con l’evoluzione della ricerca di Tibaldi, già evidente nelle ultime mostre personali come Architetture dell’isolamento (2021) presso l’Accademia dello Scompiglio e TEMPORARY LANDSCAPE (2021) al PAV di Torino, ma potrebbe addirittura rappresentare un efficace modello per la realizzazione di opere di arte pubblica nel nostro paese.

Ludovico Pratesi 

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Ludovico Pratesi

Ludovico Pratesi

Curatore e critico d'arte. Dal 2001 al 2017 è stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. Direttore artistico dell’associazione Giovani Collezionisti. Professore di Didattica dell’arte all’Università IULM di Milano Direttore…

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